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Carlo Pelanda: 2022-2-17Milano Finanza e Italia Oggi

2022-2-17

17/2/2022

La fiducia richiede un complesso democratico globale più strutturato

Il metodo del gruppo di ricerca (euroamericano) di chi scrive è quello di analizzare singoli casi di dettaglio per riportarli a schemi sintetici di “grande strategia”. In particolare, nel presente l’oggetto è individuare una “Grand Strategy” che permetta al mondo delle democrazie di produrre un’elevata e stabile fiducia economica e finanziaria a fronte delle tensioni geopolitiche generate dai regimi autoritari, in particolare Cina e Russia. Questi regimi hanno tre caratteristiche destabilizzanti: (a) la varietà del loro sistema di controllo è inferiore alla varietà delle fonti di disordine interno, come, per esempio, un omeostato che non ha strumenti per regolare tutte le temperature possibili, perché l’autoritarismo tende ad impiegare un metodo rigido/dirigista di “prima cibernetica” (Ashby, 1956) che non è flessibile di fronte alla complessità; (b) tale gap genera problemi interni che i regimi autoritari tendono risolvere esportando il conflitto verso l’esterno per compattare il sistema via nazionalismo; (c) la sostituzione delle élite tende ad avvenire via conflitto violento tra concorrenti e non via modi costituzionalmente regolati come nelle democrazie. Sul piano idealistico la presenza di questi regimi nel mercato internazionale è una mina costante per la fiducia economica che dovrebbe essere eliminata via pressione democratizzante globale. Su quello realistico, per evitare guerre, va individuata una formula che disincentivi l’esternalizzazione dei conflitti e impedisca contagi nel caso di implosioni dei regimi autoritari.

Il caso della risposta statunitense alla sfida russa è istruttivo. L’Amministrazione Biden ha spento l’illusione moscovita che fosse debole sia esplicitando una dissuasione assoluta, resa credibile dall’avvertimento agli americani che potrebbero pagare un costo per difendere principii fondamentali,sia dalla dimostrazione di una compattezza sostanziale dell’alleanza tra democrazie. Ciò ha spiazzato Putin che, pur non rinunciando ad una postura di minaccia per il caso ucraino, dovrà ora cercare una condizione di vittoria meno ambiziosa. Probabilmente gli verrà concessa perché una defenestrazione di Putin a breve sarebbe peggiore di un dopo-Putin violento. Ma l’indicazione tattica è importante per la grande strategia: più viene strutturato un vasto complesso democratico globale di scala maggiore del complesso autoritario e più la dissuasione sarà efficace, nonché la capacità sia di evitare contagi sia di concedere ai dittatori salvezza condizionata a non aggressività. I precursori G7 + già esistono e ciò fa vedere la fattibilità. 

(c) 2022 Carlo Pelanda
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