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Carlo A. Pelanda
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La Voce di Romagna

2012-8-7

7/8/2012

La Bce salva l’euro ma non l’Italia

Da un lato, la Bce potrà acquistare titoli di debito,anche in quantità illimitata, delle nazioni in difficoltà o per contagio di sfiducia pur sane (Italia) o per gravi problemi strutturali (Spagna, Grecia). Dall’altro, per farlo, avrà bisogno di una richiesta di aiuto da parte della nazione interessata e della sua disponibilità ad accettare condizioni. Il meccanismo sarà organizzato a settembre e non è ancora chiaro come funzionerà. Il mercato si aspettava un intervento più deciso a garanzia degli eurodebiti ed è rimasto deluso dalla complessità e non immediatezza della formula Bce. Inizialmente ha reagito con esagerazioni negative. Poi, venerdì scorso, gli operatori hanno visto meglio la novità positiva della Bce: se un debito nazionale andrà nei guai lo garantirà. Poi ha potuto osservare un’azione di salvataggio della Grecia da parte della Bce, che non lo ha comunicato proprio per far vedere fatti prima delle parole, in contraddizione con l’idea di lasciar uscire Atene dall’euro. Inoltre, ha notato che l’Eurogruppo ha concesso di usare con flessibilità i 100 miliardi prestati dal Fondo salvastati, inizialmente con l’esclusivo scopo di salvare le banche spagnole, a Madrid che per altro sta trattando riservatamente la procedura di aiuto Bce a settembre. In sintesi, il mercato comincia a credere che in effetti la Bce farà di tutto per salvare l’euro minato dal rischio di insolvenza di parecchi debiti sovrani. Ma in questo scenario si staglia un problema per l’Italia. Se lo spread non scenderà per riduzione dell’effetto contagio, cosa possibile, ma non certa per la grave recessione, Roma dovrà chiedere l’aiuto Bce ed accettare condizioni. Ma quali? Già l’Italia ha messo in Costituzione il pareggio di bilancio entro il 2013, tre anni prima di quanto lo farà Berlino. Già ha accettato un eurotrattato da brivido, se non da manicomio, che le impone di ridurre il debito in modo accelerato. Già ha fatto una riforma delle pensioni che altri europei manco si sognano. Già ha tagliato molta spesa ed altra la taglierà a settembre, senza ridurre le tasse. In sintesi, l’Italia è andata in recessione per aderire in tempi brevi ai requisiti di ordine finanziario. Quali altre condizioni vorrebbe la Bce, dove comanda Berlino, per comprare debito italiano allo scopo di ridurne il costo di rifinanziamento? Evidentemente quella di decidere chi governerà l’Italia per essere certa che farà quello che la Germania vuole. La Bce salverà l’euro, ma cancellando la nostra sovranità democratica? Dobbiamo capire meglio, nel frattempo vigilare.

(c) 2012 Carlo Pelanda
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