ENGLISH VERSION


Dati personali
Pubblicazioni
Articoli
CAP TV
Interviste
Voci dei lettori

 CERCA


Carlo A. Pelanda
X  

MENU   VITA   ARTICOLI   INTERVISTE
fb Tw print

IL PUNTO

--

14/4/2024

Il possibile scenario “Dedebiting EU”

Da anni invoco la creazione di un Fondo italiano di bilanciamento (Fib) a cui conferire (parte) del patrimonio pubblico disponibile (immobili, partecipazioni e concessioni) per ridurre sostanzialmente il debito pubblico nazionale in 10-15 anni, sia valorizzando gli asset sia vendendoli gradualmente. Un giovane dottorando mi ha stimolato a pensare ad una europeizzazione delle operazioni “patrimonio pubblico contro debito” per dare loro una configurazione di “safe asset” globalmente riconosciuto per la robustezza della garanzia europea, da cui derivare eventuali bond comuni finalizzati alla dedebitazione progressiva dei singoli Stati con beneficio della stabilità finanziaria dell’Eurozona intera, tra cui la facilitazione dell’unione bancaria e dell’integrazione del mercato dei capitali. A cui aggiungere il possibile beneficio della dedebitazione strutturale in relazione allo scenario futuro che rende probabile un aumento della spesa pubblica per la sicurezza militare, la transizione ecologica ed investimenti futurizzanti per cavalcare la rivoluzione tecnologica in atto: ridurre il debito complessivo europeo per aumentare lo spazio fiscale per investimenti competitivi delle singole nazioni e dei programmi europei.
La proposta del giovane ricercatore ha molto senso sia nelle contingenze sia in prospettiva, anche valutando il rischio di perdita di competitività dell’ambiente economico europeo che va contrastato con mega-investimenti che richiedono, appunto, più spazio fiscale conquistato via riduzione del debito. E mi ha fatto riesumare uno studio condotto nel 2005-06 in preparazione del libro La grande alleanza (Angeli, 2006), in Italiano ed Inglese, in cui era proposta una maggiore integrazione economica del G7 ed un suo ingrandimento via cooptazione di nuove nazioni compatibili, tra cui un fondo che integrasse conferimenti di patrimonio pubblico nazionali per valorizzarli e dismetterli nel tempo come asset di garanzia intermedio di ultima istanza precursore di un più remoto accordo tra Banche centrali e conseguente metamoneta (tipo l’Ecu europeo). Ma il tema fu stralciato dal libro perché i commenti preliminari lo valutavano troppo “fantafinanza”. Ora andrebbe ripreso – e c’è una vaga tendenza collaborativa iniziale – ma sarebbe fondamentale un esperimento anticipativo a livello Ue. Idee? Per iniziare ogni euronazione dovrebbe fare un Fondo nazionale di bilanciamento (Fnb) in collaborazione con la Commissione e la Bce da cui ottenere un bollino blu come certificazione dei valori base degli asset e loro eventuale incremento. Da cui potrebbe conseguire un numero Isin per quotazione su Borse titoli con una forma di garanzia europea. I risultati delle vendite andrebbero alle nazioni conferitarie, ma prima tale meccanismo dovrebbe aumentare il rating dei debiti sovrani. A chi interessa: il programma “Dedebiting EU” è stato avviato nel think tank Stratematica.            

ARCHIVIO

La forma economica del nuovo mondo bipolare

Allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale manca quella individualizzabile

Dall’istruzione al potere cognitivo di massa

La guerra continua

Nonostante il dialogo sino-americano la guerra economica continuerà

La priorità di una dedebitazione parziale secca

Ecco la nuova economia della deterrenza

L’avvio dell’ecoadattamento realistico

La trasformazione dell’immigrazione in capitale

La priorità del nucleare di nuova generazione

Prestito irredimibile vs tassa extraprofitti

Europa estroversa vs Ue introversa

La posta in gioco è il dominio del triangolo India-Mediterraneo-Africa

La ricerca per una nuova (ri)globalizzazione

Più G7 contro le crisi multiple

Verso un triumvirato che salverà l’Ue

Dall’irrealismo all’ecorealismo, lentamente

La priorità dell’operazione patrimonio contro debito

Tardare il taglio dei tassi è un errore

Si intravedono i primi passi di esoindustrializzazione

La crisi del Mar Rosso impone scelte forti all’Italia

La presidenza del G7 come occasione per Roma di imparare il ruolo di esportatore attivo di sicurezza

La difesa della fiducia in un mondo metastabile

La relazione tra capitale e avvio della biocibernazione

La necessità di integrare finanza pubblica e privata per gli investimenti di sicurezza militare

Verso una ristabilizzazione geopolitica globale

Ridurre la vulnerabilità per poter calcolare il rischio

L’irruzione dell’AI implica una rivoluzione cognitiva di massa

Più risparmio verso investimenti produttivi

Serve una scienza della dedebitazione

Il possibile scenario “Dedebiting EU”

Necessario accelerare un Piano Enrico Fermi nell’Ue

Come adattarsi all’ecomutamento

Macron pensa di usare la Cina ma è Pechino che sfrutta lui

L’ambiguità della Bce è un pericolo se non corretta

Basta alluvioni e siccità estreme: è possibile

(c) Carlo Pelanda
FB TW

(c) 1999 Carlo Pelanda
Contacts: letters@carlopelanda.com
website by: Filippo Brunelli
X
La tua privacy è importante
Utilizziamo, senza il tuo consenso, SOLO cookies necessari alla elaborazione di analisi statistiche e tecnici per l'utilizzo del sito. Chiudendo il Cookie Banner, mediante il simbolo "X" o negando il consenso, continuerai a navigare in assenza di cookie di profilazione. More info

Tutti Cookie tecnici Cookie analitici di terze parti

Accetto Chudi