ENGLISH VERSION


Dati personali
Pubblicazioni
Articoli
CAP TV
Interviste
Voci dei lettori

 CERCA


Carlo A. Pelanda
X  

MENU   VITA   ARTICOLI   INTERVISTE
fb Tw print

IL PUNTO

--

13/11/2023

Più G7 contro le crisi multiple

L’analisi delle situazioni localizzate, settoriali e contingenti è rilevante perché da queste può nascere una discontinuità del sistema. Ma è altrettanto importante, anzi di più, l’analisi dei fattori di ristabilizzazione. Chi scrive, decenni fa, mentre stava studiando l’applicazione della termodinamica generalizzata alle scienze economiche/politiche, in particolare le fluttuazioni di Ilya Prigogine, in chimica/fisica, e la costruzione dell’ordine dal disordine nonché il contrario dell’entropia (neghentropia) spinto dall’organizzazione di un sistema (Erwin Schroedinger) ebbe l’ opportunità di discutere il tema del contenimento di una discontinuità destabilizzante con un grande matematico-filosofo della discontinuità, Renè Thom, in occasione di un convegno presso il Centro di fisica teoretica di Trieste. La domanda a Thom fu: come bloccare il processo che da un battito di ali di farfalla potrebbe distruggere il sistema? Sui tovaglioli emerse una formula di ingrandimento e consolidamento del sistema per resistere. Tale formula – boxing the butterfly -   ispira ancora oggi la ricerca in “scenaristica di soluzione” dello scrivente, avviata nel libro “Teoria della vulnerabilità” (1984).  
Il presente ed il prossimo futuro delle democrazie sono caratterizzati da molteplici crisi multiple, interne ed esterne, con probabilità significativa di eccedere la loro capacità di resilienza/riparazione. Contro le crisi geopolitiche è osservabile una certa compattazione a livello di G7, in questi giorni in cronaca per la riunione dei ministri degli Esteri. Ma ce ne vorrebbe molta di più ed estensiva. Per esempio: a) la trasformazione dell’alleanza geopolitica in mercato ad integrazione crescente per rinforzare sia l’economia di ciascun alleato sia la moneta attraverso una metamoneta comune (base  per la sostenibilità dei debiti e per più investimenti); b) espansione inclusiva del G7, intanto ad Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud e poi, via associazione preliminare in un percorso di convergenza progressiva, all’India ed altre nazioni emergenti compatibili del Sud globale per includerle in una più ampia alleanza di democrazie e nazioni compatibili e relativa area di mercato internazionale (Free Community). C’è consapevolezza negli attori geopolitici della necessità di questi allargamento e strutturazione? Al momento sono osservabili consolidamenti selettivi. Il Giappone è in forte convergenza con il Regno Unito e sta aumentandola con le Filippine. L’America sta ingaggiando di più l’India, ha favorito una difficile pacificazione tra Giappone e Corea del Sud. E’ osservabile una consapevolezza di Washington di essere troppo piccola per presidiare il pianeta e gestirne i costi: conseguentemente stimola gli alleati a prendere una posizione più attiva, contributiva. Ma il sistema è ancora lontano da una strategia di espansione e strutturazione sufficiente. Motivo per la presidenza italiana del G7 nel 2024 di spingerla. Il mondo finanziario sarebbe grato.           

ARCHIVIO

La forma economica del nuovo mondo bipolare

Allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale manca quella individualizzabile

Dall’istruzione al potere cognitivo di massa

La guerra continua

Nonostante il dialogo sino-americano la guerra economica continuerà

La priorità di una dedebitazione parziale secca

Ecco la nuova economia della deterrenza

L’avvio dell’ecoadattamento realistico

La trasformazione dell’immigrazione in capitale

La priorità del nucleare di nuova generazione

Prestito irredimibile vs tassa extraprofitti

Europa estroversa vs Ue introversa

La posta in gioco è il dominio del triangolo India-Mediterraneo-Africa

La ricerca per una nuova (ri)globalizzazione

Più G7 contro le crisi multiple

Verso un triumvirato che salverà l’Ue

Dall’irrealismo all’ecorealismo, lentamente

La priorità dell’operazione patrimonio contro debito

Tardare il taglio dei tassi è un errore

Si intravedono i primi passi di esoindustrializzazione

La crisi del Mar Rosso impone scelte forti all’Italia

La presidenza del G7 come occasione per Roma di imparare il ruolo di esportatore attivo di sicurezza

La difesa della fiducia in un mondo metastabile

La relazione tra capitale e avvio della biocibernazione

La necessità di integrare finanza pubblica e privata per gli investimenti di sicurezza militare

Verso una ristabilizzazione geopolitica globale

Ridurre la vulnerabilità per poter calcolare il rischio

L’irruzione dell’AI implica una rivoluzione cognitiva di massa

Più risparmio verso investimenti produttivi

Serve una scienza della dedebitazione

Il possibile scenario “Dedebiting EU”

Necessario accelerare un Piano Enrico Fermi nell’Ue

Come adattarsi all’ecomutamento

Macron pensa di usare la Cina ma è Pechino che sfrutta lui

L’ambiguità della Bce è un pericolo se non corretta

Basta alluvioni e siccità estreme: è possibile

(c) Carlo Pelanda
FB TW

(c) 1999 Carlo Pelanda
Contacts: letters@carlopelanda.com
website by: Filippo Brunelli
X
La tua privacy è importante
Utilizziamo, senza il tuo consenso, SOLO cookies necessari alla elaborazione di analisi statistiche e tecnici per l'utilizzo del sito. Chiudendo il Cookie Banner, mediante il simbolo "X" o negando il consenso, continuerai a navigare in assenza di cookie di profilazione. More info

Tutti Cookie tecnici Cookie analitici di terze parti

Accetto Chudi