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Carlo A. Pelanda
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Milano Finanza

2015-11-20

20/11/2015

I passi per la (ri)convergenza tra Occidente e Russia

I segnali di collaborazione da parte russa nei confronti sia degli Stati Uniti sia degli europei stimolano uno scenario che tenti di inquadrare fin dove potrebbe arrivare la (ri)convergenza tra Mosca e l’Occidente e come. Il tema ha rilievo per capire se e quando il mercato russo tornerà pienamente agibile per gli attori economici residenti nelle nazioni che hanno acceso sanzioni contro Mosca a seguito dell’annessione della Crimea e della frizione in Ucraina. Possiamo ipotizzare tre livelli di (ri)convergenza: collaborazione selettiva per iniziative di sicurezza; chiusura dei contenziosi e avvio della normalizzazione; piena normalizzazione e partenariati. Nel 2015 la strategia russa, pur adottando periodicamente linguaggi di confronto, è stata quella di dimostrare che Mosca è un partner essenziale dell’Occidente allo scopo di accelerare il processo di (ri)normalizzazione delle relazioni. Si può dire che il primo livello sia stato raggiunto, pochi giorni fa, quando l’America ha accettato l’idea che l’intervento russo nel Mediterraneo presentava più aspetti di utilità e meno di competizione strategica. La strage di Parigi ha permesso a Obama e a Putin di approfondire un accordo nonostante le eccitazioni russofobiche e amerofobiche, da loro precedentemente stimolate, dei rispettivi elettorati. La collaborazione militare tra Russia e Francia nel teatro siro-irakeno è una mossa molto forte di convergenza che segnala Il raggiungimento del primo livello e implica l’entrata nel secondo. La posizione accomodante di Mosca al riguardo del debito pubblico ucraino lascia intendere la strategia di lasciare l’Ucraina come Stato cuscinetto tra aree Ue/Nato e Russia, dove ambedue ne aiutano la stabilizzazione economica e la Russia rinuncia a proseguire l’offensiva verso ovest. Tale ipotesi è già nei fatti, ma il formalizzarla implica una delusione pericolosa degli ucraini. Così come l’annessione della Crimea non è più un tema di divergenza reale, ma la formalizzazione di questo stato di fatto non è praticabile dalla politica occidentale. In sintesi, il completamento del secondo livello, che implica la fine delle sanzioni, appare improbabile o molto lungo e ciò potrebbe compromettere il primo. Per tale motivo si potrebbe attivare il terzo livello prima del raggiungimento del secondo, lasciando aperto, ma “inscatolato”, il contenzioso ucraino, avviando un trattato economico graduale tra Russia e Ue, che poi possa connettersi a quello di libero scambio tra Ue e Usa (Ttip), e creando un centro di coordinamento permanente tra America, Ue e Russia per interventi di sicurezza.

(c) 2015 Carlo Pelanda
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