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Carlo Pelanda: 2020-7-10Milano Finanza e Italia Oggi

2020-7-10

10/7/2020

Il governo spieghi perché non ricorre al prestito irredimibile

Chi scrive sta studiando da anni un modello di “sovranità convergenti e reciprocamente contributive” da applicare all’Ue che resta a guida intergovernativa, con un destino confederativo incerto, ma che ha bisogno di un’architettura più compatta. Questa sarebbe un passo intermedio tra convergenza comunitaria e formazione di una vera e propria Unione, considerando che questa è stata troppo anticipata nel 1992, così come l’euro. Il punto: tale strumento intermedio deve tener conto del principio di sussidiarietà imposto dalla Germania come condizione per accettare la sostituzione del marco con l’euro: ogni nazione deve mettersi in ordine da sola e solamente in casi eccezionali può intervenire il livello europeo, con condizioni. Con questo in mente, emerge una domanda in relazione al Recovery Fund: sta veramente Roma facendo tutto il possibile con mezzi sovrani per rimettersi in ordine e così ridurre il fabbisogno di aiuto esterno e il rischio di generare divisioni intraeuropee nonché reputazionale? Dovrebbe, per euroconvergenza, ma bisogna valutare se ha i mezzi.

Ne ha almeno due che sono stati ignorati dal governo pur essendo stati proposti da fonti tecniche autorevoli. Il prestito irredimibile a lunghissimo termine e la trasformazione dei Diritti speciali di prelievo presso il Fmi in liquidità, ambedue azioni non classificabili come debito. Poi ce ne è un terzo di valore consolidante prospettico: un’operazione patrimonio pubblico contro debito che ne riduca una parte consistente. E’ incomprensibile, in particolare, che non ci sia valutazione pubblica del prestito irredimibile, come annotato da Paolo Panerai, dopo che l’Austria ne ha lanciato uno a 100 anni per due miliardi ottenendo richieste 10 volte maggiori. Ad occhio, l’Italia potrebbe lanciarne uno dai 60 ai 100 miliardi, non classificabili come debito. L’indifferenza del governo è motivata da una preoccupazione di concorrenzialità tra emissioni di debito e questo tipo di titoli a scapito delle prime? Se così, tecnicamente non è difficile evitarlo. C’è paura che il mercato non compri i titoli irredimibili? Di fatto questi sono una forma di moneta ad elevata liquidità carica di rendimento e possono essere disegnati per attrarre fondi pensione, assicurazioni ed anche privati, considerando la possibilità di trasferirli ereditariamente senza tasse. Se in quantità di decine di miliardi emergerebbe un problema di massa monetaria anomala? Improbabile. In conclusione, il governo deve spiegare perché rifiuta il ricorso a soluzioni sovrane non eurodivergenti. Anche per evitare sospetti pesanti sul suo operato.

(c) 2020 Carlo Pelanda
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