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Carlo A. Pelanda
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Il Tempo

1997-2-21

21/2/1997

Il danno e la beffa

Successi del governo Prodi? "Stato sociale delle opportunità"? Oltre al danno è la beffa. I comunisti del PDS si distinguono da quelli di Rifondazione solo per un dettaglio. I secondi credono che la terra sia piatta. I primi si sono accorti che non lo é, dopo anni di sofferta riflessione, ma non piace loro che sia tonda: deve essere quadrata. E tutta la loro offerta ed identità politica consiste nel tentare di quadrare il cerchio.

Il cerchio é la realtà che richiede la liberalizzazione e la sostituzione totale dello Stato assistenziale. Su questo i comunisti vogliono imporre un quadrato che permetta loro di mantenere lo statalismo finanziandolo con i proventi del mercato. La "svolta copernicana" dei comunisti non é di sostanza, ma di necessità tattica. Lo statosocialismo non riesce a finanziare le sue promesse redistributive. Quindi il problema dei comunisti é quella di non poter mantenere un'offerta politica di assistenzialismo e dirigismo collettivista che é l'interesse di circa 1/3 della società italiana, la parte meno produttiva. Hanno quindi deciso di sposare, a parole, il mercato per costringerlo a finanziare con alte tasse la conservazione della dittatura statosocialista e, quindi, il loro potere sia personale che di partito. Di fatto vogliono nutrire gli improduttivi facendo pagare un'alta dogana ai produttivi (la maggioranza sociale del Paese). E gli sta riuscendo perché nonostante il fallimento delle loro idee tecniche sono capaci di essere competitivi sul piano di quelle morali. Chi non si commuove di fronte a parole d'ordine quali eguaglianza, solidarietà, aiutare i poveri, ecc.? Io ed invito tutti i libersiti a non cadere nella trappola moralista. Per due motivi. Primo, l'evidenza fattuale degli ultimi 50 anni mostra che comunismo e statosocialismo producono povertà ed ineguaglianza. Secondo, il liberismo, invece, mostra di essere in grado di generare molto meglio un capitalismo di massa e, con questo, una certa eguaglianza delle posizioni individuali nella società. Non é certo perfetto, ma il liberismo é la teoria più potente ed efficace che la storia abbia finora elaborato. E invece di mobilitare un grande Paese come l'Italia per scrivere una teoria più socialmente raffinata del liberismo, ci troviamo dei parassiti morali ed economici che ci impongono di finanziare la continuazione del fallimentare statosocialismo. Non lo accetto né intellettualmente, per amore della verità, né politicamente, per amore dell'Italia.

Scendo più nei fatti. Visco, comunista, studia una semplificazione fiscale (l'Irep) che in realtà serve ad aumentare le tasse senza farlo apparire. La "dual income tax", poi, penalizza l'assunzione di rischio che é tipica dell'impresa capitalista sovratassando chi dal rischio ricava con successo un guadagno maggiore del normale. Bassanini, comunista, ha elaborato una riforma dell'amministrazione pubblica che sposta gli impiegati, ma ne evita la riduzione in una situazione in cui é necessario tagliare la spesa pubblica improduttiva allo scopo di ridurre le tasse e liberare capitale per gli investimenti. Berlinguer, comunista, fa un riforma della scuola che la statalizza e burocratizza ancor di più sottoponendola più strettamente al dirigismo politico. Va notato che queste pseudoriforme sono presentate come grandi esempi di riformismo e modernità. La beffa.

Il danno. Il governo ha cercato il risanamento finanziario a scapito dell'economia reale. Per forza che scende l'inflazione. Hanno fatto un massacro. E' banale abbassare i prezzi soffocando l'economia. Dovrebbero vergognarsi nel presentare come successo quello che in realtà é un massacro sociale. C'é un altro modo per governare, più serio ed efficace. Si usano contemporaneamente diverse leve di governo. Si defiscalizza per fare crescita, si deregolamenta per rendere flessibile il mercato del lavoro. La crescita poi assorbe la disoccupazione e coloro che devono abbandonare gli insostenibili lavori protetti e mettersi sul vero mercato. Dando al sistema un assetto di forte crescita (per l'Italia é possibilissimo) poi si passa alla riforma dei costi dello Stato ed alla riduzione progressiva del debito avendo i soldi per finanziare il cambiamento senza far male a nessuno. Così si fa. Ma i comunisti non sanno neanche cosa sia lo "Stato della crescita" e questo metodo di governo. Vi propongono lo "Stato sociale delle opportunità" che non vuol dire assolutamente niente se non più tasse che soffocheranno la crescita per finanziare un elettorato di passivi e improduttivi.

Ecco il nuovo comunismo. Ed é ancora più pericoloso del vecchio perché reagisce al proprio fallimento tecnico producendo una maggiore capacità strategica di dominare egemonicamente il linguaggio del bene. Sappiatelo, l'unica rivoluzione comunista é quella di travestire il male di bene. E' molto chiaro, quindi, cosa dovrà fare la nostra.

(c) 1997 Carlo Pelanda
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