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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2009-3-10

10/3/2009

Perché più libertà economica in Italia sarebbe la miglior soluzione anticrisi

Il buon segnale nella crisi che sta arrivando alla fase di massimo impatto è che la società tende ad avere una reazione attiva e non passiva. Tale fenomeno è molto visibile in America ed in Cina, parecchio in Italia, meno nell’Europa settentrionale e in Giappone perché società con cultura di minore autonomia individuale. E’ predetto dagli studi sulle emergenze di massa: la reazione più probabile di una popolazione esposta ad un pericolo (non bellico e visibile) è di tipo attivo, auto-organizzativo e solidale. Il punto. In Italia, per la natura della popolazione, il potenziale auto-organizzativo appare massimo, ma compresso da vincoli regolamentari. Pertanto questa rubrica raccomanda al governo italiano di aumentare i gradi di libertà nei comportamenti economici di individui ed imprese per favorire l’auto-aggiustamento sociale all’impatto. Suggerimenti.

(Occupazione). Per ridurre la disoccupazione e, soprattutto, il ricorso al lavoro nero sarebbe utile la seguente norma: “sono ammessi, solo per il biennio 2009-10, contratti triennali di lavoro basati sulla libera volontà delle parti in deroga alle norme vigenti, ma nel rispetto dei requisiti di sicurezza e dignità della persona, con l’unico obbligo di registrazione presso un notaio. Tali contratti sono detassati”. (Credito straordinario). Per compensare il vuoto di credito lo si può liberalizzare a termine, con un norma del seguente tipo.” Le Srl e le Spa possono trasformarsi in fondi di investimento e credito non regolati, per un periodo non superiore ai 5 anni, con divieto di usura e di investimento in Borsa e con tassazione non superiore al 10% del capital gain specifico a consuntivo quinquennale”. Per esempio, cittadini associati mettono insieme i loro soldi e li prestano o li investono in attività e acquisizioni. (Finanza solidale). Le donazioni per fini umanitari fino a 5.000 euro annui sono detraibili dalle tasse personali, fino a 30.000 da quelle sulle imprese. (Connettività). Le iniziative di connessione informativa tra domanda ed offerta di lavoro sono del tutto liberalizzate e detassate per un triennio. (Formazione). Lo stesso per le iniziative di formazione. Poiché tali suggerimenti verranno contrastati dai sindacati e dalla politica che non ha fiducia nella libertà, la rubrica ha cercato di quantificarne gli effetti positivi via simulazione per chiarirli. L’impulso al Pil annuo, dall’entrata in vigore della deburocratizzazione d’emergenza, sarebbe circa dell’1,7%. Tanto. Possibile grazie all’attivismo degli italiani che massimizza la trasformazione del capitale sociale in finanziario. Se date loro libertà.     

(c) 2009 Carlo Pelanda
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