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Carlo A. Pelanda
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il Giornale

2006-2-6

6/2/2006

La realtà sotto le vignette

Nota: di questo articolo è apparsa, per errore, una versione diversa sulla pagine dei commenti de il Giornale, 6-2-2006. Quella che segue è la versione originale.

La questione delle vignette è stata troppo “intellettualizzata” dai commentatori che la hanno elevata a problema di scontro tra civiltà, rispetto del sacro, ecc. Temi rilevanti, ma che sono astrazioni sopra la questione. Vediamo, invece, cosa c’è sotto.      

L’indignazione dei musulmani non è stata spontanea, ma fomentata per motivi strumentali. Da chi? L’Iran è impegnato in una difficile partita per riuscire a farsi le bombe atomiche evitando, domani, il boicottaggio economico, e dopodomani una guerra preventiva. Perché vuole la bomba? Per affermare la propria leadership su tutto l’Islam imponendo la propria variante teocratica/spiritualista. Iniziativa, per altro, generata non da visioni mistiche, ma da necessità concretissima: l’ala estrema del regime, in crisi, gioca la carta della mobilitazione verso l’esterno per comprimere i moderati islamici e laici che sono la maggioranza della società iraniana. In relazione a questo obiettivo di fondo, ed a quello contingente, Teheran ha  interesse a dimostrare la capacità di mobilitare le folle anche fuori dall’Iran per dissuadere gli occidentali: se premete contro di noi vi scateneremo addosso non solo la nostra forza nazionale (non disprezzabile) ma tutto l’Islam. In breve, di vignette considerabili blasfeme da un musulmano rigorista ne escono tante, continuamente, dappertutto, ma quelle pubblicate prima da un periodico danese, poi ripubblicate da norvegesi, francesi ed altri per solidarietà contro le minacce di ritorsione, sono venute al momento giusto. Teheran ha detto alla satellite Damasco di fare un po’ di fuoco, Hezbollah filoiraniani lo hanno acceso contro i danesi a Beirut. Il cui Primo ministro, correttamente, ha dichiarato: “questi vandalismi non hanno nulla a che fare con l’Islam”, cioè con la questione delle vignette. Appunto. Hamas, sostenuta da Teheran, ha fatto polvere, ma senza fuochi per non perdere i soldi della Ue. Quasi ridicolo nella tragedia del terrorismo, jihadisti sunniti e anti-iraniani, come Osama bin Laden e decine di altri gruppi, sono in concorrenza con Teheran per la leadership del progetto di “orgoglio islamico” e costruzione del Grande Califfato e stanno valutando cosa fare: unirsi agli odiati fratelli sciiti o astenersi. Probabilmente aspettano di vedere se la mobilitazione stimolata dall’Iran riesce a far presa sul pubblico islamico più ampio. I leader dei regimi moderati - Giordania, Turchia, Egitto, Pakistan, ecc. – temendo questa possibilità si uniscono al coro di indignazione per le vignette in modo da non renderla pericolo di destabilizzazione per loro stessi. I governi occidentali cercano di calmare le acque proprio per questo. Il Vaticano, comprensibilmente, ancor di più per evitare di farsi bruciare le chiese nell’area musulmana. Questi i fatti. Passiamo alle valutazioni. I governi occidentali fanno bene a sedare la questione per i motivi detti. Ma c’è il rischio che la risposta debole venga percepita dagli strateghi dello jihadismo islamico sia iraniano sia sunnita come segno di arrendevolezza dell’Occidente. Cosa che potrebbe incentivarli ad osare di più, a cercare altre scuse di mobilitazione islamica, per eccitare strumentalmente le folle ed usarle a fini offensivi o destabilizzanti. Tale problema si può  risolvere, in parte, dando risposte durissime a Teheran. E pare che così sarà. Ma resta un’altra parte irrisolta. Se l’Europa non mostra solidarietà ai danesi, ed altri oggetto di ritorsione, darà due segnali sbagliati a tutti i soggetti islamici, non solo a Teheran, comunque interessati a trarre vantaggio dalle nostre debolezze, compresi i musulmani immigrati: (a) di fatto riconosce, per paura, la legittimità della variante estrema dell’Islam; (b) quando attaccata non riesce a far corpo unico. Questa è la montagna sotto le vignette. Pur comprendendo la prudenza degli eurogoverni e la priorità di non estendere a tutto l’Islam la guerra di civiltà che una sua metà ci sta portando, dobbiamo trovare un modo per segnalare con determinazione assoluta il limite della nostra tolleranza e la nostra coesione nel combattere chi lo supera. Mentre ci pensiamo, per favore, almeno guardiamo e commentiamo realisticamente  cosa c’è sotto la questione delle vignette.

(c) 2006 Carlo Pelanda
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