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Carlo A. Pelanda
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Lettere a CP del 2013

7/12/2013

Buongiorno,
Ho letto un suo articolo a riguardo della morsa che attanaglia la nostra
ed altre economie .
Ho apprezzato la franchezza e la capacità di uscire dal coro . Si legge,
si ascolta tutti i giorni nei media italiani ed europei la stessa
sinfonia.

Lavoro da quasi 25 anni in attività che mi permettono di conoscere altre
economie ed altri sistemi. E mi dolgo ancor di più della nostra incapacità
politica e soprattutto economica di governare il sistema in cui viviamo.

Lei giustamente esprime delle opinioni sui parametri restrittivi dell'euro
e su come cercare di cambiare per permettere un finanziamento alla ripresa
economica.

La domanda che alcuni si ponevano anni fa' di uscire dall' euro era forse
fuori luogo, ma ora che stagniamo nel fondo del barile dal tempo non si
potrebbe presentare ed analizzare un modello di simulazione di come
saremmo messi oggi dopo 5 anni di crisi se fossimo ancora con la Lira ?

Ai tempi di Prodi mi ricordo solo che dovendo gestire  nell'azienda in cui
lavoravo il cambio di un listino lira/euro e per la filiale della medesima
ditta un cambio listino marco/euro mi sono trovato attore involontario di
un aumento non voluto sui prezzi al consumo nel mercato italiano
mediamente del 2% mentre sul mercato tedesco il cambio marco euro è
passato  praticamente inosservato ai più. ( arrotondamento al decimo di
euro aumento fino a 193 lire , arrotondamento all'euro aumento fino
a1936,27 lire ). Quindi per la maggioranza dei consumi con prezzi
inferiori alle 10.000 lire si è avuto un aumento medio variabile tra 1% ed
il 10% .
Solo con questa partenza  con l ' euro abbiamo permesso l'avvio della
perdita del nostro potere d'acquisto.ed il prosciugamento del risparmio
del ceto medio italiano.

Quindi
Cambio euro lira ci ha penalizzato già dopo un minuto dalla data di
conversione.
Nessuno si è permesso di fare simulazioni nè prima nè dopo. Ridicolo
accusare qualcuno di mancata sorveglianza : la pratica quotidiana di fare
business imponeva modelli di sviluppo dell'economia in questo nuovo
sistemi monetario. Ma tutti si autocongratulavano di aver portato l'Italia
in Europa. !! Senza un minimo di professionale analisi di cosa sarebbe
accaduto.

La incomparabile diversità di forza economica  tra Germania e gli altri
paesi non è stata presa in considerazione da nessuno . ( Ormai si parla di
guerra economica tra Germania ed il resto dei paesi europei come evolversi
della nuova 3a guerra mondiale ). All' epoca la Germania era già in Cina
con investimenti produttivi grazie al governo tedesco per favorire le
grosse industrie tedesche.   E noi fermi al palo a discutere di sindacati ,
di destra e sinistra e di FIAT etc..

Ma tutti tacciono . E sembra che tutti alla fine sono esseri umani e che
gli economisti ed i politici guardano il successo e le relazioni personali
con i colleghi europei soprattutto tedeschi.

Perché in Italia si tace ?

Mi aiuti a capire.

Carlo Sguazzini
Lesa

24/11/2013
 
Complimenti per l'articolo. Una capacità rarissima di sintetizzare concetti complessi con un linguaggio comprensibile. Condivido il contenuto in toto, e mi associo nella stima dei 120 mld...Franco Silvestri,agente di commercio
7/10/2013

Egregio professore,

innanzitutto congratulazioni per il luogo della sua nascita. Mio nonno materno era di Ovaro e lì ha fatto costruire una casa. Da anni trascorro parte o tutte le mie vacanze in Carnia.

Volevo proporle un'idea che potrebbe circolare tra "esperti" economici. Parto dal mio caso personale.

Dal 2005 ad oggi il mio "stipendio" è diminuito. Ho perso il lavoro 2 volte e per continuare a lavorare ho accettato, in altre aziende, condizioni peggiori. Ovviamente lavoro nel settore "privato". Il bilancio famigliare non è sostanzialmente cambiato (a parte la perdita del potere d'acquisto) perchè mia moglie, dipendente dello stato, ha avuto lenti piccoli ma effettivi aumenti di stipendio Per cui quello che lei guadagnava nel 2005 lo guadagno io oggi e quello che io guadagnavo allora, lo guadagna lei oggi (spannometricamente).

(E' vero che gli stipendi per categoria sono immutabili, ma è vero che le aziende licenziano e altre riassumono (quando va bene) a contratti meno vantaggiosi).

Questo significa che ci sono due Italie, una legata all'andamento dei "mercati" l'altra sicura e garantita. Ma non solo, per mantenere sicurezze e garanzie, "aumenta" il suo peso sull'altra italia. Questa situazione è insostenibile sia dal punto di vista "matematico" sia da un punto di vista "psicologico" dell'italia "legata al mercato". Spero di essermi spiegato.

Anche se la cosa va contro i miei interessi personali "nel breve", vorrei alzare questa proposta.

Perchè non legare gli emolumenti pubblici (Pensioni, indennità politici, stipendi della PA dall'operatore ecologico del piccolo comune al magistrato di cassazione) al PIL (e non al rapporto deficit PIL sennò appunto aumentano le tasse e punto daccapo).

Apparentemente i "pubblici" potrebbero dolersene, ma dovrebbero capire che la situazione altrimenti è insostenibili nel lungo periodo.

Distinti saluti

Roberto Bera

26/8/2013

Egregio Prof. Pelanda

Ho visto un Suo intervento sul TGCOM in data odierna e ho apprezzato l'intervento.
Le chiedo come mai nessuno sottolinei che la Bundesbank acquisti in continuazione titoli di stato tedeschi mentre la nostra Banca D'Italia non fa altrettanto coi titoli del tesoro Italiano e nessuno sui mercati fa una piega?
Con stima.

