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Carlo A. Pelanda
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IL PUNTO

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30/3/2026

Verso una comunità economica globale eurocentrica

Nova Pax sostituiva gradualmente della Pax Americana? L’Ue sta reagendo alla compressione statunitense ed alla concorrenza cinese accelerando i trattati doganali di libero scambio con molteplici nazioni nel mondo. Tale postura aumenta la probabilità di formazione nel futuro di una comunità economica globale eurocentrica capace di produrre una ri-globalizzazione equilibrata del commercio via integrazione crescente di decine di trattati doganali a zero o quasi dazi. Impostai uno scenario strategico con obiettivo riglobalizzante per contrastare il rischio di deglobalizzazione depressiva nel 2013 quando Barack Obama propose due aree di mercato americocentriche nel Pacifico e nell’Atlantico che escludessero Cina e Russia: fu un segnale di deglobalizzazione conflittuale – rinforzato dalla reazione antagonista simmetrica di Pechino e bellicista di Mosca - a cui bisognava contrapporre, appunto, una strategia riglobalizzante per evitare il collasso dell’economia internazionale. Inizialmente puntai sulla strutturazione di un G7+ che prendesse una scala superiore, conquistando il Sud globale, e condizionante nei confronti del blocco sino-russo, ipotizzando una riglobalizzazione selettiva correlata ad una riedizione della guerra fredda tra democrazie a guida statunitense e regimi autoritari a guida cinese. Ma l’azione della prima amministrazione Trump tolse probabilità alle capacità compositive di alleanza più strutturata dell’America. Tuttavia, forzò Giappone e Canada a siglare trattati a zero dazi con l’Ue, facendo intuire che la svolta americanista/isolazionista di Washington – poi continuata dall’Amministrazione Biden pur in toni più morbidi - lasciava uno spazio vuoto riempibile dall’Ue. Ora gli eccessi della seconda conduzione Trump hanno convinto Australia, Mercosur, India e altri a siglare o a impostare accordi doganali sostanziali con l’Ue. In sintesi, lo scenario fa intravedere un vettore probabilistico di ingrandimento mondiale dell’Ue come terzo attore proiettato verso un potere geoeconomico superiore ad America e Cina. Tale scenario è ottimale per l’inversione del declino delle due europotenze manifatturiere/esportatrici Germania ed Italia. Inoltre, la postura geoeconomica espansiva dell’Ue è un “ombrello” moltiplicatore di forza per la geopolitica economica italiana che punta ad estendere globalmente bilaterali di partenariato strategico. Ma sarebbe pericoloso un distacco eccessivo tra Ue ed Usa per il gap di forza militare degli europei. Il potere economico è correlato a quello militare, così come il diritto internazionale si basa sulla dominanza, e l’Ue ha bisogno di almeno 15 anni per conquistare una deterrenza sufficiente. Inoltre, sul piano geoeconomico l’Ue non può fare a meno di relazioni fluide con gli Usa, annotando che lo stesso vale per l’America in relazione all’Europa. Pertanto il progetto di Europa globale va calibrato per contenere la divergenza con l’America. Tale criterio re-inserisce l’idea di un G7 allargato che in prospettiva si combini con la libera comunità eurocentrica, dando alla comunità globale delle democrazie un potere superiore, fonte di nuovo diritto internazionale, a quello dei regimi autoritari.

ARCHIVIO

La forma economica del nuovo mondo bipolare

Allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale manca quella individualizzabile

Dall’istruzione al potere cognitivo di massa

La guerra continua

Nonostante il dialogo sino-americano la guerra economica continuerà

La priorità di una dedebitazione parziale secca

Ecco la nuova economia della deterrenza

L’avvio dell’ecoadattamento realistico

La trasformazione dell’immigrazione in capitale

La priorità del nucleare di nuova generazione

Prestito irredimibile vs tassa extraprofitti

Europa estroversa vs Ue introversa

La posta in gioco è il dominio del triangolo India-Mediterraneo-Africa

La ricerca per una nuova (ri)globalizzazione

Più G7 contro le crisi multiple

Verso un triumvirato che salverà l’Ue

Dall’irrealismo all’ecorealismo, lentamente

La priorità dell’operazione patrimonio contro debito

Tardare il taglio dei tassi è un errore

Si intravedono i primi passi di esoindustrializzazione

La crisi del Mar Rosso impone scelte forti all’Italia

La presidenza del G7 come occasione per Roma di imparare il ruolo di esportatore attivo di sicurezza

La difesa della fiducia in un mondo metastabile

La relazione tra capitale e avvio della biocibernazione

La necessità di integrare finanza pubblica e privata per gli investimenti di sicurezza militare

Verso una ristabilizzazione geopolitica globale

Ridurre la vulnerabilità per poter calcolare il rischio

L’irruzione dell’AI implica una rivoluzione cognitiva di massa

Più risparmio verso investimenti produttivi

Serve una scienza della dedebitazione

Il possibile scenario “Dedebiting EU”

Necessario accelerare un Piano Enrico Fermi nell’Ue

Come adattarsi all’ecomutamento

Macron pensa di usare la Cina ma è Pechino che sfrutta lui

L’ambiguità della Bce è un pericolo se non corretta

Basta alluvioni e siccità estreme: è possibile

Come ridurre il costo di eventi meteo estremi

Convergenza euroamericana vs. autonomia strategica Ue

L’Ue è importante oltre sé stessa


Un futuribile Song sostituivo dei Brics

I motivi per meno pessimismo e più ottimismo

Serve una nuova Bretton Woods (digitale)

