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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2009-7-14

14/7/2009

Perché è urgente (valutare il) il riarmo dell’occidente

Questa rubrica è rabbrividita nel leggere il saggio di Andrew Krepinevich sull’ultimo numero di Foreign Affairs. Nel gioco di guerra “Millennium Challenge” svolto nel 2002, che simulava un conflitto tra Stati Uniti ed Iran, il generale in pensione  Paul Van Riper, Marines, guidava le forze del nemico. Riuscì ad annullare, pur con i mezzi inferiori posseduti dai simil-iraniani, la proiezione di potenza americana. L’arbitro del gioco, stufo di vedere perdere gli statunitensi, sostituì – narra Krepinevich – Van Riper e impose regole favorevoli. Così l’America vinse in un esercizio che doveva testarne la capacità militare. Il brivido dipende dal sospetto che la superiorità strategica statunitense, e di conseguenza quella Nato, non sia più tale. Se così fosse verrebbe a cadere la dissuasione, pilastro centrale della sicurezza perché impedisce ad un nemico di osare o resistere per certezza della sconfitta. Il punto: non ci possono essere dubbi sulla superiorità militare assoluta dell’occidente.

Una nave italiana che rimpatria il nostro contingente in Libano deve avere i mezzi per non essere colpita da un missile cinese manovrato da un Hezbollah come successo ad un battello israeliano nel 2007. Li abbiamo o dovremo trattare con Hezbollah la nostra sicurezza? Riuscirà una portaerei statunitense ad entrare nello stretto di Formosa senza essere affondata dai cinesi? Le basi di Guam e Okinawa sono al sicuro da lanci di missili nucleari? Quanto devono stare al largo le portaerei Nato per essere al sicuro da colpi nemici? E’ il raggio di azione degli aerei imbarcati è calibrato con tale distanza? Le reti satellitari che danno la superiorità informativa sono ben protette, integrabili velocemente in caso di vuoti? Un civile non lo può valutare, ma può misurare la velocità di diffusione della tecnologia nei paesi emergenti. E’ tale da rendere probabile che questi siano in grado di impedire la proiezione di potenza americana ed occidentale sul loro territorio anche se non, ancora, di attaccarci. Senza capacità di proiezione il potere navale e spaziale statunitense è nullo a fini dissuasivi. Ciò compromette la sicurezza degli alleati. Questa rubrica raccomanda: (a) l’urgente valutazione dei requisiti di riarmo, con l’obiettivo di lasciare dietro di almeno un secolo/tecnologia qualsiasi competitore e di costruire un progetto integrato dell’alleanza per compensare i minori soldi disponibili all’America inguaiata; (b) un nuovo Libro bianco della Difesa italiana che risponda ai dubbi qui espressi, almeno tanto serio quanto quello del 1985 che avviò l’eccezionale riqualificazione delle nostre Forze Armate.

(c) 2009 Carlo Pelanda
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