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Carlo A. Pelanda
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IL PUNTO

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29/6/2026

Programma Dinamo per aumentare l’offerta di energia a basso costo

Qui propongo un programma Dinamo come soluzione sistemica alla domanda di più energia a bassi costi ora insoddisfatta ed in prospettiva ancor di più, motivo per una dichiarazione di emergenza nazionale multivariata. Prima emergenza. I costi energetici in Italia sono dal 20 al 30% superiori alle nazioni concorrenti sul piano industriale. Se non li abbassiamo in tempi utili il destino del sistema produttivo italiano è la deindustrializzazione con conseguenza di impoverimento nazionale. I tempi teorici per riparare questo gap competitivo sono brevi perché l’impatto è già evidente nonostante l’impegno del governo per attutirlo.Il calcolo dei tempi di riparazione di questo gap, computando i potenziali delle soluzioni combinati con la loro concretizzazione, individuano 7 anni di tempo per ottenere più energia a minori costi – cioè entro il 2033 - ma iniziando subito. Seconda emergenza. Il calcolo di quanta più energia servirà nel prossimo futuro è complesso sul lato della stima di precisione, ma semplice su quella della tendenza: ne servirà tanta di più. I centri di calcolo per l servizi di intelligenza artificiale richiederanno enormi volumi di energia elettrica (oltre che di acqua) in comparazione con quelli odierni. L’irruzione di grandi quantità di robot per l’automazione industriale ha tempi imprecisati, ma è probabile che non siano lunghi, aggiungendo un altro pezzo di domanda energetica a costi da minimizzare per competitività commerciale (e finanziaria).A cui va anche aggiunta la necessità di adattamento a picchi di calore non brevi che richiedono la creazione di vasti ambienti microclimatizzati ed efficiente termoregolazione nelle abitazioni. Già con i picchi di calore attuali si osservano black out per eccesso di domanda non coperta di elettricità, segnale di un’emergenza in atto. Terza emergenza. Riguarda la necessità di ridurre in modi non inflazionitici i costi per le famiglie italiane perché sono strutturalmente sottocapitalizzate. L’energia è un costo diretto a cui si aggiunge quello indiretto assimilabile all’inflazione.
In sintesi: tre emergenze gravi già nel presente e con rischio di peggioramento hanno una soluzione unica, cioè Dinamo con la seguente missione:

a) abolire con atti sospensivi tutti i vincoli burocratici non giustificati sostanzialmente per l’installazione di fonti energetiche;
a) adeguare le reti di distribuzione elettrica ad un aumento della domanda;
c) concentrare capitale di investimento con formula Ppp, cioè cooperazione pubblico-privato, per dare scala adeguata all’aumento del potenziale di offerta energetica, in particolare elettrica. Tale raccomandazione è compatibile con una formula (mobile) di mix energetico: fossile, nucleare, rinnovabile, idroelettrico, geotermico, ecc.

Dove è prevedibile una riduzione lenta del fossile, un incremento graduale del nucleare di nuova generazione ed un aumento rapidissimo (perché tecnologia già matura) delle rinnovabili, nonché una manutenzione più precisa dell’idroelettrico, uno sfruttamento più esteso del geotermico ed innovazioni sollecitate dalla disponibilità di capitale di investimento. Una simulazione preliminare del mio think tank Stratematica mostra che in 7 anni il risultato di più energia a costi minori è raggiungibile, ma alla condizione di strutturare Dinamo come programma di coordinamento interministeriale con poteri speciali d’emergenza.

ARCHIVIO

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Necessario accelerare un Piano Enrico Fermi nell’Ue

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Basta alluvioni e siccità estreme: è possibile

Come ridurre il costo di eventi meteo estremi

Convergenza euroamericana vs. autonomia strategica Ue

L’Ue è importante oltre sé stessa


Un futuribile Song sostituivo dei Brics

I motivi per meno pessimismo e più ottimismo

Serve una nuova Bretton Woods (digitale)

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Dalla priorità della decarbonizzazione a quella dell’ecoadattamento

La priorità a breve e a lungo di costruire la fiducia economica

Abolire il termine finanza ombra per quella non bancaria

L’opportunità per una nuova industria cinematografica italiana

Europa: meno di un’unione ma più di un’alleanza

Più garanzia di sicurezza ad Israele per ridurne l’aggressività

Operazione vetrina per capitalizzare le imprese italiane

L’attrazione di capitale è più utile degli investimenti a debito

Verso la convergenza tra sostenibilità ambientale ed economica

Perché l'Ue deve diventare più estroversa

L’evoluzione del G7 verso una comunità di difesa

La svolta di Israele

Verso il nuovo nucleare ed un eco-adattamento realistico

La strategia del Kissinger inverso

Il potenziale negoziale dell’Ue con Trump è forte

Le sfide della nuova Guerra fredda

L’Ue ha una struttura economica forte che dopo cambiamenti le darà un destino positivo