SHADY  EL MOUINE
26/8/2013
Egregio professore, sono un un suo assiduo lettore. Nei suoi numerosi articoli si legge le cause che hanno portato la crisi economica in Italia. Fra tutte il vistoso calo delle transazioni immobiliari che, come lei dice, sono il motore dell'economia. Ebbene, a mio avviso, esiste una causa alla quale non si da eccesivo credito: mi riferisco alla tassazione relativa agli acquisti immobiliari in particolare case e appartamenti. Ebbene una norma emanata nel 2010 con il governo Berlusconi -Tremonti prevede che qualsiasi acquisto immobiliare,  per presunzione legale, sia spesato con il reddito dell'anno. Si immagini l'aquisto di un appartamento del valore di 200.000 euro e il reddito dichiarato nell'anno pari a 50.000 euro. Ebbene il reddito si dimostra incapiente e perciò l'Agenzia delle Entrate, in automatico, invia un avviso nel quale si chiedono spiegazioni .
Lo sfortunato o non avveduto acquirente deve rivolgersi ad un proffesionista per essere assistito.Deve dimostrare con pezze giustificative la provenienza dei propri soldi investiti.Se come spesso accade,un comune cittadino non  le conserva,   l'acquisto si considera fatto  in evasione d'imposta con tutte le penalità che ne conseguono. E' un sistema terroristico-fiscale messo in atto con un preciso intento politico. Infatti con  l'avvento del governo Monti, questi , appena insediato, dichiarò che non c'erano fondi per pagare gli stipendi del pubblico impiego. Perciò si preferì penalizzare l'economia disincentivando gli investimenti. Il cittadino onde non impiegare i propri mezzi finanziari  si è visto costretto ad impiegarli nell'acquisto di titoli di stato indubbiamente più vantaggiosi del deposito bancario. Il tesoro perciò riusciva ad incamerare i fondi necessari  e pagare gli stipendi.Operazione perfettamente riuscita, salvo lasciare le macerie nell'industria delle costruzioni.
12/8/2013

Buongiorno, sono Cosimo Cannizzo, ho letto il suo articolo su Libero di ieri domenica 11 agosto 2013 e volevo complimentarmi con lei, per il coraggio di aver detto una grande verità, e aver dato sfogo, (mi pare con sincerità) al suo pensiero contro questo sistema di finta democrazia sinistroide.

Spero tanto che lo possano leggere tutti quelli del PD e compagnia di sinistra varia.

La seguirò sempre con attenzione, complimenti ancora !!!

C.C.

12/8/2013
Egregio Professor Pelanda,
 
 
Leggo sempre con attenzione ed interesse i suoi articoli e concordo sempre con le sue analisi ma, quando arrivo al dunque mi dico : adesso mi dirà cosa fare!!
Anche ieri, domenica 11 agosto ho apprezzato la sua analisi e mi aspettavo di leggere delle indicazioni sul cosa possiamo fare tutti noi ed invece Lei termina “ e come voi sento che al bisogno crescente di libertà dovremo dare conseguenze concrete” punto.
Ma, Professore, contro il gulag catto-comunista bisogna dare indicazioni, obiettivi, speranze, percorsi di lotta... altrimenti c’é il pericolo che l’esercito di cittadini vessati dallo statalismo sindacal-giudiziario-fiscale si senta preso in giro.
Professore, perdoni il mio sfogo e Le rinnovo la mia stima ed il mio apprezzamento per i suoi studi.
Cordiali saluti
 
Massimiliano  Barbieri
12/8/2013

Caro Pelanda oltre a condividere, come sempre, la sua riflessione domenicale, mi piace rilevare alcuni aneddoti che mi vengono in mente, circa la mentalità statalista della sinistra, insita nostro malgrado, anche nell'ambito della gran parte degli uomini del Pdl.
Negli anni 70-80, periodo Milanese degli Anni di Piombo, per chi si schierava come me, a favore dell'individualismo, meritocrazia e libero mercato, significava essere tacciati di fascisti o servi del padrone. La mia premessa, dopo tanto tempo, è utile per precisare che finalmente perfino Fassina, dopo oltre trent'anni, ha inserito nel suo vocabolario questi sostantivi. I comunisti, purtroppo, hanno cambiato tattica solamente a parole, unicamente per attirare il voto dei moderati. Sono convinto, a ad essere ottimista, che occorreranno altrettanti anni prima che il vecchio Pci, diventi un partito socialista europeo moderno. La cosa comunque che mi fa rabbrividire non è questa ma la soggezione di gran parte degli uomini del Pdl nei confronti del Pd, che invece che ratificare in ogni frangente gli ideali liberali, si limita a fare da velina al Presidente del Consiglio, eccetto qualche mosca bianca come Brunetta. Intanto tiriamo a campare, in attesa della magnanimità del Capo dello Stato, ma non era comunista anche lui? Il Pd nel frattempo continua in sordina, a occupare posti di potere, fino ad accerchiarli. Una volta circondati, dovranno solamente alzare le mani in alto, come dice il " menestrello di corte", Grillo.

Cordialità
Mario Piga

11/8/2013

X molti politici che vivono chiusi nel regno delle loro teste ed interessi il re non sarà mai nudo. Ma tra il popolo comincia ad essere più presente la disponibilità ad un ragionamento meno ideologico sulla struttura dello stato.
L'apparato pubblico nasce dall'inevitabile compromesso DC PCI dove ha vinto il pci.
Vengo al dunque: provi ad immaginare un'autonomia scolastica nel quale il collegio docenti elegge il suo cda ed in seguito il preside.tutto l'apparato Provveditorato agli Studi risulterebbe ad essere quello che è: carrozzone inutile.Motorizzazione Pra ecc.
Vero quel che dice non si può fare un licenziamento di massa,  ma si deve pretenderne la direzione di governo. Non x il gusto di licenziare ma Xche sono inutili carrozzoni ed anche con un potere incidente nella vita di un popolo tutto!
O portiamo la potestà del potere nella società o sarà un continuo remare contro corrente poiché troveremo sempre squali disposti in nome della pubblica utilità, ad approfittare di un apparato irremovibile in nome di una banale rendita di posizione personale. Viva Costantino viva Sant'Agostino.
Mi scusi per il tono.
Ciro Pica
Ci diamo 10 anni?

