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Carlo A. Pelanda
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Carlo Pelanda: 2019-10-4Milano Finanza e italia oggi

2019-10-4

4/10/2019

La potenza tecno-militare cinese è ancora in gap

Parecchi analisti, scossi dall’esibizione di potenza fatta da Pechino in occasione delle celebrazioni per il 70° anniversario del regime comunista, hanno chiesto a questa rubrica di scenari se la Cina abbia raggiunto o meno la capacità di reggere un confronto militare con gli Stati Uniti e le conseguenze per i mercati. Ovviamente si tratta di una valutazione difficile, ma è rilevante tentare delle ipotesi.  Nel 1994-95 l’Ufficio scenari del Pentagono (Net Assesment) stimò che nel 2024 la Cina avrebbe raggiunto la capacità economica e tecnologica per poter sfidare militarmente il potere statunitense, in particolare nel Pacifico, e raccomandò un programma di investimenti per mantenere la superiorità strategica. L’Amministrazione Clinton, ai tempi, aprì alla Cina, ma anche diede luce verde a tale proposta. Parte di questi fu dirottata su spesa militare tradizionale da parte dell’Amministrazione Bush con la priorità degli ingaggi in Afghanistan e Irak. L’Amministrazione Obama, poi, ridusse gli investimenti in superiorità esospaziale. Ma comunque restò finanziato un numero sufficiente di programmi che permettono di ipotizzare il mantenimento della superiorità militare statunitense e di stimarlo in circa “15-20 anni tecnologia” sulla Cina per il dominio aereo e dei mari nonché sul piano dei sistemi antimissile e armi ad energia. C’è un interrogativo sulla superiorità esospaziale e robotica, che è un punto cruciale per il nuovo tipo di guerra, ma dal 2017 l’Amministrazione Trump ha messo in priorità una spinta ulteriore in tali settori. In sintesi, ci sono elementi di analisi sistemica che indicano la persistenza di un gap militare della Cina pur questa avendo fatto passi da gigante nel settore.

 Ma potrà superare l’America? Come indizio si può prendere la ricerca di tecnologia esterna non prodotta internamente. I contratti fatti recentemente con la Francia per la fornitura di tecnologia nucleare, aerospaziale e satellitare – a cui, per inciso, l’Ue dovrebbe dare un’occhiata per valutarne il rischio geopolitico e di concorrenza – fanno intendere un gap nella concezione e realizzazione di grandi sistemi. Pertanto è probabile che la Cina non sfiderà militarmente l’America, pur tentando di mostrare che potrebbe farlo, e ciò mette un limite nel conflitto tra i due che permette ai mercati di non scontare il rischio bellico. Va aggiunto, però, che la competizione di superiorità tra i due è una leva formidabile di sviluppo tecnologico con ricadute civili che potrebbero rendere rapidamente obsoleta tutta l’industria europea, tema che merita più attenzioni

(c) 2019 Carlo Pelanda
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