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Carlo A. Pelanda
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Milano Finanza

2017-3-3

3/3/2017

Per una Brexin in extremis

C’è ancora una pur minima possibilità di cambiare il corso della Brexit. Da un lato, le volontà espresse da Londra appaiono irreversibili. Dall’altro, qualsiasi scenario mostra con chiarezza rischi gravissimi sia per il Regno Unito sia per l’Ue. Fino a poche settimane fa il governo inglese pensava di poter mitigare tali rischi grazie al sostegno dell’America: fuori dall’Ue, ma al centro di una rete di accordi commerciali con tutto il mondo e di un Commonwealth ristrutturato nell’ambito di una relazione privilegiata con gli Stati Uniti che avrebbe aiutato Londra a mantenere l’accesso al mercato continentale europeo. Ma Washington è recentemente tornata sulla linea tradizionale dell’interesse statunitense. Ciò implica la priorità della relazione con gli europei affinché questi non si stacchino dall’alleanza atlantica come sperano Mosca e Pechino, e che Washington mai permetterà a Londra di diventare un partner privilegiato della Cina. Inoltre, i grandi attori finanziari statunitensi – il vero governo entro l’Amministrazione Trump – vedono la possibilità di conquistare la piazza finanziaria londinese indebolita dall’incertezza, dollarizzare la sterlina, e poi muovere la politica per una riconvergenza euroamericana che apra le porte alla conquista del debole  sistema finanziario europeo, dollarizzando l’euro. Tale scenario di annessione del Regno Unito nell’impero americano è solo una possibilità, pur allo studio degli uffici strategici statunitensi, che per inciso premono anche per la deregolamentazione finanziaria per far avere un supervantaggio competitivo agli attori americani, ma trova probabilità crescente nell’insistenza del governo May di voler attivare la Brexit in condizioni di estrema debolezza. Tralasciando i rischi di instabilità dovuti al secessionismo scozzese, Londra è nei guai. E questi guai – pur interessante in prospettiva la soluzione di dollarizzare l’euro per salvarlo e così anche salvare il dollaro stesso – hanno un’elevata probabilità di produrre instabilità nel fragile eurosistema. La soluzione strategica positiva per tutti è quella di puntare a una convergenza euroamericana bilanciata, con Londra dentro e non come terzo attore. Come? O quelli che a Londra si stanno accorgendo dei rischi detti forzano elezioni politiche anticipate, probabilmente con esito diverso da quello del referendum, oppure Bruxelles concede a Londra da subito la possibilità di un trattato di riammissione al mercato europeo o una riassociazione selettiva all’Ue, con relazione speciale come quella negoziata da Cameron e Junker nella primavera 2016.       

(c) 2017 Carlo Pelanda
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