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Carlo A. Pelanda
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IL PUNTO

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2/2/2026

Riglobalizzazione con traino Ue

Il programma “lungo” di ricerca “Deglobalizzazione conflittuale e riglobalizzazione selettiva” fu avviato dal think tank Stratematica, che coordinavo ed ancora dirigo, nel 2013 quando Barack Obama lanciò il progetto di due aree economiche amerocentriche, una nel Pacifico (Tpp) e l’altra con l’Ue (Ttip) escludendo Cina e Russia. La prima Amministrazione Trump, nel 2017, uscì dal trattato Tpp pur siglato con 11 nazioni per mantenere con piena sovranità la capacità di bilanciare il dare ed avere commerciale con l’area. Inoltre, spinse la dichiarazione (bipartisan) del Congresso che individuava la Cina come avversario sistemico, invertendo una postura statunitense che durava da decenni.
Il Ttip finì nel cassetto per la preoccupazione europea, principalmente tedesca, della controreazione simmetrica della Cina e di una riconfigurazione bellicista della Russia visibile dal 2014. L’Amministrazione Biden riprese l’americanismo della conduzione Trump, ma variandolo con misure competitive per attrarre investimenti reindustrializzanti negli Stati Uniti (reshoring). La seconda Amministrazione Trump ha sviluppato un americanismo ricattatorio, imponendo costi doganali per l’accesso al mercato statunitense sia ad alleati sia non, esagerando le motivazioni di sbilanciamento commerciale nei confronti dei primi.
Nel 2025 la deglobalizzazione ha raggiunto un picco, pur solo relativo e non assoluto, ed ha convinto l’Ue, su spinta della Germania messa in grave crisi dalla tendenza compressiva spinta da Washington e dalla competitività cinese, ad accelerare un processo di riglobalizzazione eurocentrica, anche favorito dalla disponibilità di molte nazioni sia del G7 sia del Sud globale ad aderire, motivo per la valutazione di un nuovo vettore probabilistico nel settore della geopolitica economica/finanziaria. Non è nuovo che alleati come il Canada ed il Giappone si spostino verso l’Ue siglando accordi commerciali “zero dazi” per compensare problemi con gli Stati Uniti. Ma è nuovo che l’India, tradizionalmente molto protezionista, lo faccia con l’Ue non solo sul piano commerciale, ma anche su quello strategico e dell’Industria militare. Così come è una novità la convergenza - pur contrastata dal settore agricolo europeo, ma risolvibile – dopo decenni di trattative tra Ue e Mercosur.
La prima valutazione è a quali condizioni di scala la riglobalizzazione eurocentrica (con regole compensative della crisi del diritto internazionale) possa ridurre la dipendenza europea, in particolare di Germania ed Italia, dall’export verso l’America. L’analisi di scala mostra che andrebbero aggiunti trattati economici con Australia, Regno Unito, Indonesia, Emirati ed altri nel Pacifico, ma soprattutto con l’Africa: infatti la strategia europea e quella italiana dei partenariati bilaterali strategici stanno accelerando in questa direzione.
Tempi? Per l’effetto compensativo detto sopra, calcolando l’espansione di investimenti trainati da un feedforward finanziario, un primo risultato compensativo sarebbe abbastanza rapido entro un trennio.
Ma tale calcolo dipende dalla reazione negativa di Stati Uniti e Cina all’espansionismo europeo. La prima va minimizzata con un massimo di diplomazia includendo più capitale statunitense nel progetto Ue ed una riconvergenza euroamericana che eviti un gap di forza per l’Ue e per l’Italia, ambedue in postura globale.

ARCHIVIO

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Allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale manca quella individualizzabile

Dall’istruzione al potere cognitivo di massa

La guerra continua

Nonostante il dialogo sino-americano la guerra economica continuerà

La priorità di una dedebitazione parziale secca

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Verso un triumvirato che salverà l’Ue

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Tardare il taglio dei tassi è un errore

Si intravedono i primi passi di esoindustrializzazione

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La presidenza del G7 come occasione per Roma di imparare il ruolo di esportatore attivo di sicurezza

La difesa della fiducia in un mondo metastabile

La relazione tra capitale e avvio della biocibernazione

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Ridurre la vulnerabilità per poter calcolare il rischio

L’irruzione dell’AI implica una rivoluzione cognitiva di massa

Più risparmio verso investimenti produttivi

Serve una scienza della dedebitazione

Il possibile scenario “Dedebiting EU”

Necessario accelerare un Piano Enrico Fermi nell’Ue

Come adattarsi all’ecomutamento

Macron pensa di usare la Cina ma è Pechino che sfrutta lui

L’ambiguità della Bce è un pericolo se non corretta

Basta alluvioni e siccità estreme: è possibile

Come ridurre il costo di eventi meteo estremi

Convergenza euroamericana vs. autonomia strategica Ue

L’Ue è importante oltre sé stessa


Un futuribile Song sostituivo dei Brics

I motivi per meno pessimismo e più ottimismo

Serve una nuova Bretton Woods (digitale)

