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Carlo A. Pelanda
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IL PUNTO

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Riconvergenza euroamerica per evitare il peggio

Ritengo prioritario ridurre la divergenza tra Ue ed Usa per tre motivi:
a) evitare nel breve termine una crisi inflazionistica/recessiva dovuta a scarsità/rialzo dei prezzi di petrolio e gas a causa di un blocco prolungato dello stratto di Hormuz con potenziale devastante per gli europei, ma anche pericolosa per l’economia americana;
b) evitare nel medio periodo un depotenziamento della Nato problematico per la sicurezza europea, ma anche per quella statunitense;
c) ricostruire una forte convergenza euroamericana su cui fondare nel lungo termine sia un’estensione sia una strutturazione di un’alleanza globale delle democrazie in formato G7+ più grande di quella dei regimi autoritari e quindi fonte di una Nova Pax sostituiva della Pax Americana, ma con l’America che resta potenza primaria in essa.
Che l’America, pur superpotenza militare, tecnologica e finanziaria sia ormai troppo piccola per fare da sola il poliziotto e la locomotiva economica del pianeta è fatto riconosciuto dallo stesso linguaggio della conduzione Trump: fare di nuovo grande l’America. Ma il metodo americanista-protezionista in realtà la mantiene piccola rendendo la sua prassi unilateralista motivo di perdita progressiva di scala della sua influenza. Infatti l’Ue sta aumentando il raggio dei suoi trattati doganali, ma di forte valore geopolitico, con tutte le democrazie del pianeta e ci sta riuscendo perché queste temono la pressione statunitense e si riassicurano entrando nell’area eurocentrica. Ma a questa area in espansione manca una capacità di difesa e condizionamento sufficienti se ne restasse fuori l’America. Molti analisti avvertono che a Washington prevale l’idea di rischierare la residua potenza militare statunitense per contenere e pressare la Cina sia togliendo risorse militari in Europa sia trovando una convergenza con la Russia, nonché attuando la strategia del riccio prendendo il dominio dell’emisfero longitudinale delle Americhe. Con il sostegno di altri analisti mi sento di dire che tale strategia non funzionerà. Così come quella dazista sta portando gli alleati dell’America a cercare altri sbocchi sul mercato globale riducendo la dipendenza da quello statunitense. In sintesi, se sola l’America non riuscirà né a contenere la Cina né a staccare la Russia dall’alleanza con essa. Se, invece, l’America prendesse una postura di leaderhip condivisa di un G7 + ci riuscirebbe e costruirebbe un sistema di moltiplicazione economica con vantaggio sia proprio sia degli alleati. L’America a conduzione Trump sta facendo un errore storico. Lo stanno facendo anche gli europei? Non è analisi facile, ma è molto meno difficile segnalare che tocca a loro mostrare razionalità mantenendo il più possibile una convergenza euroamericana utile a favorire il bilanciamento interno degli eccessi di Trump negli Stati Uniti. Questo sta avvenendo, ma va evitato un americanismo protezionista di sinistra come quello mostrato da Biden permettendo ai centristi sia democratici sia repubblicani di poter mostrare un’Europa amica ed in vantaggi di un’America aperta e non chiusa. In questa logica, nel breve termine, sarebbe importante che una coalizione di europei ed altri alleati si mostrasse disponibile all’ingaggio per un corridoio sminato e difeso ad Hormuz che ripristinasse i transiti integrando l’insufficiente capacità militare statunitense.

ARCHIVIO

La forma economica del nuovo mondo bipolare

Allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale manca quella individualizzabile

Dall’istruzione al potere cognitivo di massa

La guerra continua

Nonostante il dialogo sino-americano la guerra economica continuerà

La priorità di una dedebitazione parziale secca

Ecco la nuova economia della deterrenza

L’avvio dell’ecoadattamento realistico

La trasformazione dell’immigrazione in capitale

La priorità del nucleare di nuova generazione

Prestito irredimibile vs tassa extraprofitti

Europa estroversa vs Ue introversa

La posta in gioco è il dominio del triangolo India-Mediterraneo-Africa

La ricerca per una nuova (ri)globalizzazione

Più G7 contro le crisi multiple

Verso un triumvirato che salverà l’Ue

Dall’irrealismo all’ecorealismo, lentamente

La priorità dell’operazione patrimonio contro debito

Tardare il taglio dei tassi è un errore

Si intravedono i primi passi di esoindustrializzazione

La crisi del Mar Rosso impone scelte forti all’Italia

La presidenza del G7 come occasione per Roma di imparare il ruolo di esportatore attivo di sicurezza

La difesa della fiducia in un mondo metastabile

La relazione tra capitale e avvio della biocibernazione

La necessità di integrare finanza pubblica e privata per gli investimenti di sicurezza militare

Verso una ristabilizzazione geopolitica globale

Ridurre la vulnerabilità per poter calcolare il rischio

L’irruzione dell’AI implica una rivoluzione cognitiva di massa

Più risparmio verso investimenti produttivi

Serve una scienza della dedebitazione

Il possibile scenario “Dedebiting EU”

Necessario accelerare un Piano Enrico Fermi nell’Ue

Come adattarsi all’ecomutamento

Macron pensa di usare la Cina ma è Pechino che sfrutta lui

L’ambiguità della Bce è un pericolo se non corretta

Basta alluvioni e siccità estreme: è possibile

Come ridurre il costo di eventi meteo estremi

Convergenza euroamericana vs. autonomia strategica Ue

L’Ue è importante oltre sé stessa


Un futuribile Song sostituivo dei Brics

I motivi per meno pessimismo e più ottimismo

Serve una nuova Bretton Woods (digitale)