Compensazioni Ue per le aziende italiane sanzionate dalla Russia

Avviare un’ecopolitica realistica nell’Ue

La necessaria evoluzione dell’offerta turistica

Più capitale privato per la proiezione in Africa

Dalla priorità della decarbonizzazione a quella dell’ecoadattamento

La priorità a breve e a lungo di costruire la fiducia economica

Abolire il termine finanza ombra per quella non bancaria

L’opportunità per una nuova industria cinematografica italiana

Europa: meno di un’unione ma più di un’alleanza

Più garanzia di sicurezza ad Israele per ridurne l’aggressività

Operazione vetrina per capitalizzare le imprese italiane

L’attrazione di capitale è più utile degli investimenti a debito

Verso la convergenza tra sostenibilità ambientale ed economica

Perché l'Ue deve diventare più estroversa

L’evoluzione del G7 verso una comunità di difesa

La svolta di Israele

Verso il nuovo nucleare ed un eco-adattamento realistico

La strategia del Kissinger inverso

Il potenziale negoziale dell’Ue con Trump è forte

Le sfide della nuova Guerra fredda

L’Ue ha una struttura economica forte che dopo cambiamenti le darà un destino positivo

La sicurezza richiede un’economia della deterrenza

Verso la nuova strategia di politica industriale

Italia globale, missione possibile

I motivi concreti per un’Italia ottimista

Mondo turbolento, ma improbabile il caso peggiore

Serve un Consiglio per la sicurezza nazionale sistemica

La priorità del nucleare innovativo

L’America dovrà correggere l’eccesso di americanismo

Riflessioni di minoranza sull’effetto Pax Mediterranea di un presidio statunitense dell’area

La strategia geoeconomica dell’Italia nel cambio di mondo

Soluzioni per una riconvergenza euroamericana

Primi segnali per una riconvergenza euroamericana pragmatica

Come estrarre burro dai cannoni

Il mondo finanziario ha la necessità di moderare Trump

Benefici sistemici del riarmo europeo a date condizioni

In America cresce la pressione per moderare gli eccessi controproducenti

Probabilità di una futura correzione interna degli eccessi di Trump

La rilevanza di un accordo Ue – Regno Unito

Verso la riconvergenza tra America ed alleati

Verso una configurazione bipolare del globo, ma meno conflittuale

Verso un mercato integrato del Mediterraneo

Verso un mondo bipolare, ma con varchi

Motivi per un ottimismo economico non eccessivo

La gestione di uno scenario conflittuale continuo via Nova Pax

Passi avanti della convergenza euroamericana nella Nato

L’effetto stimolativo degli investimenti per la sicurezza

In bilico tra escalation e de-escalation

La ricerca della fiducia finanziaria in un’era metastabile

Eurodome per la sicurezza e la reindustrializzazione innovativa dell’Ue

La nuova età della robotica autonoma richiede più potere cognitivo degli umani

Programmi integrati per trainare la reindustrializzazione europea

La nuova ecostrategia centrata sul (mini)nucleare di nuova generazione

La nuova ricerca sul ciclo del capitale per la sicurezza

Roma sempre più centrale per un mercato mediterrane

La priorità di una struttura di investimento reciproco italo-americana

Evoluzione dello scenario globale

La ricerca di un pilastro geopolitico per la fiducia economica globale

Eurodome come migliore combinazione per la sicurezza e sviluppo europei

Per un' espansione geoeconomica globale dell' Ue

La ricerca per la deterrenza senza cadere in un’economia di guerra

Verso una Ue globale, ma con prudenza

L’effetto stimolativo dell’interazione non bellicista militare-civile

Verso Ekuméne

Dalla glaciologia dati più precisi per gli ecoscenari

Per una metamoneta sostitutiva delle similmonete private e come strumento antidebito

Tre anni per compensare sul piano globale il gap di export verso gli Usa

Necessario e possibile aumentare il potere minerario italiano

Più attenzione alla strategia espansiva dell’Ue

Verso un ecoadattamento attiv

Un passo verso Ekumene in un Mediterraneo aperto

L’armonizzazione tra requisiti economici ed ambientali

Dopo il Pnrr servirà un programma nazionale di dedebitazione

Capire il problema dell’America e mantenere la convergenza euroamericana

L’Ue non perda l’opportunità del Mercosur

Scenario di “stabilità dinamica” 2026-28

Agli accordi doganali dell’Ue serve un adattamento pragmatico

La ricerca su un nuovo ordine mondiale

Una strategia Ue per contenere l’anomalia Trump

Riglobalizzazione con traino Ue

Esoeconomia in accelerazione

Motivi di interesse reciproco per mantenere l’alleanza euroamericana

Come trasformare il costo ecoadattivo in investimento

Il cambiamento di regime in Iran favorisce un mercato mediterraneo globocentrico

Il tempo è la variabile critica per ridurre il rischio economico Iran

L’incertezza energetica deve accelerare le mini centrali nucleari nell’Ue

Il conflitto del Golfo pone problemi a breve, ma apre opportunità nel lungo

Verso una comunità economica globale eurocentrica

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