Il vero scandalo, adesso, sarebbe quello di non tirare fuori tutti i nomi delle vere spie sovietiche, dei loro collaboratori, e, soprattutto, la lista delle operazioni svolte in Italia sotto gestione diretta ed indiretta del KGB. I nomi apparsi sono solo una piccola parte del bubbone. E' ridicolo pensare che tutto l'apparato operativo sovietico in Italia si limitasse a quei quattro personaggi svelati. Il dossier completo esiste negli archivi del nostro sistema di controspionaggio. E quello che mancava lo ha portato Gorbachev - parecchie scatole di documenti - quando venne in visita ufficiale in Italia all'inizio degli anni 90. Fu un segno di amicizia ed un messaggio che era finita anche con noi, pur teatro strategicamente secondario, la Guerra fredda.

L'Italia ha due opzioni per chiuderla nel fronte interno. O cancella tutto oppure svela tutto. La prima alternativa e' stata scelta di fatto - e senza alcun dibattito democratico - perche' l'apparato del Partito comunista, che si e' perpetutato nell'attuale formazione dei DS, si sarebbe trovato in enorme imbarazzo nel praticare la seconda. La sua forza condizionante nel sistema politico e nelle ellite che producono opinione ha impedito la piena trasparenza istituzionale. Ed e' stato un atto di grande offesa per gli italiani. Siamo un popolo pieno di testa e di cuore. Sappiamo capire e perdonare. Se uno ha spiato, se lo ha fatto per sincera convinzione, e se chiede scusa alla nazione, nessuno gli neghera' una seconda chance di essere cittadino rispettato della nostra comunita'. Ma per essere giusti e umani dobbiamo avere la possibilita' di separare i veri criminali - che hanno tradito per denaro, per aver aiuti nella loro carriera o che hanno compiuto atti illeciti rilevanti - da quelli che erano nella rete sovietica per motivi ideali e che hanno agito con ingenuita'. In sintesi, dobbiamo sapere. Anche perche' cancellare tutto non e' piu' un opzione praticabile. E' venuta fuori una piccola parte della verita'. Adesso bisogna andare fino in fondo.

Ed e' utile per gli stessi ex-comunisti. Non e' giusto che su tutti loro pesi il sospetto. Molti hanno sinceramente operato in quel partito con grande lealta' nei confronti della nazione. Io li sento avversari per modo di pensare politico ed economico. Sono pronto ad imputare loro la vergogna di aver celebrato i fasti del sistema comunista contro ogni evidenza della realta'. Ma non il fatto di essere nemici e traditori. Tuttavia quando parlo con uno di questi che abbia piu' di quaranta anni mi viene spontaneo pensare che potrebbe essere stato una talpa o esecutore di un piano a mio danno personale o della mia nazione. E sento disagio, che trasmetto all'interlocutore. Con la complicazione che piu' questo mi cita la svolta lacrimante di Occhetto piu' quell'area politica mi sembra torbida, furbescamente oscura. In sintesi, dobbiamo chiudere la questione, esplicitandola, anche a favore di questi italiani che hanno sbagliato sul piano concettuale, ma non hanno agito volontariamente contro la nostra patria. Svelando chi sono stati, invece, i veri cattivi tra loro e in generale.

Come? Il nostro sistema di controspionaggio, negli anni 70 ed 80, era molto efficiente. Certamente li ha beccati quasi tutti. E probabilmente ha contattato molte di queste spie per utilizzarle a danno dei sovietici stessi. Usandole come canale per dare informazioni sbagliate al nemico. Questo e' un metodo standard, molto intelligente, di qualsiasi sistema di sicurezza. E' stupido svelare di aver trovato una spia perche' questa, poi, verrebbe rimpiazzata. E bisognerebbe ricominciare da capo un costoso e lungo processo di indagini. Quindi e' probabile che negli archivi dello Stato ci sia tutto o quasi. Bene, a questo punto venga fuori. A molte spie sara' stata promessa l'impunita', anche questo metodo standard per farle cooperare come controtalpe. Non gliela toglieremo. Rispetteremo il patto. Ma vogliamo sapere. Vogliamo vederli in faccia, sentire le loro ragioni. Capire. Soprattutto vogliamo che sia bonificato il passato affinche' non pesi piu' sul futuro.