11/8/2013
Gentilissimo  signor  Carlo Pelanda ,
 
Condivido il suo articolo dato che da   almeno un anno evidenzio a più riprese e  in ogni dove argomentazioni simili  ; anche  a  Radio Anch'io. 
La questione degli impiegati pubblici è una delle tre "carie"  che sono alla base del nostro dissesto economico pubblico , ma tutti fanno finta di ignorarla.
Gli addetti inutili  non sono soltanto quelli che la tecnologia ha reso tali ; in realtà la questione interessa molto di più  quelli che sono stati assunti  "per favore" ed inventando per loro una funzione assolutamente inutile;
la suddetta funzione , oltretutto ,  crea anche  un danno collaterale perché complica la vita al mondo produttivo ed alla gente aggravando ancor più il cancro della burocrazia.
 
Questo soggetti si annidano in ogni dove ed una parte è già stata pensionata. La stima ( per difetto ) è di un milione  di persone per una spesa annua di almeno 40 miliardi; senza contare il danno che creano al sistema produttivo ed alla società in genere ; la cosa è ben più grave dell'evasione fiscale perchè 
 
Lo stipendio e la pensione che prendono è un' appropriazione indebita perché loro sanno bene come sono stati assunti e più che altro che la loro posizione è stata inventata di sana pianta per giustificare la loro inutile  presenza. 
 
Mi rendo conto quanto sia difficile licenziare e non mi voglio addentrare in questo argomento ; propongo però che questa massa di sfruttatori sia messa in condizione di non nuocere.
 
Paghiamoli ma. almeno ,  impediamo loro di far  danno al mondo produttivo ( che li campa ) e far perdere tempo , denaro , salute ai cittadini ;  e d'altro canto  evitiamo che mettano bocca  in progetti di lavori pubblici molto di sovente  scriteriati , ma comunque SEMPRE  minati alla base da false od errate valutazioni preventive.
 
Secondo una stima ( per prudentissimo difetto ) potremo recuperare circa 60 miliardi annui pari a mille euri a cittadino; questo denaro rientrerà in un circuito virtuoso  dei consumi contribuendo positivamente ad abbassare il debito pubblico.
 
Amo fare  stime dato che le ho fatte per tutta la vita ; sono anche  un esperto di urbanistica ,edilizia, assetto del territorio , e  lavori pubblici   e su questi argomenti potrei essere molto più incisivo specialmente per la Toscana.
 
Espongo di seguito una " considerazione  scherzosa " circa l'evoluzione dell'Homo sapien sapiens
 
spero di essere stato utile
mi faccia sapere cosa ne pensa
e se vuole mi interpelli per gli altri argomenti
 
con i più vivi saluti
 
GennaroAdemaro Marino      radda in chianti. 11 giugno, 2013
 
 
ps : 
ho preparato il testo di una legge che pur essendo una burla è più vicina alla realtà di quanto possa apparire.
11/8/2013
Egregio Pelanda, sono almeno quattro anni che cerco un articolo come quello che Lei ha scritto, che conforti le mie idee che sostengo da anni. Nessuno si è cimentato in una critica come la Sua sugli enti statali(in minuscolo). Infatti non è possibile che i dipendenti statali, che vivono perchè ci sono altri che producono reddito, non  vengano rimossi dai loro posti di, si fa per dire, di lavoro.
Lasciando stare tutti quelli che lavorano veramente come, forze dell’ordine, infermieri, vigili del fuoco ecc... che andrebbero premiati con una maggiorazione dello stipendio, tutti quelli preposti alle scartoffie dovrebbero essere legati ad una sorta di posto proporzionato. Mi spiego, siccome non si fa molto o nulla per proteggere il posto di lavoro di aziende, che sono costrette a licenziare, anche per mancanza di denaro proveniente dallo stato, dovremmo proporzionalizzare il licenziamento o la messa in mobilità anche del dipendente pubblico. Mi spiego, un dipendente di azienda a casa , un dipendente pubblico a casa, così difenderemo meglio il Suo concetto di protezione degli anziani, o altri Italiani in difficoltà. Una sorta di compensazione dalla grande “Mamma Stato”, che tutti protegge e perdona anche più della nostra religione. Vedrà che impegno ci sarebbe e si vedrebbe subito quante persone in più sono state assunte e si sceglierebbero poi i migliori che probabilmente, per doti innate verrebbero allo scoperto. Mio padre negli anni 80 diceva che se un ingegnere lavora presso la motorizzazione civile, non è un grande ingegnere, sicuramente è stato scartato dall’Industria. Nella aziende questo succede, i migliori emergono sempre e fanno grande l’Azienda. Nello stato come sappiamo contano molto le correnti di partito  e questo non succede.
Continui nella Sua battaglia e spero che qualche altro collega La segua.
Con simpatia
Demos Fuochi
9/7/2013

Egregio professore,

sono totalmente d’accordo. Tuttavia ci sono – come da Lei rilevato – alcuni punti fermi 1) La Germania che ha interessi ma , come nella recente vicenda libica, non si muove e manda avanti altri  2) il Regno Unito che si dimena per non essere totalmente estromesso dallo scacchiere  3) La Francia che agisce ormai in mandato proconsolare degli USA.

A questo punto che dire ? a)Che l’Italia si è lasciata trascinare nella guerra libica senza poter e volere agire altrimenti b) che quella guerra, come del resto le questioni tunisine , egiziane e ora siriane sono state create ad arte senza però che sia chiaro l’obiettivo o almeno che – se i risultati sono questi – le teste che hanno elaborato piani e azioni sono molto misere c) che Berlusconi in quel frangente ha fatto delle dichiarazioni inquietanti : che egli era costretto ad entrare nella coalizione perché sia il Colle che la Farnesina spingevano in quel senso . Ma allora che ci stava a fare lui come Presidente del Consiglio ? Perché non ha avuto le palle di dire al Presidente della Repubblica che quella non è materia ascrivibile alla sua Magistratura ? E poi, il Ministro degli Esteri Frattini : costui era un suo ministro oppure un convitato di pietra a garanzia di altri interessi ? Inoltre Berlusconi ha detto che sia lui che la sua famiglia sarebbero stati minacciati . Non stento a credergli , l’ombra di Mattei è sempre presente ! Tuttavia, quando si accettano cariche di Governo, bisogna metter in conto che la propria vita vale come quella di un soldato semplice in zona di operazioni. Sono situazioni in cui le chiacchiere stanno a zero e la spina dorsale – se c’è – si rivela altrimenti è meglio cambiare mestiere.

