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Carlo A. Pelanda
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Lettere a CP del 2018

31/5/2018

Alla c/a del Professore Pelanda,

Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal suo articolo che conferma non solo ciò che penso e scrivo da molti anni, e cioè che i problemi italiani sono dovuti non tanto alla qualità della sua leadership, ma da un sistema politico-istituzionale ormai superato dalla storia. Mii trovo d’accordo con lei sui motivi che in uscita dalla seconda guerra mondiale portarono ad una Costituzione nata più per tenere imbrigliato il sistema politico interno per impedire fughe tanto verso Est quanto verso Ovest. Quindi una Costituzione eccessivamente prolissa che vuole occuparsi di tutto e di più, una Costituzione che dice tutto ed il contrario di tutto, lasciata all’interpretazione di una magistratura - variabile indipendente dello stato / governo - sempre più politicizzata ed incontrollabile.

Un sistema in cui il piatto forte doveva essere il Parlamento ma che causa anche il sistema elettorale proporzionale con basse soglie per entrare in Parlamento ha finito per creare quell’effetto “Torre di Babele” che di fatto lo renderà debole quanto il potere esecutivo. Tale potere da noi nasce volutamente debole per i motivi che dice anche lei: unico esecutivo in Occidente, se si esclude la Svizzera, costituito in organo colleggiale e collettivo con a capo un “primus inter pares”. Col tempo quell’altro potere dello stato che altre democrazie occidentali considerano parte integrante del “governo” insieme agli altri due poteri o rami (legislativo ed esecutivo) ma che da noi, invece, costituisce uno spin-off autonomo ed indipendente che non ha uguali in Occidente, ha incominciato a riempire il vuoto di potere che si era venuto a creare dopo la caduta del muro di Berlino. Ciò è stato possibile perché il “sistema” politico-istituzionale ha permesso ad una burocrazia non elettiva di non integrarsi con gli altri “poteri di governo” o dello stato che dir si voglia.

Sono un giurista consulente di impresa cui piacerebbe contribuire di tanto in tanto ad una delle sue riviste online.

Sono presente sui maggiori social (Twitter, Facebook e LinkedIn),

Ho un mio blog che curo personalmente: http://www.reflectionsonitaly.blog

In attesa di sentirla, le porgo i miei più cordiali saluti,

Paul (aka Paolo) Paracchini

16/5/2018

Egr. Prof. il taglio dabito con misure patrimoniali una tantum sarebbe in grado di rilanciare gli investimenti produttivi al nord ed al sud? Questo è il fatidico dilemma posto al costruendo governo, di cui ne il sussidiario.net del 16 maggio, lei consiglia. Ma rifacendosi all'entrata dell'italia nella UE ( siamo nel 1998) analogo quesito poneva il prof. Pasinetti a proposito della "paura del "debito" : "Perchè mai tutte le discussioni concernenti"l'onere sociale" del debito pubblico sono esclusivamente concentrate sull'impegno a far diminuire il livello del debito pubblico e non .... a far dimuinuire i tassi di interesse e per far aumentare i tassi di crescita?" (Pasinetti, L'anomalia del debito pubblico italiano: due modi per affrontarla, in Debito publico e sostenibilità finanziaria, Accademia dei Lincei,Roma 24 aprile 1998, pag.509 e seg.).

A.Petrina

23/2/2018

Buonasera,

leggo il suo interessante articolo sull’edizione odierna di Italia Oggi; parole sante, le sue, per quanto attiene l’imperativo di riduzione del debito pubblico (anche attraverso dismissioni).- E qui mi balza agli occhi la totale irresponsabilità della ns. classe politica, che si sta cimentando in una campagna elettorale basata proprio sull’opposto.- Cosi non si andrà da nessuna parte, ma come finirà quasi tutti, a parte chi dovrebbe averne piena coscienza, sembrano oramai averlo capito.-
Cordialità

GIUSE GUIDO-LUINO (Va)

30/1/2018

Buongiorno prof. Pelanda
Leggo con interesse i suoi articoli.
In particolare quello di oggi sulle risorse energetiche nazionali.
Volevo condividere con lei un pensiero:
Personalmente ritengo sia giunto il momento di dare fondo a tutte le riserve strategiche che abbiamo per rilanciare il paese. Probabilmente con il progredire Delle tecnologie gli idrocarburi saranno meno importanti di oggi, ma attualmente risultano fondamentali. Il momento di utilizzare quanto si ha a disposizione è adesso.
Grazie e buona giornata
Cristiano Savioli.

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