In particolare, dagli archivi deve venire fuori il meccanismo delle operazioni sovietiche in Italia. Per esempio, e' tipico nelle operazioni riservate usare il ricatto. Quanti politici o funzionari lo hanno subito? Cosa hanno poi fatto. Sul piano interno e della politica estera. Sicuramente questa storia negli archivi c'e'. Forse non completa. Ma sicuramente piu' illuminante di quattro nomi che offendono, per loro limitatezza, l'intelligenza degli italiani. E anche quella del primo direttorato del KGB che e' stato la piu' sofisticata macchina spionistica nella storia contemporanea.

 

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L'Italia ha due opzioni per chiuderla nel fronte interno. O cancella tutto oppure svela tutto. La prima alternativa e' stata scelta di fatto - e senza alcun dibattito democratico - perche' l'apparato del Partito comunista, che si e' perpetutato nell'attuale formazione dei DS, si sarebbe trovato in enorme imbarazzo nel praticare la seconda. La sua forza condizionante nel sistema politico e nelle ellite che producono opinione ha impedito la piena trasparenza istituzionale. Ed e' stato un atto di grande offesa per gli italiani. Siamo un popolo pieno di testa e di cuore. Sappiamo capire e perdonare. Se uno ha spiato, se lo ha fatto per sincera convinzione, e se chiede scusa alla nazione, nessuno gli neghera' una seconda chance di essere cittadino rispettato della nostra comunita'. Ma per essere giusti e umani dobbiamo avere la possibilita' di separare i veri criminali - che hanno tradito per denaro, per aver aiuti nella loro carriera o che hanno compiuto atti illeciti rilevanti - da quelli che erano nella rete sovietica per motivi ideali e che hanno agito con ingenuita'. In sintesi, dobbiamo sapere. Anche perche' cancellare tutto non e' piu' un opzione praticabile. E' venuta fuori una piccola parte della verita'. Adesso bisogna andare fino in fondo.

Ed e' utile per gli stessi ex-comunisti. Non e' giusto che su tutti loro pesi il sospetto. Molti hanno sinceramente operato in quel partito con grande lealta' nei confronti della nazione. Io li sento avversari per modo di pensare politico ed economico. Sono pronto ad imputare loro la vergogna di aver celebrato i fasti del sistema comunista contro ogni evidenza della realta'. Ma non il fatto di essere nemici e traditori. Tuttavia quando parlo con uno di questi che abbia piu' di quaranta anni mi viene spontaneo pensare che potrebbe essere stato una talpa o esecutore di un piano a mio danno personale o della mia nazione. E sento disagio, che trasmetto all'interlocutore. Con la complicazione che piu' questo mi cita la svolta lacrimante di Occhetto piu' quell'area politica mi sembra torbida, furbescamente oscura. In sintesi, dobbiamo chiudere la questione, esplicitandola, anche a favore di questi italiani che hanno sbagliato sul piano concettuale, ma non hanno agito volontariamente contro la nostra patria. Svelando chi sono stati, invece, i veri cattivi tra loro e in generale.

Come? Il nostro sistema di controspionaggio, negli anni 70 ed 80, era molto efficiente. Certamente li ha beccati quasi tutti. E probabilmente ha contattato molte di queste spie per utilizzarle a danno dei sovietici stessi. Usandole come canale per dare informazioni sbagliate al nemico. Questo e' un metodo standard, molto intelligente, di qualsiasi sistema di sicurezza. E' stupido svelare di aver trovato una spia perche' questa, poi, verrebbe rimpiazzata. E bisognerebbe ricominciare da capo un costoso e lungo processo di indagini. Quindi e' probabile che negli archivi dello Stato ci sia tutto o quasi. Bene, a questo punto venga fuori. A molte spie sara' stata promessa l'impunita', anche questo metodo standard per farle cooperare come controtalpe. Non gliela toglieremo. Rispetteremo il patto. Ma vogliamo sapere. Vogliamo vederli in faccia, sentire le loro ragioni. Capire. Soprattutto vogliamo che sia bonificato il passato affinche' non pesi piu' sul futuro.