Tralascio il fatto poco pulito del Trattato di Amicizia con la Libia e di non avere cercato di impedire l’assassinio – il morto non parla ! – di Gheddafi .         

Quindi, molto bene che l’Italia agisca con sagacia consolidando la sua posizione in Libia ma – credo – che bisogni fare attenzione che tutto questo lavoro non venga spazzato via se dovesse entrare in conflitto con maggiori interessi francesi, britannici e tedeschi.

Per questo , tutto il Canale di Sicilia , il Golfo di Sirte e il Mediterraneo sino a Creta devono essere considerati una proiezione dei nostri diretti interessi .  

Ma per questo ci vuole una marina credibile e che mostri i denti coprendo in maniera reale ed efficace le aree marittime di nostro interesse per cui è necessario procedere ad un programma di costruzioni nuove senza diminuire – anzi pensando ad un leggero aumento – degli effettivi delle tre Armi.

Il commercio si promuove , in certi momenti e in certe aree, anche con la copertura militare che lo garantisce e i cui costi vengono finanziati  proprio dal successo commerciale.   

Per risparmiare ci si ritiri immediatamente dall’Afghanistan e soprattutto dal Libano meridionale che può diventare da un momento all’altro una trappola pericolosa. Ma non ci si deve ritirare – anzi aumentare nei limiti delle nostre possibilità – la presenza militare italiana nei Balcani , dove a poche centinaia di chilometri da casa nostra abbiamo un nido di serpi alimentato dall’Iran e aiutato dalla penetrazione neo ottomana turca.  

Altrimenti, se qualche corvetta francese verrà a darci ordini a voce a pochi metri da Porto Empedocle, ebbene sarà quello che ci siamo andati a cercare.  

Cordiali saluti.

Adriano Verani

1/7/2013

Chiarissimo professore

In merito alla Sua proposta di dismissione di parte del patrimonio pubblico, perche' non ipotizzare che le quote della Sgr proprietaria degli immobili siano fatte sottoscrivere dalle banche, in una forma di vincolo di portafogli in uso qualche decennio fa, dietro pagamento con titoli di stato gia' detenuti dalle stesse banche. Le banche metterebbero in portafoglio titoli potenzialmente rivalutabili, dovendo pensare che i prezzi di conferimento degli immobili nella Sgr siano soggetti a un sensibile sconto ( che andrebbe indirettamente a vantaggio dell'azionariato diffuso della banche e non dei soliti furbetti) si sottrarrebbero alle svalutazioni a cui si sono dovute prestare per seguire il corso dei titoli di stato finora detenuti rafforzando cosi' , in ultima istanza, la propria solidita' patrimoniale. Per quanto attiene la redditivita' almeno una parte degli immobili conferiti nella Sgr dovra' essere costituita da immobili messi a reddito.
' Con il tempo e' altresi' pensabile che parte di quelle quote  possano essere collocate nei portafogli della clientela; sarebbero prodotti decisamente migliori di molti di quelli attualmente detenuti da tanti risparmiatori.Si creerebbe un circolo virtuoso che dovrebbe vedere vincenti tutte le parti in causa.
con ossequio.
Daniel Ammagi
14/6/2013

Buongiorno professore,

mi rivolgo a lei sperando che, condividendo la mia proposta, se ne possa fare in qualche modo portavoce.
Non desidero farle perdere tempo, per cui sarò molto sintetico.
Sono professore emerito in pensione ed ho studiato storia finanziaria per 50 anni. Alla mia età (84) ho solo l'ambizione di essere utile al mio paese con le conoscenze acquisite e sono convinto che il progetto qui sotto sintetizzato possa servire al bene comune.

Obiettivo:
Concedere alle imprese credito gratuito a breve termine e ridurre il loro fabbisogno di contante.

Strumento
Creazione di un consorzio aperto ad aziende commerciali e manifatturiere in relazioni reciproche di affari, che operi come stanza di compensazione per le transazioni tra i soci e come organo di pagamento e riscossione per le loro transazioni esterne.

Funzionamento
Il consorzio dovrebbe disporre di un fondo anticipato dalle aziende e proporzionato al loro giro d'affari, operare in internet come centro di raccolta dei crediti e debiti reciproci dei consorziati e, ogni 3-6 mesi, compensare le partite comuni esigendo dai consorziati debitori il saldo dovuto e versandolo ai consorziati in credito.

Problemi
L'intero meccanismo dovrebbe essere approfondito dal punto di vista giuridico, amministrativo e fiscale.
E' probabile che il progetto susciti un'accanita opposizione da parte del sistema bancario.
Sono a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento
Con stima
Giuseppe Felloni
prof. G.F.

13/6/2013

Egregio professore,
ho letto con grande interesse l'articolo pubblicato su "Il Foglio" di oggi . Assieme all'interesse, sono stato accompagnato anche da una grande inquietudine e sconcerto fino quasi all'epilogo quando, con mio grande sollievo , Lei ha chiarito ben due volte che ogni operazione di ancoraggio all'Occidente della Turchia esclude la sua entrata nella UE !
Questo è il punto !
Amici sì, alleati sì, compagni di affari sì ma avrei visto con grande timore settanta milioni di turchi – in rapida crescita demografica – liberi non solo di scorazzare e liberi di stabilirsi in Europa e segnatamente a casa mia e di pesare come uno degli Stati più potenti nelle decisioni di Bruxelles e Strasburgo.
Se così fosse stato avremmo dovuto riportarci al tempo in cui i 'flâneur' europei, profumati di scetticismo illuminista , di ben nascosto terrore per le situazioni etnico/religiose interne da loro stessi create e dal puttaneggiare di affari in mercimonio dei principi , avevano rifiutato il riconoscimento delle basi greche, romane e cristiane dell'Europa.
Per cosa?
Forse per riconoscere inopinatamente oggi una componente islamica come parte storica dell'Europa ?
E allora che si fa ? Buttiamo nel brago i sacrifici dell'Europa danubiana e orientale – Italia e Venezia comprese – che hanno dovuto sempre combattere ( e anche convivere ) con la pressione ottomana ? E poi per cosa ? Per parare la schiena alle Nazioni carolingie e atlantiche e al loro espansionismo marittimo, reso sicuro dal sacrificio dei marinai di Lepanto , dai soldati del Kahlenberg e dagli oscuri contadini e servi della Valacchia, di Creta della Serbia e non ultimi i territoriali della 'Frontiera Militare' – direttamente dipendenti dall' Hôfkriegsrat di Vienna – che hanno difeso con le armi e la fede quelle terre dalla totale islamizzazione ?

