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Carlo A. Pelanda
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Libero

2012-11-20

20/11/2012

Come l’Italia potrà evitare il commissariamento

Dovrà l’Italia chiedere l’aiuto del nuovo meccanismo salvastati (Esm) quando lo avrà fatto la Spagna, molto probabilmente a dicembre? Il governo Monti ha massacrato l’economia ed i contribuenti italiani per evitarlo: il pareggio di bilancio entro il 2013 è il punto chiave per rendere credibile che l’Italia sarà capace di ripagare il suo debito. Ma la scelta di perseguirlo aumentando il drenaggio fiscale invece che tagliando più spesa pubblica e tasse ha generato un impatto depressivo che ridurrà il gettito nel prossimo anno e impedirà il pareggio stesso. Le negazioni di questo problema da parte del governo non sono credibili, così come le sue stime troppo ottimistiche sull’andamento del Pil 2013: infatti il governo sta preparando una tassa patrimoniale “generalizzata”, cioè con prelievo anche dei risparmi, per coprire l’eventuale buco. Ma gli attori di mercato, che comprano il nostro debito e ne determinano il prezzo in base all’affidabilità, sono in una posizione di scettica attesa proprio perché il pareggio attraverso aumenti a spirale dei carichi fiscali porta l’Italia verso una depressione endemica con esito di deindustrializzazione. Da un lato, il mercato ha ridotto il premio di rischio preteso per comprare titoli italiani quando la Bce ha annunciato il programma di aiuto condizionale ai debiti sovrani nei guai entro il meccanismo Esm. Dall’altro, ha mantenuto elevato lo spread, (che non sale oltre il 4%, ma non scende sotto il 3%) per segnalare che non si fida né della politica tassista di Monti né degli eventuali governanti che lo sostituiranno, in particolare la sinistra data vittoriosa. E, così facendo, segnala anche un dubbio sulla Bce: riuscirà veramente a fornire una garanzia illimitata se sarà necessaria? Va però enfatizzato che il mercato ha interesse a restare calmo e collaborativo per qualche mese. I debiti americano e nipponico, infatti, mostrano un rischio di andare fuori controllo. Se accadesse, allora il mercato globale si troverebbe di fronte al crollo sincrono di dollaro, yen ed euro e salterebbe tutto per tutti. Probabilmente non accadrà, ma il mercato vuole esserne certo e, appunto, collaborare limitando azioni ribassiste eccessive su un debito o l’altro per evitare contagi catastrofici. Ma quando lo scenario sarà più chiaro e rassicurante sul dollaro, e lo sarà verso febbraio, allora il mercato farà finire la tregua sull’euro e vorrà vedere se la copertura della Bce, dove Draghi è ostacolato dalla Bundesbank, sarà vera o un bluff. Tiriamo le fila. Madrid deve assolutamente richiedere l’aiuto Esm, finora rinviato con la scusa che favorirebbe l’indipendentismo nelle elezioni in Catalogna del 25 novembre, ma in realtà per il timore di Rajoy di finire sotto una cura tedesca che porterebbe la Spagna verso uno scenario depressivo di tipo greco. Ha ricevuto rassicurazioni e probabilmente mollerà anche perché se non lo facesse la crisi bancaria esploderebbe. La più solida – nel breve, ma non nel lungo termine – Italia avrà un vantaggio da questa fine del contagio o dovrà anch’essa chiedere aiuto allo Esm? Un po’ potrà aspettare per i motivi detti sopra, ma poi? La Bce non vorrebbe che l’Italia chiedesse aiuto a causa dei volumi di intervento richiesti che potrebbero superare le sue capacità. Ma il mercato, proprio per questo, a fine inverno potrebbe forzarla a svelare la sua vera potenza di fuoco. Cosa deve preparare, quindi, l’Italia per evitare la crisi sua e dell’euro? Un indizio lo ha dato Draghi, la settimana scorsa, quando di fronte a Monti ha detto che il rigore va perseguito tagliando la spesa e non alzando le tasse. Un annuncio delle condizioni imposte da Esm e Bce se l’Italia chiedesse il loro aiuto? Probabile. Ma anche una indicazione su cosa l’Italia dovrebbe fare, presto, per evitare di doverlo chiedere salvando da sola se stessa e l’euro: o un programma credibile di taglio di 100 miliardi di spesa e tasse (in 5 anni) o morti.

(c) 2012 Carlo Pelanda
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