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Carlo A. Pelanda
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Libero

2016-1-24

24/1/2016

Non mandate il toscoboy a Berlino senza pistola

E’ un momento delicatissimo per l’Italia perché l’enorme debito e una posizione debole nelle alleanze le rendono difficile perseguire interessi nazionali vitali, mettendo a rischio la sua continuità come potenza industriale, considerando che senza sovranità sufficiente non c’è ricchezza. Parte di tale debolezza è dovuta all’incapacità dei governi dagli anni ’80 a oggi, compreso quello corrente, di riformare il modello economico ed abbattere il debito. Ma una parte rilevante dipende dal mancato adeguamento delle nostre funzioni estere a un mondo che è totalmente cambiato. Semplificando, nel mondo precedente l’Italia poteva ottenere vantaggi da una posizione passiva sotto l’ombrello dell’impero statunitense e della Ue, importando ordine e sicurezza dall’esterno. Ora deve prendere una posizione attiva e sia dotarsi di una capacità di dissuasione, anche nei confronti degli alleati, per avere ciò che le serve sia trasformarsi in esportatore di ordine e sicurezza per avere qualcosa da scambiare. Questo perché nel nuovo mondo “post-post-Guerra fredda” i rapporti tra Stati sono regolati solo dalla forza, reciproca dissuasione, utilità contingenti e accordi basati su tali criteri. In un articolo precedente ho marcato che il governo appare essersi reso conto di questa situazione, evidente dal 2010, e che ha deciso di non seguire la strategia di piegare la testa come quelli Monti, che in parte assolvo perché altro non poteva fare, e Letta. Ma ho anche segnalato che il governo non ha gli strumenti per tenere la testa alta senza che qualcuno gliela tagli. Per tale motivo ritengo utile stimolare strategie più adeguate. Il prossimo appuntamento critico è il bilaterale Germania – Italia di fine mese. La Germania ha l’interesse di comprimere la concorrenza industriale italiana e di evitare che il suo debito, collassando, faccia implodere l’Eurozona, ormai un dominio di Berlino che le permette di trattare come potenza imperiale alla pari con America e Cina. Nelle contingenze ha anche l’interesse a raccogliere flussi di capitale che si muovono per paura in quanto sta perdendo quelli mossi dalla ricerca di remunerazione che comprano bond americani e vendono bund tedeschi: ma la mossa di destabilizzare le banche italiane attraverso una comunicazione “strana” della vigilanza Bce, organismo formalmente autonomo e influenzato da logiche tedesche, è stata virilmente contrastata da Draghi in nome della stabilità complessiva dell’eurosistema, salvando l’Italia da un grave deflusso di risparmio in una situazione di impotenza del governo. Grazie. Ma, al netto di episodi dove Berlino fa gli interessi propri anche a danno degli alleati, in generale c’è uno spazio negoziale di convergenza tra Italia e Germania. Questo, tuttavia, va definito con pistole puntate sotto il tavolo. La Germania ha quella del Fiscal Compact, cioè di un trattato firmato da Roma, ma insostenibile e che precorre un commissariamento. Quale pistola dare a Renzi quando incontrerà Merkel? Minacce di scoperchiare le opacità tedesche, come già alluso dal premier sul piano delle piccole banche tedesche a gestione politica, o di veto su questioni vitali per Berlino? No, le capacità di ritorsione della Germania sono superiori e i veti sono boomerang. Quindi l’unica pistola che vedo è la seguente: (a) colloquio urgente con la Casa Bianca per chiarire e chiudere tutte le divergenze tra America e Italia, in particolare la questione russa; (b) proporre una pressione di Roma per l’accelerazione del negoziato tra Ue e America per la formazione di un mercato integrato euroamericano (TTIP) affinché la bozza sia pronta in forma finale entro il 2016, cosa a cui Obama tiene tantissimo; (c) predisporre un bilaterale tra Italia e Stati Uniti che rinnovi una collaborazione militare rinforzata oltre quella esistente nella Nato; (d) chiedere in cambio a Washington una posizione di sostegno per cancellare il Fiscal Compact e mantenere i limiti doganali europei contro l’export cinese, ambedue interessi vitali per l’Italia, ma solo il secondo interesse per l’America. Proprio per questo dobbiamo dare truppe in cambio di una pressione dissuasiva americana su Berlino, come fece Cavour in cambio dell’aiuto francese contro l’Austria. Se trovate una pistola migliore, mettetela pure in mano al toscoboy, ma se non c’è, e in tempo utile, dategli quella, o simile, qui suggerita: ma non mandatelo a Berlino a ormonare senza pistola. Non possiamo più sbagliare in materia d’interessi nazionali vitali.

(c) 2016 Carlo Pelanda
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