E qui arriviamo ad altri due punti 1) l'espansionismo neo ottomano di Erdogan nei Balcani che – con la benedizione degli Stati Uniti - fa da ancora di sicurezza ai nuovi Stati islamici che sono un brodo di coltura per l'islamismo militante e stanno a poche centinaia di chilometri da casa nostra 2) L'areale di interesse turco che si spinge anche nell'Asia centrale in frizione con la Russia.

Nulla di nuovo sotto il sole!
Già alla fine della Prima Guerra Mondiale, il nuovo governo turco si mosse con sagacia e visione , prima riuscendo a far cassare il Trattato di Sévres , riformandolo nel 1923 a Losanna, poi con la Convenzione di Montreux sul regime degli Stretti.
Se l'invidia e la mancanza di visione politica avessero lasciato le cose come erano risultate alla fine della Prima Guerra Balcanica, la Bulgaria con un suo piccolo sbocco al mare sull'Egeo e con il ridimensionamento della Tracia turca, sarebbe stata una alternativa al passaggio degli Stretti del Bosforo e dei Dardanelli, ridimensionandone l'importanza strategica .
Ma fu un formidabile terzetto che impostò la politica turca del primo dopoguerra : 1) Mustafà Kemal 2) Ismet Inönü e 3) il motore e la mente strategica di tutto :il Ministro degli Esteri Rustu Aras !
Da cui –oltre a Montreux- : a) 1934, il Patto Balcanico con Grecia, Jugoslavia e Romania , con cui la Turchia si ancorava all'Europa b) nel 1937 il Patto di Teheran (di Saadabad) con Iran, Irak e Afghanistan che spingeva l'interesse turco nell'Asia Centrale c) Infine, sempre impostata da Rustu Aras, la questione del Sangiaccato di Alessandretta ( Iskenderun) che ancora oggi brucia ai siriani ( e mio avviso, giustamente!) .

Ne deriva che lo spettro politico turco è ampio e va a toccare aree che potrebbero non essere vitali per l'Europa la quale rischia di essere tirata in avventure pericolose sulla base di un leggero e mal valutato "casus foederis".

Io sarei pertanto portato a pensare che:
1) E' necessario – come da Lei bene argomentato – che la Turchia venga ancorata all'Europa con trattati che ne conservino la convenienza economica e l'onore politico ma : a) Nessuna partecipazione alla UE ; b) nessun impegno su eventuali iniziative o offese agli interessi turchi fuori dall'interesse europeo . Dovrebbe infatti essere chiarito senza ambiguità che questioni di tal fatta non impegnano in alcun modo l'Europa .
2) Sono d'accordo e perfettamente convinto che il 'competitore' Cina può trasformarsi in un grave problema per l'Occidente. Non sarei neppure tanto sicuro neanche dell'India e delle sue aspirazioni di dominio dell'Oceano Indiano . Credo che con queste due entità si dovrà, tosto o tardi, fare i conti passando da competizione a confronto. Non ne so molto, ma mi pare che l'interesse americano per la Cina metta da parte il Giappone, vecchio e sicuro alleato, il quale potrebbe sperimentare soluzioni nazionali, con un grave indebolimento di tutta la struttura di contenimento.
3) Ne deriva che è necessario impostare – anche forzando gli USA alla comprensione – un rapporto organico con la Russia . Essa non solo è Nazione storica strutturata e con aspirazioni mediterranee ; non solo non si può pensare di privarla della sua unica base navale a Tartous senza pensare che essa non reagisca. ma credo che anche con la Russia , prima o poi , la Turchia farà qualche mattana . Mentre tutta la Siberia potrebbe diventare oggetto delle aspirazioni cinesi ; insomma le cannonate sull'Ussuri potrebbero ricominciare in qualsiasi momento. Resterà all'Europa e agli USA valutare se appoggiare i nostri affini oppure continuare a comprare e a vendere la corda per impiccarci .

Egregio professore, ancora complimenti per la Sua chiarezza e stringatezza. Io, ahimè, essendo un poco confuso, sono anche prolisso.

Adriano Verani

5/5/2013

Buongiorno  dott. Pelanda,

sono anni che seguo i suoi articoli e sono rimasto entusiasta del Suo di  oggi su Libero.

Le Sue tre proposte sono formidabili, le prime due già indicati da molti.

Quello che manca è una  proposta dettagliata, di pochi articoli che indichi come fare

Serve questo perché se si da in mano a burocrati o consulenti del generone, escono leggi con 100 articoli con tutto e di più.

(porto come esempio la riforma Giustizia, Berlusconi invece che prendere il Testo Mastella già approvato da una camera, lo ha messo in mano ai suoi avv.

È andato tutto in fumo)

L Sua terza proposta è un rovello che porto avanti da 30 anni.

Ad una cena UCID un consulente di LA MALFA disse che l’Italia galleggia su gas e petrolio, potremmo essere l’Arabia dell’Europa, altro che Inghilterra,

e disse anche tutti i vincoli interni ed esterni che impedivano questo sviluppo (sorda burocrazia, mancata visione sviluppo, 7 sorelle che non volevano perdere un mercato)

Questi 3 punti,  oltre IMU, dovrebbero far parte del programma PDL, che rapporti ha con Berlusconi?, lo faccia presente tramite Ferrara, Belpietro, Sallustri e la Santanchè.

