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Carlo A. Pelanda
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Milano Finanza

2015-8-7

7/8/2015

De-debitazione & ri-monetizzazione

Rispondo ai tanti lettori, per lo più ricercatori ed esperti in ingegneria finanziaria, che hanno chiesto lumi sull’idea qui espressa qualche settimana fa di utilizzare la creazione di una nuova moneta per eliminare i debiti sovrani. L’idea fa parte del più ampio progetto Nova Pax (il libro sarà pubblicato da F. Angeli verso fine anno): quali condizioni favoriranno la creazione di un mercato unico globale tra democrazie e ne permetteranno la stabilità nel tempo? Si assuma che abbiano successo i negoziati in corso per la formazione di un’area amerocentrica di libero scambio nel Pacifico (Tpp), la creazione di un mercato euroamericano a standard comuni (Ttip), nonché gli accordi di mercato aperto tra Ue e democrazie asiatiche. Ed è probabile che lo abbiano, anche se in tempi più lunghi di quelli ora sperati, perché tale sistemogenesi serve tre interessi vitali delle democrazie: aggirare con accordi diretti selettivi il malfunzionamento del Wto per aumentare gli scambi tra nazioni; ampliare l’area del mercato a standard convergenti per dare ad ogni democrazia a sviluppo maturo più potenziale di crescita; creare un blocco geopolitico del capitalismo democratico più grande ed economicamente potente di quello del capitalismo autoritario per condizionarlo e contenerlo, in particolare la Cina. Anticipai, ed invocai, questo progetto strategico nel libro The Grand Alliance (Angeli, 2007) ed ora con il mio gruppo di ricerca euroamericano sto tentando di prevederne problemi e soluzioni di architettura futura. La convergenza economica implica quella monetaria. Prima o poi, in sintesi, il mercato comune tra democrazie dovrà darsi una moneta unica o non riuscirà a servire il primo scopo detto sopra. Ma non basterà per realizzare il secondo. Lo risviluppo delle democrazie implica l’azzeramento del debito per finanziarne con nuovo megainvestimenti modernizzanti. Il punto: ritengo fattibile l’azzeramento nel passaggio dalle vecchie monete dollaro, euro, sterlina, yen, ecc. alla nuova, chiamiamola credit. Prima della conversione gli Stati pagano tutti i debiti in moneta vecchia, stampandola; i possessori della vecchia moneta ricevono la nuova con medesimo potere d’acquisto. Ed il debito pregresso? Diventa una massa monetaria X sterilizzabile dalla gestione delle masse 1,2 e 3 denominate in credit. In essenza, questo è il piano ipotetico per azzerare i debiti ripagandoli, ma senza aumentare l’inflazione, che ritengo possibile tra il 2030 e 2035. Nel libro ci saranno più dettagli tecnici, ma critiche o suggerimenti sono benvenuti ora mentre lo sto scrivendo.

(c) 2015 Carlo Pelanda
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