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Carlo Pelanda: 2020-6-12Milano Finanza e Italia Oggi

2020-6-12

12/6/2020

Preparare la dedebitazione mentre si aumenta il debito

La Bce è credibile come garante degli eurodebiti pubblici attraverso il loro acquisto perché tale postura è necessaria non solo per la stabilità tecnica dell’Eurozona, ma anche per quella politica. Se la Bce non emulasse la sovranità monetaria delle nazioni, queste dovrebbero richiederla indietro per salvarsi, sfasciando l’eurosistema e l’Ue. Inoltre, la Bce non potrebbe essere così espansiva se non avesse ricevuto una via libera riservato da Berlino il cui centro strategico vede il mantenimento della centralità in una Ue integra come condizione di miglior vantaggio per la Germania nel contesto globale. In sintesi, certamente la Bce continuerà a comprare la quantità di extradebito che servirà per contrastare l’emergenza, ma per quanto tempo e in quale volume la terrà in bilancio, sterilizzandola? Tecnicamente, il volume di debito assorbibile nel bilancio di una Banca centrale è molto ampio, ma la sua temporalità trova limite quando il rigonfiamento produce distorsioni, in particolare inflazione o tassi troppo negativi. L’Italia potrà arrivare ad un debito verso il 160% del Pil senza problemi? La politica pare crederci. Vede la Francia bisognosa tanto quanto l’Italia e la Germania, passata dal rigore al ricorso al debito a seguito della recessione, non stringente. Ma non vede che, nonostante la garanzia totale della Bce, lo spread resta alto: il mercato non ci crede. Infatti nel 2023 ci potranno essere i primi segnali di distorsione e l’Italia potrebbe dover gestire un problema di contrasto alla percezione di insolvenza.

Il punto: bisognerebbe pensare già adesso ad un’operazione “patrimonio pubblico contro debito”, tecnicamente non recessiva, per evitare il drenaggio anti debito forzato del patrimonio privato, questo depressivo. L’opzione: censimento del patrimonio pubblico disponibile nazionale e locale; suo impacchettamento in un Fondo di bilanciamento (Fib) di proprietà statale, ma con status privato; vendita da parte dello Stato di tale patrimonio al Fib che lo paga con obbligazioni aventi come sottostante il rendimento del patrimonio stesso; pagamento parziale dei titoli di debito a maturazione con tali obbligazioni e conseguente riduzione del fabbisogno di rifinanziamento. In tal modo il taglio del debito potrebbe essere tra i 200 e i 400 miliardi, sufficienti per un impulso alla ripresa, togliendo un peso al bilancio statale, per ridurre il rischio Italia e per ottenere un beneficio reputazionale e di forza negoziale nell’Ue. Poiché ci vuole almeno un biennio per organizzare l’operazione detta, o simili, il progetto dovrebbe essere avviato subito.

(c) 2020 Carlo Pelanda
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