 Per il Sud proporre lo sviluppo del turismo  con una proposta che fece Prodi  nel 96, mai attuata, neanche da presidente UE.

Accordi con i paesi Nord Europa per ospitare da noi i pensionati per 2-3-4 mesi al caldo (l’inverno in Sicilia per loro è come stare a Ferragosto a casa loro)

Le pensioni medie 1500/2000 permettono un soggiorno mensile in buoni hotel (oggi praticano tariffe da 35/40 € pensione completa) con una quota a disposizione.

Vantaggi per i governi esteri, meno costi sanità e servizi sociali, soluzione problema suicidi di persone sole.

Per noi 1-2.000.000 di presenze in più durante la stagione morta per gli alberghi, oltre 1 punto di PIL

Serve un Ministri del Turismo capace e che si impegni,

Un’ultima osservazione, convincete Berlusconi a lasciare ‘Audi  e utilizzare la Maserati 4 porte che aveva ordinato anni fa, sarebbe un bel  gesto di rispetto per il lavoro e genio italiano.

Un saluto

Silvestro  Veronese, Frosinone

4/5/2013
Leggo sempre con attenzione i Suoi articoli che mi trovano sempre molto d’accordo. Ciò premesso ci sono due questioni che mi pongo ed alle quali non so dare risposte ragionevoli ed è per questo motivo che mi sono deciso a scriverLe nella speranza che possa illuminarmi e, magari, farne oggetto di qualche Suo articolo.
1) Lei, e non solo, scrivete, giustamente, che un’arma a disposizione dell’esecutivo per diminuire il debito pubblico, è quella della graduale dismissione del patrimonio pubblico; secondo Lei perchè nessun governo l’ha mai presa in considerazione? Sembrerebbe, agli occhi di un benpensante, l’iniziativa più logica e da avviare immediatamente. Gli effetti sarebbero perlomeno due e sicuri:
a) assumendo per realistico il valore di 200 Miliardi, si ridurrebbe il Debito Pubblico a circa 1.800 Miliardi portandolo a poco più del 110%
b) la spesa per interessi calerebbe da circa 90 Miliardi a 81 miliardi recuperando così 9 Miliardi, all’anno, da destinare a politiche di sviluppo.
Poi ci sarebbero effetti accessori da valutare, ma tutti positivi, circa una logica diminuzione dello spread a causa di una valutazione che non potrebbe essere che positiva da parte dei mercati finanziari.
2) Si è molto parlato, durante l’ultimo governo Berlusconi di Costi Standard nella Sanità e, mi sembra che un provvedimento legislativo che li introducesse, sarebbe stato pronto, nell’ultimo periodo di quel governo.
Sarei curioso di sapere la Sua opinione sul perchè il governo Monti non lo abbia varata, invece di introdurre tasse a raffica e sul perchè oggi, con la necessità di reperire risorse, l’attuale governo non  l’annoveri nelle cose da fare subito.
Peraltro un quesito connesso allo stesso argomento è: . corrisponde a valutazioni abbastanza esatte l’ammontare annuo di risparmi che tale provvedimento permetterebbero di circa 28 Miliardi?
Vedi caso sarebbero quelli che servono per reperire le risorse appena stimate di circa 30 Miliardi !!!
La ringrazio in anticipo e Le auguro i migliori successi professionali.
 
Gianfranco Curti
20/4/2013

 

Egr. dr Pelanda,
io sono una casalinga media anche di una certà età (pensionata) che, nello sfacelo generale, ha letto cn molto interesse il suo articolo "Ecco chi salverà l'Italia al posto dei politici". Io non La conosco ma se Lei veramente pensa e ha visto quello che scrive forse abbiamo qualche speranza. Mio marito ha fatto parte di quei piccoli imprenditori che hanno perso molto per non dire quasi tutto per liquidare i dipendenti (con qualche strascico che ancora ci resta sulle spalle). Gli itaiani sono quindi meglio di quanto sembrano e di quanto si pensa di noi all'estero?
Cordialmente
Marilena R.
18/4/2013

Egr. Professore
Ho appena letto il suo  articolo sul sussidiario.  Volevo contribuire forse in maniera semplice,  ma mi sono sentito in obbligo a scriverLe per confermarLe che è proprio vero quello che ha scritto.  Sono un funzionario aziendale di un piccola multinazionale con 4 plant in Italia e 3 in Polonia.  Stiamo attraversando un periodo nero. Non mi inoltro nelle difficoltà che sono ovunque, ma sulla energia del titolare e dei  suoi dipendenti che trovano energie e idee veramente dal nulla.
Grazie per il suo articolo,
Ing. Mauro Z.

13/3/2013

Egregio Professor Pelanda,

leggendo il suo articolo sul Foglio mi è sembrato di rileggere una pagina di "Assalto al potere mondiale" di Fritz Fischer, dove sono analizzati gli obbiettivi della classe dirigente guglielmina del 1914.
 
La mia modesta impressione è che il Piano A sia sempre stato Mitteleuropa, Baltico e forte penetrazione in Bulgaria, Ucraina e Caucaso.Non penso che sia loro interesse un Reich allargato all'intero continente: Spagna e Portogallo sono Paesi cattolici e con la perdita di rilievo dell'Atlantico diventano di secondaria importanza.  La Grecia non è più fondamentale per l'accesso a Suez ed un saldo controllo sulla Slovenia e Croazia consentirebbe l'accesso al Mediterraneo.
 
Credo che per l'Italia la soluzione migliore sarebbe l'uscita volontaria dal Reich, la focalizzazione sul Mediterraneo e l'assunzione di ruolo di Paese di contenimento a sud del Reich. Una tale strategia fece la ricchezza dell'Italia fino al '500.
 
