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Carlo A. Pelanda
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L' Arena

2007-11-26

26/11/2007

L’aumento di benzina e gasolio in Italia è puramente speculativo

Il prezzo del petrolio in dollari è raddoppiato in poco tempo sfiorando i 100 per barile. Il valore di cambio del dollaro sull’euro è sceso di molto negli ultimi negli ultimi anni e lo farà ancora prima di risalire. La Banca centrale europea sostiene che l’euro altissimo permette di evitare l’inflazione importata, cioè di bilanciare il rialzo dei prezzi di benzina e gasolio. Ed aggiunge che tale vantaggio sia superiore al costo di minori esportazioni a causa del cambio decompetitivo. Bene, ma allora perché benzina e gasolio in Italia in poco tempo sono aumentati del 10%, ed oltre, il secondo più del primo?

Sembra una presa in giro ed il commentatore al servizio dei lettori non può evitare un atteggiamento sia investigativo sia polemico. Il rialzo dei carburanti è più marcato in Italia che nel resto dell’eurozona e ciò è un indizio che da noi ci sia del marcio. Perchè le industrie petrolifere italiane stanno alzando i prezzi di benzina e gasolio in modo superiore ai loro corrispondenti europei? Le risposte possibili sono due: o c’è un’inefficienza nel nostro mercato specifico oppure stanno speculando. L’ipotesi è che stiano, semplicemente, speculando. I lettori sono bombardati ogni giorno da notizie che riguardano l’aumento dei prezzi del petrolio e l’industria petrolifera coglie l’occasione per fare piccoli continui rialzi sperando che la gente li accetti senza infuriarsi perché, appunto, il mondo sta andando così. Ma siamo proprio sicuri che siano solo speculativi? C’è in questi giorni un picco di domanda, quindi una scarsità contingente di offerta, a causa della previsione di un inverno freddo. Ma i prezzi italiani stanno aumentando da anni e mesi. E  anche facendo un calcolo solo ad occhio il rialzo dell’euro sul dollaro appare in grado di bilanciare quello del prezzo del petrolio. In sintesi, l’ipotesi che il fenomeno sia più speculativo che di necessità appare robusta. Se è così, allora va segnalato che in Italia abbiamo solo svantaggi dall’euro alto: (a) le nostre imprese perdono terreno nell’export extraeuropeo; (b) il turismo in dollari non viene da noi; (c) ed in più paghiamo più cara l’energia importata. Vorrei aggiungere che il costo del denaro elevato (i tassi) è uno degli strumenti per tenere alto il valore cambio. Quindi negli svantaggi va aggiunto l’aumento dei mutui a tasso variabile, oltre che del credito. Se la bolletta energetica fosse realmente meno costosa per le famiglie (riscaldamento e trasporto) allora gli altri incrementi di spesa sarebbero in qualche modo bilanciati. Ma se aumenta tutto  l’impatto è devastante. Infatti i consumi stagnano, molte famiglie con salari bassi hanno problemi nella seconda settimana dopo lo stipendio. Etutto questo peso, che tocca sostanzialmente circa il 25% della popolazione italiana, sembra dovuto a speculazione. Il sistema di governance globale non riesce a regolare la speculazione nella formazione del prezzo del petrolio sul piano generale (almeno il 30% su 100 dollari è intermediazione finanziaria). Il governo in Italia non riesce a limitare la speculazione ulteriore fatta dalle compagnie petrolifere. Non ho elementi per sostenere se il governo sia vittima o complice delle compagnie petrolifere. Ma ci sono tutti gli elementi per ipotizzare che queste stanno facendo guadagni abnormi mentre un numero crescente di cittadini dovrà restare a piedi ed al freddo mentre il governo sta a guardare senza fare nulla. Se volete arrabbiarvi sul serio ne avete sacrosanti motivi.

(c) 2007 Carlo Pelanda
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