In particolare, dagli archivi deve venire fuori il meccanismo delle operazioni sovietiche in Italia. Per esempio, e' tipico nelle operazioni riservate usare il ricatto. Quanti politici o funzionari lo hanno subito? Cosa hanno poi fatto. Sul piano interno e della politica estera. Sicuramente questa storia negli archivi c'e'. Forse non completa. Ma sicuramente piu' illuminante di quattro nomi che offendono, per loro limitatezza, l'intelligenza degli italiani. E anche quella del primo direttorato del KGB che e' stato la piu' sofisticata macchina spionistica nella storia contemporanea.

 

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L'Italia ha due opzioni per chiuderla nel fronte interno. O cancella tutto oppure svela tutto. La prima alternativa e' stata scelta di fatto - e senza alcun dibattito democratico - perche' l'apparato del Partito comunista, che si e' perpetutato nell'attuale formazione dei DS, si sarebbe trovato in enorme imbarazzo nel praticare la seconda. La sua forza condizionante nel sistema politico e nelle ellite che producono opinione ha impedito la piena trasparenza istituzionale. Ed e' stato un atto di grande offesa per gli italiani. Siamo un popolo pieno di testa e di cuore. Sappiamo capire e perdonare. Se uno ha spiato, se lo ha fatto per sincera convinzione, e se chiede scusa alla nazione, nessuno gli neghera' una seconda chance di essere cittadino rispettato della nostra comunita'. Ma per essere giusti e umani dobbiamo avere la possibilita' di separare i veri criminali - che hanno tradito per denaro, per aver aiuti nella loro carriera o che hanno compiuto atti illeciti rilevanti - da quelli che erano nella rete sovietica per motivi ideali e che hanno agito con ingenuita'. In sintesi, dobbiamo sapere. Anche perche' cancellare tutto non e' piu' un opzione praticabile. E' venuta fuori una piccola parte della verita'. Adesso bisogna andare fino in fondo.

Ed e' utile per gli stessi ex-comunisti. Non e' giusto che su tutti loro pesi il sospetto. Molti hanno sinceramente operato in quel partito con grande lealta' nei confronti della nazione. Io li sento avversari per modo di pensare politico ed economico. Sono pronto ad imputare loro la vergogna di aver celebrato i fasti del sistema comunista contro ogni evidenza della realta'. Ma non il fatto di essere nemici e traditori. Tuttavia quando parlo con uno di questi che abbia piu' di quaranta anni mi viene spontaneo pensare che potrebbe essere stato una talpa o esecutore di un piano a mio danno personale o della mia nazione. E sento disagio, che trasmetto all'interlocutore. Con la complicazione che piu' questo mi cita la svolta lacrimante di Occhetto piu' quell'area politica mi sembra torbida, furbescamente oscura. In sintesi, dobbiamo chiudere la questione, esplicitandola, anche a favore di questi italiani che hanno sbagliato sul piano concettuale, ma non hanno agito volontariamente contro la nostra patria. Svelando chi sono stati, invece, i veri cattivi tra loro e in generale.

Come? Il nostro sistema di controspionaggio, negli anni 70 ed 80, era molto efficiente. Certamente li ha beccati quasi tutti. E probabilmente ha contattato molte di queste spie per utilizzarle a danno dei sovietici stessi. Usandole come canale per dare informazioni sbagliate al nemico. Questo e' un metodo standard, molto intelligente, di qualsiasi sistema di sicurezza. E' stupido svelare di aver trovato una spia perche' questa, poi, verrebbe rimpiazzata. E bisognerebbe ricominciare da capo un costoso e lungo processo di indagini. Quindi e' probabile che negli archivi dello Stato ci sia tutto o quasi. Bene, a questo punto venga fuori. A molte spie sara' stata promessa l'impunita', anche questo metodo standard per farle cooperare come controtalpe. Non gliela toglieremo. Rispetteremo il patto. Ma vogliamo sapere. Vogliamo vederli in faccia, sentire le loro ragioni. Capire. Soprattutto vogliamo che sia bonificato il passato affinche' non pesi piu' sul futuro.