Cordiali saluti
F.D.
27/2/2013

Caro Pelanda,
il suo articolo di oggi su Libero, con quello dell'amico Giacalone,  è una
sorta di vangelo politico laico, andrebbe mandato a memoria ! Non saprei
su che cosa essere in disaccordo. Solo che ieri ho sentito la conferenza
demenziale di quel bandito di Bersani: fra i 5 punti programmatici da
proporre alle camere mette una legge sui partiti (ci accontenteremmo di
quella sui sindacati prevista invano dalla Costituzione, magari per
conoscere i loro bilanci...), tanto per fare fuori Berlusconi. Legge sul
conflitto di interessi (e ddaie con Berlusconi....). Infine,  ...
"affrontare la questione morale, pubblica e privata (sic!)". Ora, da
comunista quale era ed è posso capire che sia rimasto fermo alla questione
morale di berlingueriana memoria (che coraggio, in tempi di MPS...), ma
che ora, in tempi di vacanza papale, si occupi anche della moralità privata mi
pare un segno di rincoglionimento irreversibile!

È che dovremmo fare partire dal basso una richiesta chiara, 5 o 6 punti su
cui lavorare insieme a partire dalle riforme istituzionali, coinvolgendo
Renzi....Tutti sanno che anche una nuova legge elettorale (stravolta dalla
sinistra per altro, come si diceva ieri - v. Ciampi...) con questo sistema
non servirebbe a nulla.
Alcuni punti:
- siamo l'unico paese moderno che vede il governo espresso dal parlamento
(il parlamentarismo è l'origine di tutti i nostri mali), alla faccia della
divisione dei poteri. Il parlamento nacque per controllare il sovrano, poi
il governo...Da noi, l'esecutivo è espressione del legislativo,  nessuno
controlla nessuno. Quindi, premierato  o presidenzialismo, sul modello dei
comuni e/o delle regioni. Quando cade il premier si va a votare....
- dimezzamento del numero di parlamentari, via il bicameralismo
perfetto...., diminuzione dell'indennità...
- Abolizione delle province e/o rimodulazione di tutti il sistema di
decentramento amministrativo.
- commissariamento delle regioni in deficit sanitario (per quello che
attiene a questa competenza...). costi standard e anche personale
standard, soprattutto per quanto riguarda il comparto amministrativo... se in
Lombardia ho 10 amministrativi ogni 1000 abitanti, non é che in Campania
ne posso avere 50... anche nel pubblico, per altro, si potrebbe usufruire di
temporary management all'occorrenza...
- ricontrattazione con Bruxelles del fiscal compact, cercando di ottenere
almeno il dimezzamento del piano di rientro dal debito per i prox 3 o 4
anni (dell'euro se ne parlerà più avanti..., mica si può uscire adesso).
- Abolizione IMU sulla prima casa e sulle pertinenze aziendali...
- abbassamento Irap e cuneo fiscale con i risparmi realizzati
- metodo contributivo retroattivo sulle pensioni superiori ai 5mila
euro....
e/o taglio tout court...
- abolizione delle riforma Fornero, alla luce degli insegnamenti del
grande Michele Tiraboschi (ma anche Ichino a tratti...).
Oggi il "tema vero è il superamento della contrapposizione tra lavoro
autonomo e lavoro subordinato per costruire uno Statuto di tutti i
lavori.....il futuro del lavoro non si gioca più sulle forme contrattuali
quanto su autonomia e creatività del lavoro, assunzione di rischio e
spirito imprenditoriale anche nei lavoratori. Infine ma non ultimo, le competenze,
il mercato del lavoro è fatto con i contratti ma questi creano valore solo
se sono veicolo di competenze professionali e base per lo sviluppo di
logiche virtuose di produttività tanto a favore delle imprese che dei
lavoratori»


Insomma, dovremmo fare un manifesto del genere, chiedere un governo
costituente che non veda in prima fila i Bersani e/o i Berlusconi (il
fatto che Silvio chieda la pres del Senato mi lascia perplesso..., se  è vero).
La gente vuole questo !!!, ne sono sicuro, facciamo qualcosa !!!
Saluti
FT

16/2/2013

Illustre Professore,La seguo da molto tempo, ho anche assistito ai
rimpianti incontri di Lignano Pineta di qualche anno fa e attualmente La leggo su
Libero, con dividendone le idee. Non sono certo io a doverLa informare sull'aria di
rivolta (bora gelida),che soffia da NordEst nei confronti delle banche e del
sistema politico che le sostiene,c'è gia abbastanza letteratura in tal senso, ma
quello che più mi indigna è il reato di anatocismo ed usura bancaria fatti
impunemente, nel silenzio quasi omertoso della stampa e nel disinteresse totale della
magistratura che si impiccia su tutto, ma non dove talvolta sarebbe necessario. Gli
unici che ne parlano apertamente sono Paragone su RAI 2 e Del Debbio su Canale 5.

Le a ssicuro che personalmente non ho questo problema, ma purtroppo lo sta
affrontando una persona a me molto cara e so che corre il rischio di pesantissime
ritorsioni quando presenterà a una delle banche che lavorano con  lui, la perizia
che di mostra i pagamenti di interessi non dovuti per tante, tante decine di
migliaia di euro. Professore, c'è urgenza della Sua competenza e della  Sua
saggezza,le piccole imprese e le famiglie hanno bisogno di consigli e di sostegno. Se Le
riesce tratti questo argomento. Io vivo a Bologna, ma seguo molto, perchè li
amo, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. La ringrazio dell'attenzione e Le
auguro buon lavoro.
 Patrizia M.
Bologna

13/2/2013

caro prof.Pelanda,

 

  sono 2 , ripeto due,come lei ben sa, le regole da tenere conto :

 

1) la regola del pareggio del bilancio

2) la regola della riduzione de debito

 

a)ipotesi fav le di crescita : la regola 1) e 2) s'applicano entrambe anzi la regola 1) ( cd golden rule) consente

di risparmiare di più per maggiore crescita a beneficio della maggiore riduzione del debito

 

b) ipotesi sfavorevole: la regola 1) realizzata ( come nel 2013 dal governo tecnico con la politica fiscale aggressiva

 ) consente il finanziamento entro il 3% delle spese pubbliche, mentre la regola 2) continua ad applicarsi gradualmente stante la grave recessione e  grazie all'avanzo primario da primato UE che ha l'Italia :vi sono buoni motivi per mantenere il pareggio per sempre quando lo scostamento del 3% è ammesso?

