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Carlo A. Pelanda
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Milano Finanza

2015-11-6

6/11/2015

L’Europa deve scegliere o America o Cina

Gli analisti in materia di geopolitica economica e finanziaria, area di studi sempre più frequentata dopo la fine della Pax Americana (1945 – 2008) e l’evidenza di una nuova frammentazione del sistema internazionale, si stanno chiedendo se il mercato globale potrà continuare ad esistere senza un’architettura politica, basata su un potere prevalente, che lo tenga insieme. Al momento i due imperi maggiori, quello cinese emergente e l’americano in riorganizzazione, hanno il comune interesse a evitare che la loro frizione politica comporti danni economici. In sintesi, c’è una tregua. Questa sta illudendo gli osservatori che alla fine il globo potrà essere governato da un G20 basato su un accordo sino-americano G2. E’ compito tristissimo avvertire che tale configurazione della governance globale ha una probabilità molto bassa di poter essere duratura nonché base per una istituzionalizzazione evolutiva dell’architettura politica e regolamentare del mercato mondiale. E’ scoppiata, infatti, una nuova guerra. Da un lato potrà restare fredda per parecchio tempo. Dall’altro, comporterà una competizione tra America e Cina per chi riuscirà a creare e dominare il blocco economico più grande del pianeta. Washington è al momento in vantaggio nel progetto di creare due aree di libero scambio nel Pacifico (TPP) e nell’Atlantico (TTIP) con al centro l’America e con la scala complessiva di circa il 70% del Pil mondiale. Ma la Cina sta reagendo, lusingando e ricattando gli europei, con certo successo, per sabotare l’accordo euroamericano TTIP. Sta cercando di assorbire la Russia, che per altro tenta disperatamente di resistere come impero autonomo, e l’Asia centrale e sta forzando l’accettazione dello yuan come moneta convertibile, arma principale di superiorità strategica. Alla fine, per prevalere, le due strategie dovranno fare passi più incisivi trasformandosi da silenziose e lente come ora ad aperte e conflittuali. I dettagli non sono prevedibili, ma è prevedibile che così succederà e sarebbe prudente riportare tale scenario in quelli finanziari prospettici. Ed è molto probabile che l’Europa sarà il centro dello scontro. Cina e America la vorranno unita fino a che spereranno di poterla incorporare. Ma avranno interesse a frammentarla e a spartirla, interesse anche della Russia, se tale speranza svanisse e l’Europa diventasse terreno di scontro. La Ue, per sopravvivere, non può restare neutrale e deve scegliere tra opzione atlantica e euroasiatica. Mi permetto di aprire il tema motivando la maggiore utilità di una scelta atlantica nel libro Nova Pax, in uscita.

(c) 2015 Carlo Pelanda
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