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Carlo Pelanda: 2022-1-7Milano Finanza e Italia Oggi

2022-1-7

7/1/2022

La svolta tedesca è un’opportunità per l’Italia

Il logo del G7 2022 a presidenza tedesca è un capolavoro di design: la G e il 7 si fondono in linee di totale essenzialità. Segnala che il nuovo governo userà il ruolo per aumentare l’impronta sugli affari globali per rafforzare l’idea condivisa dalla coalizione tra socialdemocratici, verdi e liberali che sia ora di lanciare un “nuovo progetto nazionale”. Quello precedente fu finalizzato alla riunificazione e generò una convergenza tra socialisti e democristiani con il substrato di un compromesso tra liberalismo e socialismo denominato “economia sociale di mercato”. Ebbe due fasi: 1946-1989 e poi quella del consolidamento della riunificazione, dal 1990 in poi. Quel progetto si è esaurito già da tempo, togliendo all’ultima coalizione GroKo a guida Merkel una pluridecennale grand strategy compattante all’interno, ma anche linea guida all’esterno dove il sistema economico tedesco era rimasto prigioniero del vecchio modello di finanziare con il surplus da export (da cui dipende il 52% del Pil) il gap dell’assistenzialismo interno, in condizioni di rigore di bilancio, che rendeva necessaria una postura mercantilista-neutralista, ora non più possibile nel teatro mondiale in via di neo-bipolarizzazione. Il nuovo progetto nazionale inizia ad avere i primi numeri: 100 miliardi di investimenti annui per 10 anni per finanziare una super-modernizzazione nazionale sia sociale sia tecno. Il programma di coalizione non è stato precisato, segno che i tre partiti hanno idee diverse: ma tutti concordano sull’obiettivo di una nuova Germania (co)leader globale.

Da tempo i think tank tedeschi studiavano come dare alla Germania lo status di potenza senza essere una militare. Verso il 2014 si affermò la strategia della “potenza etica” che fu avviata nel G7 del 2015 in Baviera e prese una coloritura verde che costrinse la Francia ad imitarla per superarla. Nel summit 2022 Berlino cercherà ecoleadership. Non potrà divergere rapidamente dalla Cina, ma gli investimenti interni massivi servono anche a questo, data la consapevolezza che ormai la Cina è un competitore: chiederà all’America una certa tolleranza verso Cina stessa e Russia in cambio di una più decisa convergenza atlantica dell’Ue. A occhio dovrebbe esserci anche un precursore per riportare Londra entro il mercato europeo via trattato economico. In queste possibili mosse la convergenza di Roma è vitale per Berlino e forse per questo Parigi ha voluto accelerare il Trattato del Quirinale. Ma non ha ottenuto un testo troppo condizionante e Roma ha mani abbastanza libere: ha l’opportunità di monetizzarle e dovrebbe.

(c) 2022 Carlo Pelanda
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