Compensazioni Ue per le aziende italiane sanzionate dalla Russia

Avviare un’ecopolitica realistica nell’Ue

La necessaria evoluzione dell’offerta turistica

Più capitale privato per la proiezione in Africa

Dalla priorità della decarbonizzazione a quella dell’ecoadattamento

La priorità a breve e a lungo di costruire la fiducia economica

Abolire il termine finanza ombra per quella non bancaria

L’opportunità per una nuova industria cinematografica italiana

Europa: meno di un’unione ma più di un’alleanza

Più garanzia di sicurezza ad Israele per ridurne l’aggressività

Operazione vetrina per capitalizzare le imprese italiane

L’attrazione di capitale è più utile degli investimenti a debito

Verso la convergenza tra sostenibilità ambientale ed economica

Perché l'Ue deve diventare più estroversa

L’evoluzione del G7 verso una comunità di difesa

La svolta di Israele

Verso il nuovo nucleare ed un eco-adattamento realistico

La strategia del Kissinger inverso

Il potenziale negoziale dell’Ue con Trump è forte

Le sfide della nuova Guerra fredda

L’Ue ha una struttura economica forte che dopo cambiamenti le darà un destino positivo

La sicurezza richiede un’economia della deterrenza

Verso la nuova strategia di politica industriale

Italia globale, missione possibile

I motivi concreti per un’Italia ottimista


Mondo turbolento, ma improbabile il caso peggiore

Serve un Consiglio per la sicurezza nazionale sistemica

La priorità del nucleare innovativo

L’America dovrà correggere l’eccesso di americanismo

Riflessioni di minoranza sull’effetto Pax Mediterranea di un presidio statunitense dell’area

La strategia geoeconomica dell’Italia nel cambio di mondo

Soluzioni per una riconvergenza euroamericana

Primi segnali per una riconvergenza euroamericana pragmatica

Come estrarre burro dai cannoni

Il mondo finanziario ha la necessità di moderare Trump

Benefici sistemici del riarmo europeo a date condizioni

In America cresce la pressione per moderare gli eccessi controproducenti

Probabilità di una futura correzione interna degli eccessi di Trump

La rilevanza di un accordo Ue – Regno Unito

Verso la riconvergenza tra America ed alleati

Verso una configurazione bipolare del globo, ma meno conflittuale

Verso un mercato integrato del Mediterraneo

Verso un mondo bipolare, ma con varchi

Motivi per un ottimismo economico non eccessivo

La gestione di uno scenario conflittuale continuo via Nova Pax

Passi avanti della convergenza euroamericana nella Nato

L’effetto stimolativo degli investimenti per la sicurezza

In bilico tra escalation e de-escalation

La ricerca della fiducia finanziaria in un’era metastabile

Eurodome per la sicurezza e la reindustrializzazione innovativa dell’Ue

La nuova età della robotica autonoma richiede più potere cognitivo degli umani

Programmi integrati per trainare la reindustrializzazione europea

La nuova ecostrategia centrata sul (mini)nucleare di nuova generazione

La nuova ricerca sul ciclo del capitale per la sicurezza

Roma sempre più centrale per un mercato mediterrane

La priorità di una struttura di investimento reciproco italo-americana

Evoluzione dello scenario globale

La ricerca di un pilastro geopolitico per la fiducia economica globale

Eurodome come migliore combinazione per la sicurezza e sviluppo europei

Per un' espansione geoeconomica globale dell' Ue

La ricerca per la deterrenza senza cadere in un’economia di guerra

Verso una Ue globale, ma con prudenza

L’effetto stimolativo dell’interazione non bellicista militare-civile

Verso Ekuméne

Dalla glaciologia dati più precisi per gli ecoscenari


Per una metamoneta sostitutiva delle similmonete private e come strumento antidebito

Tre anni per compensare sul piano globale il gap di export verso gli Usa

Necessario e possibile aumentare il potere minerario italiano

Più attenzione alla strategia espansiva dell’Ue

Verso un ecoadattamento attiv

Un passo verso Ekumene in un Mediterraneo aperto

L’armonizzazione tra requisiti economici ed ambientali

Dopo il Pnrr servirà un programma nazionale di dedebitazione

Capire il problema dell’America e mantenere la convergenza euroamericana

L’Ue non perda l’opportunità del Mercosur

Scenario di “stabilità dinamica” 2026-28

Agli accordi doganali dell’Ue serve un adattamento pragmatico

La ricerca su un nuovo ordine mondiale

Una strategia Ue per contenere l’anomalia Trump

Riglobalizzazione con traino Ue

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