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Carlo Pelanda: 2022-3-25Milano Finanza e Italia Oggi

2022-3-25

25/3/2022

Verso un Ttip 2 semplificato

La dichiarazione ad Handesblatt di Christian Lindner, ministro delle Finanze tedesco, che bisognerebbe riprendere il negoziato Ttip – congelato nel 2016 – tra Ue ed Usa indica una nuova strategia della Germania: abbandono del neutralismo e quindi meno mercantilismo e più convergenza verso un mercato globalmente integrato delle democrazie. Tale movimento è anche segnalato, oltre che dal mega-investimento nazionale per la Difesa di 100 miliardi, dalla decisione di acquistare una trentina di cacciabombardieri F 35 che hanno valore operativo di superiorità se connessi alla rete informativa Nato/statunitense. La logica è evidente: Russia e Cina non possono più essere considerati parti del lebensraum e quindi Berlino deve trovare alternative sia aumentando l’export in America sia coprendolo, anche per i rifornimenti di materiali critici, via ombrello geopolitico congiunto con l’America stessa, in Africa, Pacifico e Sudamerica. La scelta della tempistica per tale dichiarazione è stata determinata dal viaggio di Biden in Europa e serve a fare una domanda: noi Germania, con influenza sull’Ue, siamo pronti a riavviare il Ttip, ma tu lo sei, cioè hai la capacità di arginare il protezionismo della sinistra dem e di concordare con i repubblicani centristi un contenimento dell’americanismo isolazionista dell’ala trumpiana? Biden potrà rispondere apertamente solo dopo le lezioni di mid-term, che rinnovano per 2/3 il Congresso, in autunno. Ma potrebbe avviare un tavolo di lavoro preliminare e informale per adattare il trattato euroamericano al consenso sia negli Usa sia nell’Ue in base alla nuova necessità di compattazione del complesso democratico globale.

Se ciò accadesse, la formula originaria del Ttip proposta da Obama nel 2013 – che puntava ad un mercato integrato con standard comuni – dovrebbe essere semplificata e resa evolutiva perché troppo complessa. Per esempio, iniziare con un accordo di libero scambio a zero dazi, ma non in tutti i settori, per poi evolvere verso standard comuni nel tempo, ma subito rafforzato da un parallelo accordo di sicurezza economica e militare oltre il perimetro Nato. L’ipotesi di semplificazione evolutiva, però, implica un cambiamento delle procedure Ue per la sigla di trattati economici. Troppo complicato? Se Berlino spinge, con il probabile contributo di Roma che ha i suoi stessi interessi, è fattibile. Chi scrive ha tentato di dettagliare i passi evolutivi verso un mercato del G7 + a partire dalla convergenza euroamericana nei libri “La grande alleanza” (2006) e “La riparazione del capitalismo democratico” (2021).                 

(c) 2022 Carlo Pelanda
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