ENGLISH VERSION


Dati personali
Pubblicazioni
Articoli
CAP TV
Interviste
Voci dei lettori

 CERCA


Carlo A. Pelanda
X  
MENU   VITA   ARTICOLI   INTERVISTE
fb Tw print

Carlo Pelanda: 2026-9-13La Verità

2026-9-13

13/9/2026

Bentornato realismo energetico

Finalmente! L’Italia ha un potenziale di riserve di petrolio e gas superiore a quello finora stimato e venerdì scorso il governo ha approvato un provvedimento per l’accelerazione delle concessioni di sfruttamento ed una procedura di sostituzione/integrazione commissariale degli enti locali troppo lenti nel gestire i permessi di sfruttamento. Tale azione ha lo scopo di ridurre in prospettiva l’importazione di petrolio e gas per ridurre la vulnerabilità del sistema nazionale a turbolenze geopolitiche che riducano i flussi di energia fossile importata e/o la speculazione finanziaria moltiplicativa dei prezzi.

Va subito detto che tale misura sul lato dell’energia fossile integra e non è in contrasto con la nuova formula energetica basata sia sul nucleare fissile di nuova generazione con mini-centrali a sicurezza intrinseca sia su fonti intermittenti, come il solare, corroborate da accumulatori superpotenti, nonché su fonti permanenti, ma locali, come il geotermico, l’idroelettrico, lo sfruttamento del vento, senza dimenticare la generazione di combustibili sintetici e biocarburanti, ecc. Integra nel senso che la sostituzione delle fonti carbonizzanti con quelle de-carbonizzanti non può essere troppo veloce per evitare crisi depressive di dissonanza tra politica ambientale e requisiti industriali e quindi lo scenario realistico è quello di una dipendenza gradualmente decrescente dall’energia fossile mentre si diffonde la nuova formula energetica. Ma, attenzione, tale dipendenza decrescente dai fossili carbonizzanti comunque tiene le nazioni importatrici vulnerabili ad aumenti dei costi non solo per turbolenza geopolitica, ma anche per speculazione o costi tecnici. Per quanto tempo? Il mio gruppo di ricerca stima per l’Italia almeno 25-30 anni, con un residuo di derivati petroliferi, per esempio fertilizzanti, plastiche, ecc., più prolungato. In sintesi, è interesse nazionale prendere una posizione di produttore di energia fossile meno dipendente possibile dalle importazioni. Se concretizzato, tale interesse sostiene sul piano temporale gli investimenti necessari per aumentare lo sfruttamento dei giacimenti.

Per le persone che sentono la priorità della decarbonizzazione va annotato che la nuova formula energetica detta sopra è compatibile con l’obiettivo Ue di decarbonizzazione entro il 2050-55. E a loro va detto che l’Ue ha fatto un errore terribile, in quanto deindustrializzante, nel perseguire la decarbonizzazione via divieti preventivi invece che con stimolazioni dell’innovazione che poi produce conseguenze decarbonizzanti. Ci torneremo sopra, ma oggi va detto che l’Italia ha scelto una posizione eco-pragmatica che spinge la ri-convergenza tra politica ambientale e requisiti industriali. E qui c’è il punto: l’energia fossile prodotta nel perimetro italiano può avere un regime sovrano di sconti che permette alle industrie energivore di continuare ad operare valutando un tempo non breve per la sostituzione del loro sistema energetico, almeno 10-15 anni. Chi volesse criticare il governo italiano in base ad un eccesso ideologico decarbonizzante valuti che altre nazioni europee stanno aumentando la produzione energetica via carbone per evitare scarsità. E che solo l’Ue nel mondo perseguela decarbonizzazione via aumento preventivo dei costi dell’energia fossile mentre le altre nazioni competitrici vedono la decarbonizzazione stessa come conseguenza dell’innovazione tecnologica, in particolare il nucleare – la Cina ha un obiettivo 2070 - e non come premessa.  A tutti gli altri va ricordato che è sia possibile armonizzare politica energetica ed industriale sia promuovere una politica di eco-adattamento al cambiamento climatico invece di illudersi che sia possibile impedirlo in poco tempo. Soprattutto, ai lettori va ricordato che più autonomia energetica riduce il rischio di impoverimento.

Conseguentemente, è importante una stima di quanta percentuale di autonomia energetica possa essere raggiunta attraverso un maggiore sfruttamento delle risorse fossili residenti nell’area geo-economica di sovranità italiana. I giacimenti finora rilevati in Italia hanno la forma di una “S” che parte dalla pianura padana, si prolunga nel mare adriatico, rientra a terra con l’enorme giacimento di petrolio e gas in Basilicata e poi prosegue verso l’area marina della Sicilia orientale. Ma ci sono dati che indicano una maggiore estensione dei giacimenti nell’area adriatica e mediterranea. Quindi secondo me il potenziale sfruttabile di gas e petrolio è molto maggiore di quello finora individuato, pur calcolando i limiti di costi di estrazione superiori al beneficio in alcuni luoghi. Bisognerebbe estendere l’area di interesse economico sovrano dell’Italia nel Mediterraneo? Complicato. Meglio creare accordi con altre nazioni. Per esempio, da tempo sostengo il progetto Lago Adriatico per uno sfruttamento coordinato dei giacimenti tra le nazioni rivierasche, estendendolo alla Grecia. In più, inserirei l’Italia – c’è già l’Eni – più profondamente sia nell’accordo con l’Egitto per lo sfruttamento degli enormi giacimenti di gas davanti alla sua costa ed in quello per i gasdotti via Cipro. In generale, sarebbe utile all’Europa un’Italia hub energetico al centro di un accordo che stabilizzi i rifornimenti dalla Libia ed Algeria e dal Mediterraneo orientale. L’idea, che io chiamo Ekumene, è già perseguita da Roma. Ma vi aggiungerei un accordo di calmierazione dei prezzi bilanciato da investimenti nelle nazioni fornitrici per consolidare l’architettura geopolitica del sistema. Un primo calcolo combinato tra aumento della produzione nazionale ed importazione a costi controllati dalla geografia viciniore, più una Borsa areale specializzata per il gas, mi dà un buon risultato per la sicurezza energetica futura dell’Italia.

(c) 2026 Carlo Pelanda
FB TW

(c) 1999 Carlo Pelanda
Contacts: letters@carlopelanda.com
website by: Filippo Brunelli
Privacy policies
X
La tua privacy è importante
Utilizziamo, senza il tuo consenso, SOLO cookies necessari alla elaborazione di analisi statistiche e tecnici per l'utilizzo del sito. Chiudendo il Cookie Banner, mediante il simbolo "X" o negando il consenso, continuerai a navigare in assenza di cookie di profilazione. More info

Tutti Cookie tecnici Cookie analitici di terze parti

Accetto Chudi