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Carlo A. Pelanda
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Libero

2010-11-30

30/11/2010

Perché Finmeccanica è sotto attacco esterno

Il libero mercato globale sostenuto dall’impero americano liberalizzante non c’è più. Le nazioni occidentali sono tutte in guerra economica tra loro con strumenti di influenza segreta, l’America da Impero diventata regno aggressivo tra gli altri, anche l’Italia in attacco e difesa. E’ un sofferenza per un liberista doverlo registrare, ma è la realtà. Le potenze economiche emergenti sono guidate da regimi autoritari (Cina) o statalisti (Russia, Brasile, ecc.) che pretendono un accordo tra governi, con scambio geopolitico, per qualsiasi affare di certe dimensioni e ciò acuisce il fenomeno. Procedura che è prassi in decine di altri mercati minori, ma sempre più importanti per le nazioni che devono cercare più crescita via export. Al punto che l’economia internazionale non è più oggetto di studi economici normali, ma di quelli di “geopolitica economica” di cui in Italia sono maestri il generale C. Jean e l’economista P. Savona, chi scrive loro allievo perché trovatosi periodicamente, nel passato, al servizio dell’interesse nazionale italiano in tale materia. Questa esperienza mi permette di individuare un attacco in corso contro l’Italia e di ipotizzare chi lo fa, perché e come.

Il bersaglio principale è Finmeccanica. Lo scopo è quello di destabilizzarne il vertice perché ha dimostrato la capacità, dal 2003, di trasformarsi “da preda in predatore”, da fornitore di componenti ad integratore di sistemi, nei settori dell’industria della difesa e dei grandi sistemi tecnologici. Questa trasformazione ha creato un nuovo competitore mondiale che interferisce con gli interessi di molti, francesi, americani e tedeschi in particolare. Dai primi anni ’90 Parigi persegue la strategia di dominare il mercato italiano per bilanciare l’emergere della superpotenza tedesca. In particolare, cerca l’acquisizione del settore militare di Finmeccanica per creare un sistema industriale francesizzato primo per scala in Europa. Quando, tra il 2003 ed il 2006, Guarguaglini acquisì a sorpresa settori chiave dell’industria militare inglese (elicotteri, elettronica) rendendo Finmeccanica un gigante globale, in alcuni settori più grosso dei concorrenti francesi, Parigi dovette accettare un compromesso di equilibrio. Ma mai rinunciò alla strategia originaria. Recentemente, la Francia ha trovato nuovi motivi per aumentare la pressione: contenere Finmeccanica nel Mediterraneo occidentale, imporre all’Italia la tecnologia nucleare francese, cosa in contrasto con precedenti relazioni contrattuali tra aziende del gruppo Finmeccanica ed americane, nonché giapponesi, indebolirla in Russia perché nuova area prioritaria di penetrazione per Parigi. Ma anche aziende statunitensi, da un paio d’anni, vogliono ridurre la competitività di Finmeccanica sia in America sia nei mercati terzi e premono sui loro politici affinché le aiuti. Va detto che altre, partner con loro vantaggio degli italiani, aiutano a contenere questa pressione. Ma l’Amministrazione Obama vorrebbe un’Italia meno autonoma nelle relazioni con la Russia e Paesi islamici e tende a contrastare le operazioni di Finmeccanica quando sono veicolo o motivo per il loro consolidamento. In sintesi, Francia ed America sarebbero felici se Finmeccanica fosse meno capace. Lo sarebbe anche la Germania in competizione con l’Italia per la penetrazione commerciale nei Balcani, in Russia, Turchia e altrove. In particolare, vorrebbero l’allontanamento dell’attuale vertice per sostituirlo con uno addomesticato o meno aggressivo. La Francia amerebbe anche lo spacchettamento del gruppo italiano per prendersi qualche azienda chiave per la sua strategia. Non è un attacco pianificato “a freddo”. Quando è avvenuto un incidente legale nei dintorni di una della aziende del gruppo italiano, con la potenzialità di coinvolgere mediaticamente persone vicine al vertice, gli analisti dei sistemi di intelligence delle nazioni competitrici hanno visto l’opportunità di amplificarlo per ottenere lo scopo. I governi, o solo uno di essi, hanno attivato le loro reti di influenza in Italia e l’amplificazione è avvenuta via agenti consapevoli capaci di reclutare risorse inconsapevoli, per esempio stampa già ingaggiata nell’offensiva interna antiberlusconiana. Il tutto favorito da una divisione entro il governo tra chi è incline ad uno scambio con i francesi e chi, invece, vuole tutelare la nostra sovranità. Ma come difenderla? Ricompattando il governo ed avvertendo i lettori cosa ci sia dietro alle cronache su Finmeccanica.

(c) 2010 Carlo Pelanda
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