La sicurezza richiede un’economia della deterrenza

Verso la nuova strategia di politica industriale

Italia globale, missione possibile

I motivi concreti per un’Italia ottimista

Mondo turbolento, ma improbabile il caso peggiore

Serve un Consiglio per la sicurezza nazionale sistemica

La priorità del nucleare innovativo

L’America dovrà correggere l’eccesso di americanismo

Riflessioni di minoranza sull’effetto Pax Mediterranea di un presidio statunitense dell’area

La strategia geoeconomica dell’Italia nel cambio di mondo

Soluzioni per una riconvergenza euroamericana

Primi segnali per una riconvergenza euroamericana pragmatica

Come estrarre burro dai cannoni

Il mondo finanziario ha la necessità di moderare Trump

Benefici sistemici del riarmo europeo a date condizioni

In America cresce la pressione per moderare gli eccessi controproducenti

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La rilevanza di un accordo Ue – Regno Unito

Verso la riconvergenza tra America ed alleati

Verso una configurazione bipolare del globo, ma meno conflittuale

Verso un mercato integrato del Mediterraneo

Verso un mondo bipolare, ma con varchi

Motivi per un ottimismo economico non eccessivo

La gestione di uno scenario conflittuale continuo via Nova Pax

Passi avanti della convergenza euroamericana nella Nato

L’effetto stimolativo degli investimenti per la sicurezza

In bilico tra escalation e de-escalation

La ricerca della fiducia finanziaria in un’era metastabile

Eurodome per la sicurezza e la reindustrializzazione innovativa dell’Ue

La nuova età della robotica autonoma richiede più potere cognitivo degli umani

Programmi integrati per trainare la reindustrializzazione europea

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La nuova ricerca sul ciclo del capitale per la sicurezza

Roma sempre più centrale per un mercato mediterrane

La priorità di una struttura di investimento reciproco italo-americana

Evoluzione dello scenario globale

La ricerca di un pilastro geopolitico per la fiducia economica globale

Eurodome come migliore combinazione per la sicurezza e sviluppo europei

Per un' espansione geoeconomica globale dell' Ue

La ricerca per la deterrenza senza cadere in un’economia di guerra

Verso una Ue globale, ma con prudenza

L’effetto stimolativo dell’interazione non bellicista militare-civile

Verso Ekuméne

Dalla glaciologia dati più precisi per gli ecoscenari

Per una metamoneta sostitutiva delle similmonete private e come strumento antidebito

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Necessario e possibile aumentare il potere minerario italiano

Più attenzione alla strategia espansiva dell’Ue

Verso un ecoadattamento attiv

Un passo verso Ekumene in un Mediterraneo aperto

L’armonizzazione tra requisiti economici ed ambientali

Dopo il Pnrr servirà un programma nazionale di dedebitazione

Capire il problema dell’America e mantenere la convergenza euroamericana

L’Ue non perda l’opportunità del Mercosur

Scenario di “stabilità dinamica” 2026-28

Agli accordi doganali dell’Ue serve un adattamento pragmatico

La ricerca su un nuovo ordine mondiale

Una strategia Ue per contenere l’anomalia Trump

Riglobalizzazione con traino Ue

Esoeconomia in accelerazione

Motivi di interesse reciproco per mantenere l’alleanza euroamericana

Come trasformare il costo ecoadattivo in investimento

Il cambiamento di regime in Iran favorisce un mercato mediterraneo globocentrico

Il tempo è la variabile critica per ridurre il rischio economico Iran

L’incertezza energetica deve accelerare le mini centrali nucleari nell’Ue

Il conflitto del Golfo pone problemi a breve, ma apre opportunità nel lungo

Verso una comunità economica globale eurocentrica

Scenari per la soluzione della crisi del Golfo

Ora il punto è la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz

Accelerare il nucleare di nuova generazione

Serve un ingaggio attivo degli europei per la sicurezza di Hormuz

Riconvergenza euroamerica per evitare il peggio

Possibile indurimento nella strategia cinese

L’accelerazione del nucleare di nuova generazione

Europa come servizio non denazionalizzante utile per le euronazioni

Verso una Nato globale

La soluzione di un progetto Lago Adriatico

Serve un Open Gate globale ed intraeuropeo

La ricerca di un terzo moltiplicatore per l’Italia

Programma Dinamo per aumentare l’offerta di energia a basso costo

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