 

E' necessario il patrimonio contro riduzione del debito che invero vuol dire solo "ingegneria finanziaria", rischiosissima come la storia delle privatizzazioni italiane insegnano ??  

 

 

Saluti!

 

A Petrina

 

Ps quello che proeccupa è che  noi dipendiamo solo dagli algoritmi stabiliti dagli eurocrati in sede UE

     ( bene fa la GB a non fidarsi!) e non dalla volontà effettiva valorizzata dalla politica di intraprendere

     la via del ritorno del figliol prodigo al padre che ha dato il buon esempio

     dell'uso parsimonioso delle risorse (Giarda, 2004)

31/1/2013

Molto gentile Prof. Carlo Pelanda,

La ringrazio molto per la Sua puntuale attenzione alle mie precedenti osservazioni , forse  illusorie , come l’odierna che Le invio perché sono convinto  che ormai Berlusconi è destinato a vincere dopo aver ricevuto l’anatema  : “spero che Iddio ne abbia perso lo stampino”.

Questa mia convinzione è frutto del paragone con la vittoria degli inglesi  del 1945, nonostante  il motto diffuso in tutta Italia nel 1942 , anche con appositi distintivi , dal Duce  ormai convinto  della propria disfatta dopo l’entrata in guerra dell’ America  : ”Dio stramaledica gli inglesi”.

Gradirei, se possibile,  un Suo giudizio di conformità all’articolo 3 della Costituzione  della prevista non esclusione dal pagamento  dell’ICI e dell’IMU della mia casa di abitazione del 1973 che conta  ben 500 metri quadrati  , senza avere però avere alcuna delle caratteristiche delle case di lusso , oltre all’ampiezza che mi porta già ad un esborso di quasi 2000 euro annuali tra immondizie e consorzio di bonifica ( calcolato sul valore catastale ).

Le invio i miei più cordiali saluti

Modonese Giustiniano

31/01/13

30/1/2013

.Egregio Professor  Pelanda,
leggo sempre con molto interesse i Suoi articoli su "Libero ". Quello di
oggi ,però, mi é sembrato un po' troppo  laudatorio delle istituzioni
preposte al controllo  del sistema bancario.

Avendo i capelli bianchi ricordo,infatti,   i casi :Banco di Napoli ,Banco
di Sicilia, Cassa V.E. Orlando  . La famosa "Vigilanza " della Banca
d'Italia  non vide o non volle vedere e noi contribuenti  pagammo per le
perdite di detti istituti.
  Credo che In  realtà  anche negli organi di vigilanza la politica e le
relazioni personali dei vertici delle banche con quelli  di tale  istituto
(così come nella CONSOB )non siano assenti.Così come -penso- avvenga in
altri paesi.
E' sempre valido,invero,  l'interrogativo dei Romani :"Quis custodiet
ipsos custodes ?".
Grato se vorrà trovare il tempo per un Suo commento a questa mia.
Deferenti saluti,
dr. Giorgio Castriota Santa Maria Bella

30/1/2013

Leggo l'articolo di Carlo Pelanda sul caso MPS e resto un po' sconcertato
del suo intervento "pompieristico "
Dice ,infatti, " ..evitiamo catastrofi comunicative.......C' e'  un
confine netto tra passato e futuro......dobbiamo rispetto professionale
per le persone che vi lavorno ....."
Per me c'e' un solo sistema per salvare l'MPS
.Via tutto il management passato e attuale, messo li' solo perche' la
situazione era diventata ormai insostenibile
Tra l' altro, il numero uno attuale , e' personalmente inguaiato con la
giustizia e,soprattutto,
ricordiamocelo,  si e' messo  in fila per dare il suo voto, nelle primarie
dei DS , ai quei politici che hanno sempre tirato le fila del teatrino
dell'MPS Come possiamo fidarci di Lui ?
Quanto alla professionalita' di quelli che ci lavorano, quanti sono quelli
che non sapeveno niente
o che non cerano o che , se c' erano, dormivano?

Cordiali saluti.    Carlo Tajana. -  Legnano

PS Quanto alla Banca d'Italia, come sempre, i suoi ispettori sono
inflessibili con i piccoli e i
deboli, ma flessibilissimi , vergognosamente flessibilissimi con i
grandi
Peccato per Draghi e per il suo futuro !!!

29/1/2013

Egregio Professor Pelanda,

in base agli scenari da lei elaborati e assumendo che l'attuale assetto geoeconomico in Europa resti immutato (depressione economica nel Sud, modesta crescita in Germania, intervento costante della BCE per evitare il collasso della moneta unica), crede che la classe dirigente italiana abbia posto un limite alla durata dei sacrifici richiesti? C'è una data o un numero di disoccupati oltre a cui abbiamo deciso di non andare, accettando di uscire dall'euro? Lo domando perchè sono allarmato dalla decadenza economica che vedo intorno (negozi chiusi, fabbriche vuote, povertà crescente).

Grazie
Cordiali saluti

Federico Dezzani
5/1/2013

Egregio Professore,
se non ci fosse Lei con l'onestà intellettuale che la distingue, dovremmo
leggere soltanto balle colossali, però servite con profonda convinzione e
con l'intimo compiacimento di poterci ancora e ancora fregare.
Dunque Le dicevo, ci affanniamo e comprare titoli di Stato convinti di
dare una mano al nostro paese, le Banche comprano titoli, (soltanto) che
ritengono remunerativi, gli speculatori (investitori?), giocano con i
titoli spostando masse di risorse finanziarie da un capo all'altro del
mondo, che servono a... "ecchi' lo sà", agli investimenti ? o a comprare
altri titoli.
Scusi, Professore, ma alla fine di tutti questi giochetti, chi lavora?
Il potere d'acquisto della moneta dipende dalla ricchezza prodotta,
l'inflazione è direttamente collegata al vuoto produttivo e allora, senza
ripresa produttiva, non c'è trippa per gatti.
I nostri politici impegnati nei giochetti elettorali non avvertono il
pericolo.
Attendiamo fiduciosi.
Suo Agdan

FB TW G+

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Contacts: letters@carlopelanda.com
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