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Carlo A. Pelanda
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Carlo Pelanda: 2017-9-26La Verità

2017-9-26

26/9/2017

Il voto tedesco indebolisce Germania e Francia

Dopo il voto tedesco, la politica italiana deve prepararsi a cambiamenti nello scenario europeo. Ci saranno nuovi sia problemi sia opportunità. Per stimolare in tempo utile il pensiero politico italiano, mediamente di raggio corto, ad attivamente minimizzare i primi e a cogliere le seconde, è utile formulare delle ipotesi di scenario strategico prima che si chiarisca la vera portata del cambio di linea del futuro governo Merkel.

Chi ha subito la peggiore sconfitta nelle elezioni tedesche è Macron. Nel caso probabile di una maggioranza al Bundestag composta da Cdu-Csu, liberal-nazionalisti del Fdp e Verdi, il governo Merkel dovrà trovare una linea di compromesso tra “germanismo” ed europeismo che dovrà concedere più spazio al primo, anche per il timore dei democristiani di non riuscire a fermare il salasso di voti andati a destra. Macron sta preparando un progetto dove la diarchia franco-tedesca dovrebbe produrre un passo in avanti nell’integrazione europea, in particolare attraverso la creazione di una funzione di politica economica comune. In realtà la strategia di Macron è quella di forzare la Germania a cedere un po’ di sovranità alle istituzioni europee allo scopo di pareggiare in tal modo il gap di potenza tra le due nazioni ora tutto a favore di Berlino. Merkel ci tiene a mantenere la diarchia con Parigi perché le permette un dominio incontrastato sul resto dell’Europa e potrebbe concedere a Macron un’apparente parità di comando sulle istituzioni europee un po’ più confederalizzate per mantenerlo. Ma i liberal-nazionalisti al governo non vorranno cessioni di sovranità a un agente europeo e manterranno la Francia in una posizione secondaria, concedendole qualcosa, ma non quello che l’intento macroniano-neogaullista, cioè usare l’Europa come moltiplicatore globale della piccola potenza nazionale francese, vorrebbe. La Germania tenterà di creare uno “spazio tedesco” di dominio diretto non in condivisione con la Francia. Per esempio, quando il liberal-nazionalista Genscher fu ministro degli Esteri, Berlino si mise riservatamente d’accordo con il serbo Milosevic per spaccare la Jugoslavia allo scopo di prendere il dominio diretto di Slovenia e Croazia – anche su pressione austriaca e bavarese – lasciando in cambio che si creasse una grande Serbia, con soddisfazione di Mosca. Gli americani dovettero prendere il controllo della Slovenia per bloccare il disegno. Berlino non farà più azioni così destabilizzanti, ma certamente cercherà uno spazio di dominio non più condiviso con la Francia. E anche sulla difesa europea è probabile che la Germania non lasci il primato all’industria militare francese. Divertente, ma attenti i fornitori italiani, un probabile sviluppo più rapido verso l’auto elettrica dell’industria tedesca come contentino ai Verdi.   

Per l’Italia il problema sarà quello di non poter contare su un ammorbidimento della Germania in materia di riduzione del debito ed equilibrio contabile che Merkel stava cominciando a considerare. L’Italia dovrà mettersi in ordine in modo sovrano e tempi rapidi: l’indebolimento della pragmatica Merkel trasferisce alla politica italiana un maggiore sforzo di riordinamento nazionale. E questo è un grosso problema. Ma poiché la Germania non vorrà dare più forza alle istituzioni europee, allora queste potranno difendere meglio l’Italia dai tedeschi se il nuovo governo italiano sarà abile. Infatti, la svolta germanista si basa su un’idea di forza prevalente della Germania, ma non ne crea di nuova, anzi. E questa è un’opportunità perché l’Italia potrà prendere un profilo (tattico) più europeista allo scopo di delegittimare la Germania, azione favorita dai toni di “orgoglio tedesco” adottati dalla parte “revisionista” di Alternativa per la Germania. In sintesi, cara Germania: se rompi troppo le palle ti imputo di nazismo e risollevo la secolare questione tedesca, incentivando la Francia a fare lo stesso, i polacchi a nozze, Trump in solluchero, ecc. Il punto: l’aver la Cdu-Csu e i socialdemocratici lasciato troppa gente con salario insufficiente e troppi immigrati insidiare le donne tedesche, ha creato una reazione germanista di entità tale da compromettere il modo morbido con cui l’astuta Merkel stava costruendo il Reich. Il rinascere della questione tedesca è un’enorme opportunità per l’Italia: ricattare o appoggiare Francia e Germania, a seconda dei vantaggi di contingenza, in quanto il suo posizionamento sarà più importante per ambedue. In perfetto stile europeo, ricordando che l’Europa nasce e resta un’alleanza tra nemici e non tra amici. Ovviamente con granu salis perché la Germania è il primo partner commerciale dell’Italia e l’euro rischia di traballare sul serio, l’Italia troppo indebitata non ancora pronta per altre monete. Intanto propongo questi spunti per sollecitare la politica italiana a pensare in modi nuovi e attivi, che poi approfondiremo quando l’indebolimento della Germania sarà meglio precisabile.

(c) 2017 Carlo Pelanda
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