Compensazioni Ue per le aziende italiane sanzionate dalla Russia

Avviare un’ecopolitica realistica nell’Ue

La necessaria evoluzione dell’offerta turistica

Più capitale privato per la proiezione in Africa

Dalla priorità della decarbonizzazione a quella dell’ecoadattamento

La priorità a breve e a lungo di costruire la fiducia economica

Abolire il termine finanza ombra per quella non bancaria

L’opportunità per una nuova industria cinematografica italiana

Europa: meno di un’unione ma più di un’alleanza

Più garanzia di sicurezza ad Israele per ridurne l’aggressività

Operazione vetrina per capitalizzare le imprese italiane

L’attrazione di capitale è più utile degli investimenti a debito

Verso la convergenza tra sostenibilità ambientale ed economica

Perché l'Ue deve diventare più estroversa

L’evoluzione del G7 verso una comunità di difesa

La svolta di Israele

Verso il nuovo nucleare ed un eco-adattamento realistico

La strategia del Kissinger inverso

Il potenziale negoziale dell’Ue con Trump è forte

Le sfide della nuova Guerra fredda

L’Ue ha una struttura economica forte che dopo cambiamenti le darà un destino positivo

La sicurezza richiede un’economia della deterrenza

Verso la nuova strategia di politica industriale

Italia globale, missione possibile

I motivi concreti per un’Italia ottimista

Mondo turbolento, ma improbabile il caso peggiore

Serve un Consiglio per la sicurezza nazionale sistemica

La priorità del nucleare innovativo

L’America dovrà correggere l’eccesso di americanismo

Riflessioni di minoranza sull’effetto Pax Mediterranea di un presidio statunitense dell’area

La strategia geoeconomica dell’Italia nel cambio di mondo

Soluzioni per una riconvergenza euroamericana

Primi segnali per una riconvergenza euroamericana pragmatica

Come estrarre burro dai cannoni

Il mondo finanziario ha la necessità di moderare Trump

Benefici sistemici del riarmo europeo a date condizioni

In America cresce la pressione per moderare gli eccessi controproducenti

Probabilità di una futura correzione interna degli eccessi di Trump

La rilevanza di un accordo Ue – Regno Unito

Verso la riconvergenza tra America ed alleati

Verso una configurazione bipolare del globo, ma meno conflittuale

Verso un mercato integrato del Mediterraneo

Verso un mondo bipolare, ma con varchi

Motivi per un ottimismo economico non eccessivo

La gestione di uno scenario conflittuale continuo via Nova Pax

Passi avanti della convergenza euroamericana nella Nato

L’effetto stimolativo degli investimenti per la sicurezza

In bilico tra escalation e de-escalation

La ricerca della fiducia finanziaria in un’era metastabile

Eurodome per la sicurezza e la reindustrializzazione innovativa dell’Ue

La nuova età della robotica autonoma richiede più potere cognitivo degli umani

Programmi integrati per trainare la reindustrializzazione europea

La nuova ecostrategia centrata sul (mini)nucleare di nuova generazione

La nuova ricerca sul ciclo del capitale per la sicurezza

Roma sempre più centrale per un mercato mediterrane

La priorità di una struttura di investimento reciproco italo-americana

Evoluzione dello scenario globale

La ricerca di un pilastro geopolitico per la fiducia economica globale

Eurodome come migliore combinazione per la sicurezza e sviluppo europei

Per un' espansione geoeconomica globale dell' Ue

La ricerca per la deterrenza senza cadere in un’economia di guerra

Verso una Ue globale, ma con prudenza

L’effetto stimolativo dell’interazione non bellicista militare-civile

Verso Ekuméne

Dalla glaciologia dati più precisi per gli ecoscenari

Per una metamoneta sostitutiva delle similmonete private e come strumento antidebito

Tre anni per compensare sul piano globale il gap di export verso gli Usa

Necessario e possibile aumentare il potere minerario italiano

Più attenzione alla strategia espansiva dell’Ue

Verso un ecoadattamento attiv

Un passo verso Ekumene in un Mediterraneo aperto

L’armonizzazione tra requisiti economici ed ambientali

Dopo il Pnrr servirà un programma nazionale di dedebitazione

Capire il problema dell’America e mantenere la convergenza euroamericana

L’Ue non perda l’opportunità del Mercosur

Scenario di “stabilità dinamica” 2026-28

Agli accordi doganali dell’Ue serve un adattamento pragmatico

La ricerca su un nuovo ordine mondiale

Una strategia Ue per contenere l’anomalia Trump

Riglobalizzazione con traino Ue

Esoeconomia in accelerazione

Motivi di interesse reciproco per mantenere l’alleanza euroamericana

Come trasformare il costo ecoadattivo in investimento

Il cambiamento di regime in Iran favorisce un mercato mediterraneo globocentrico

Il tempo è la variabile critica per ridurre il rischio economico Iran

L’incertezza energetica deve accelerare le mini centrali nucleari nell’Ue

Il conflitto del Golfo pone problemi a breve, ma apre opportunità nel lungo

Verso una comunità economica globale eurocentrica

Scenari per la soluzione della crisi del Golfo

Ora il punto è la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz

Accelerare il nucleare di nuova generazione

Serve un ingaggio attivo degli europei per la sicurezza di Hormuz

Riconvergenza euroamerica per evitare il peggio

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