ENGLISH VERSION


 VITA
  Biografia     Gallery     Interviste     Premi     CPTV

 PUBBLICAZIONI

  Libri
  Saggi
  Ricerche
  Articoli dal 1998

 LETTERE

  Scrivi a CP
  Leggi le lettere
  Archivio

 CERCA


Carlo A. Pelanda
menu
fb Tw g+ print

Carlo Pelanda: 2018-7-20Milano Finanza e italia oggi

2018-7-20

20/7/2018

E’ ora per l’Ue di aiutare l’America in difficoltà

L’America ha una collocazione internazionale ormai insostenibile. Da un lato, resta il guardiano della sicurezza mondiale e la locomotiva del mercato globale. Dall’altro, il suo potere militare, pur superpotenza, è troppo piccolo per presidiare un mondo più complesso. Inoltre, il suo deficit commerciale non può continuare a reggere i modelli economici trainati dall’export adottati da quasi tutte le nazioni del pianeta. Tale deficit è bilanciato da un flusso di ritorno dei dollari, ma l’impatto concorrenziale esterno è impoverente. Il problema fu chiaro già nel 1973 quando Kissinger cercò di passare dalla gestione singola del globo ad una condivisa con gli alleati. Ma Germania e Giappone rifiutarono sia maggiori impegni militari sia la liberalizzazione dei loro mercati interni per spingere la crescita interna e così rendere i loro sistemi locomotive ausiliarie per ridurre lo sforzo di quella statunitense. La questione è rimasta irrisolta. Alla fine l’elettorato si è ribellato, aderendo all’offerta di Trump di riorganizzare le relazioni con il mondo a favore dell’America sfruttata e imbrogliata. Questi sta cercando di farlo, ma è incastrato in missioni di presidio che non può abbandonare senza provocare una destabilizzazione globale, come ha fatto Obama, e nemmeno gestire perché l’arsenale non permette di combattere due guerre in contemporanea. I nemici ne annusano la debolezza, evitano il confronto per evitare colpi di coda, e agiscono convinti che alla fine il potere americano si ridurrà, dando spazio a nuove ambizioni. Gli alleati lo stesso. Più Trump lo percepisce, più si innervosisce, agendo in modo erratico. Molti analisti e politici francesi e tedeschi ritengono che sia il momento giusto per staccare l’Ue dagli Stati Uniti e praticare una strategia G5 +1 con inclusione di Tokyo, aggiustamento con Londra – che resterà a metà dell’Atlantico - ed esclusione, pur lenta, di Washington. Ma sarebbe un errore gravissimo perché il declino del pilastro dell’ordine mondiale sarebbe globalmente destabilizzante. Inoltre, pur cedente, l’America avrebbe ancora la forza di spaccare l’Ue. La soluzione stabilizzante, invece, è ricostruire l’alleanza del G7, cioè una Nova Pax con scala tale da poter sostituire la Pax Americana senza togliere agli Stati Uniti lo status di prima potenza pur in una maggiore condivisione delle scelte. In sintesi, l’America va aiutata per nostro interesse. Il primo passo di questa strategia è definire un luogo dove possa iniziare il ripristino della fiducia tra America ed Ue e Conte potrebbe proporre Roma nel prossimo incontro con Trump.

(c) 2018 Carlo Pelanda
FB TW G+

(c) 1999 Carlo Pelanda
Contacts: public@carlopelanda.com
website by: Filippo Brunelli