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Carlo Pelanda: 2020-10-5L' Arena,
Giornale di Vicenza,
Brescia Oggi

2020-10-5

5/10/2020

C’è incertezza ma andrà bene

L’incertezza economica è aumentata nella scorsa settimana. Nelle prossime lo farà ancora, interrompendo la ripresa, oppure si ridurrà?

L’ondata epidemica nel mondo porta la probabilità di sua soluzione dai primi del 2021 a dopo la metà dell’anno, deludendo le attese di molti. Il pilastro del mercato globale, l’America, traballa. Non solo perché ambedue i candidati presidenziali mostrano gap di affidabilità, ma perché c’è il timore di un eccesso di conflittualità tra democratici e repubblicani che blocchi gli stimoli alla ripresa. Nell’Ue sono emersi segnali che rendono probabili complicazioni nel processo di approvazione del Recovery Fund. Così come nella Bce inizia una reazione rigorista alla politica di liquidità illimitata che finora ha salvato il sistema. In Italia, come altrove, le banche temono un’ondata di fallimenti e quindi di insolvenze quando finiranno i sostegni statali (garanzie) e alcune hanno smesso di prestare. Quotidianamente le persone sono bombardate da allarmi ansiogeni non ben calibrati in materia di epidemia. Quasi tutta l’Europa è sottoposta a bombe d’acqua, dovute al cambiamento climatico che aumenta le masse di vapore in atmosfera, che superano le difese contro le alluvioni, con catastrofica evidenza in questi giorni in Italia e Francia. Ma la Commissione e i governi insistono a mettere in priorità la decarbonizzazione (auto elettriche, ecc.) invece che il rafforzamento di tale difese, sconcertando. In sintesi, i mercati stanno perdendo fiducia. Ma vedranno che comunque la crisi epidemica sarà risolta, che l’America tra poco si stabilizzerà, che le Banche centrali sono preparate a fornire extraliquidità fino a quando servirà, i sussulti rigoristi minoritari in tali istituzioni. I governi sono sì lenti nell’apprendimento sul come gestire un’emergenza, ma, pur in ritardo, poi ci riescono. Pertanto ci sono più motivi per l’ottimismo che per il pessimismo. Ma sarebbe rassicurante che quello italiano chiedesse all’Ue, in relazione agli investimenti per l’ambiente, di poter allocare spesa per la sicurezza del territorio con priorità almeno pari alla decarbonizzazione.

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