eurogoverno economico oppure una politica monetaria che prenda rischi di inflazione, ambedue opzioni non volute dalla Germania. Pertanto la probabilità di dissoluzione dell’euro dipende dalla capacità di Berlino di trovare una soluzione che la consenta di mantenere il modello attuale. E’ l’opzione più conveniente per la Germania perché le permette di essere potenza dominante, di castrare la concorrenza  intraeuropea e preservare il consenso interno. Ma deve trovare un trilione di euro, fuori dai bilanci degli Stati, per evitare che la crisi dei PIGS travolga tutto. L’integrazione europea non è conveniente perché le toglierebbe lo status di potenza dominante e la possibilità di fare G3 con Usa e Cina. Restringere il perimetro dell’euro ai paesi centroeuropei, lasciando che i PIGS tornino alle monete nazionali, o uscire dall’euro tornando al marco, sarebbero ambedue strategie sucide.  Porterebbero una concorrenza valutaria all’industria tedesca tale da metterla in ginocchio e il depotenziamento della Germania. Berlino, per preservare potenza e privilegi geoeconomici, non potrà far altro che scegliere la continuità sostenendola con trucchi. Infatti li sta già applicando, dando segretamente alla Bce il permesso di stampare 1 trilione per salvare i PIGS e sostituendo Stark con un altro tedesco più flessibile. Divertente, l’euro viene salvato con soldi in nero.      

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Il Foglio

2011-9-13

13/9/2011

Per salvare l’euro la Germania preferisce soluzioni in nero e non in blu

L’euro è stato creato per motivi politici e se si dissolverà sarà per motivi altrettanto politici e non tecnici. L’Eurozona, infatti, ha un volume di risorse ed una varietà di opzioni tali da rendere perfino banale la tenuta finanziaria del debito. Per esempio, se tutte le nazioni conferissero il debito pubblico ad un Tesoro europeo, cedendogli anche la disponibilità proporzionale del loro patrimonio pubblico per operazioni di riduzione del debito stesso, nell’arco di un decennio l’indebitamento dell’Eurozona scenderebbe sotto il 50% del Pil. Il rating sarebbe attribuito all’Eurozona e non alle nazioni, facendo finire l’assurdità di debiti nazionali in stessa moneta con voto di affidabilità diverso. Oppure, per gestire l’emergenza, basterebbe cambiare lo Statuto della Bce dandole, oltre alla difesa contro l’inflazione, anche il mandato di promuovere la crescita e il potere di fare operazioni straordinarie. Basterebbe 1 trilione di euro, una bazzecola, in forma di acquisti dei titoli da parte della Bce e non di soldi presi dai bilanci nazionali, cioè di fatto stampati dalla Bce stessa,  per mettere in sicurezza i debiti dei PIGS oltre che evitare una crisi bancaria. Ma tali soluzioni implicano o la costruzione di un eurogoverno economico oppure una politica monetaria che prenda rischi di inflazione, ambedue opzioni non volute dalla Germania. Pertanto la probabilità di dissoluzione dell’euro dipende dalla capacità di Berlino di trovare una soluzione che la consenta di mantenere il modello attuale. E’ l’opzione più conveniente per la Germania perché le permette di essere potenza dominante, di castrare la concorrenza  intraeuropea e preservare il consenso interno. Ma deve trovare un trilione di euro, fuori dai bilanci degli Stati, per evitare che la crisi dei PIGS travolga tutto. L’integrazione europea non è conveniente perché le toglierebbe lo status di potenza dominante e la possibilità di fare G3 con Usa e Cina. Restringere il perimetro dell’euro ai paesi centroeuropei, lasciando che i PIGS tornino alle monete nazionali, o uscire dall’euro tornando al marco, sarebbero ambedue strategie sucide.  Porterebbero una concorrenza valutaria all’industria tedesca tale da metterla in ginocchio e il depotenziamento della Germania. Berlino, per preservare potenza e privilegi geoeconomici, non potrà far altro che scegliere la continuità sostenendola con trucchi. Infatti li sta già applicando, dando segretamente alla Bce il permesso di stampare 1 trilione per salvare i PIGS e sostituendo Stark con un altro tedesco più flessibile. Divertente, l’euro viene salvato con soldi in nero.      

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