In particolare, dagli archivi deve venire fuori il meccanismo delle operazioni sovietiche in Italia. Per esempio, e' tipico nelle operazioni riservate usare il ricatto. Quanti politici o funzionari lo hanno subito? Cosa hanno poi fatto. Sul piano interno e della politica estera. Sicuramente questa storia negli archivi c'e'. Forse non completa. Ma sicuramente piu' illuminante di quattro nomi che offendono, per loro limitatezza, l'intelligenza degli italiani. E anche quella del primo direttorato del KGB che e' stato la piu' sofisticata macchina spionistica nella storia contemporanea.

 

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1999-10-11

11/10/1999

Si aprano gli archivi dove c'e' tutta la vera storia

Il vero scandalo, adesso, sarebbe quello di non tirare fuori tutti i nomi delle vere spie sovietiche, dei loro collaboratori, e, soprattutto, la lista delle operazioni svolte in Italia sotto gestione diretta ed indiretta del KGB. I nomi apparsi sono solo una piccola parte del bubbone. E' ridicolo pensare che tutto l'apparato operativo sovietico in Italia si limitasse a quei quattro personaggi svelati. Il dossier completo esiste negli archivi del nostro sistema di controspionaggio. E quello che mancava lo ha portato Gorbachev - parecchie scatole di documenti - quando venne in visita ufficiale in Italia all'inizio degli anni 90. Fu un segno di amicizia ed un messaggio che era finita anche con noi, pur teatro strategicamente secondario, la Guerra fredda.

L'Italia ha due opzioni per chiuderla nel fronte interno. O cancella tutto oppure svela tutto. La prima alternativa e' stata scelta di fatto - e senza alcun dibattito democratico - perche' l'apparato del Partito comunista, che si e' perpetutato nell'attuale formazione dei DS, si sarebbe trovato in enorme imbarazzo nel praticare la seconda. La sua forza condizionante nel sistema politico e nelle ellite che producono opinione ha impedito la piena trasparenza istituzionale. Ed e' stato un atto di grande offesa per gli italiani. Siamo un popolo pieno di testa e di cuore. Sappiamo capire e perdonare. Se uno ha spiato, se lo ha fatto per sincera convinzione, e se chiede scusa alla nazione, nessuno gli neghera' una seconda chance di essere cittadino rispettato della nostra comunita'. Ma per essere giusti e umani dobbiamo avere la possibilita' di separare i veri criminali - che hanno tradito per denaro, per aver aiuti nella loro carriera o che hanno compiuto atti illeciti rilevanti - da quelli che erano nella rete sovietica per motivi ideali e che hanno agito con ingenuita'. In sintesi, dobbiamo sapere. Anche perche' cancellare tutto non e' piu' un opzione praticabile. E' venuta fuori una piccola parte della verita'. Adesso bisogna andare fino in fondo.

Ed e' utile per gli stessi ex-comunisti. Non e' giusto che su tutti loro pesi il sospetto. Molti hanno sinceramente operato in quel partito con grande lealta' nei confronti della nazione. Io li sento avversari per modo di pensare politico ed economico. Sono pronto ad imputare loro la vergogna di aver celebrato i fasti del sistema comunista contro ogni evidenza della realta'. Ma non il fatto di essere nemici e traditori. Tuttavia quando parlo con uno di questi che abbia piu' di quaranta anni mi viene spontaneo pensare che potrebbe essere stato una talpa o esecutore di un piano a mio danno personale o della mia nazione. E sento disagio, che trasmetto all'interlocutore. Con la complicazione che piu' questo mi cita la svolta lacrimante di Occhetto piu' quell'area politica mi sembra torbida, furbescamente oscura. In sintesi, dobbiamo chiudere la questione, esplicitandola, anche a favore di questi italiani che hanno sbagliato sul piano concettuale, ma non hanno agito volontariamente contro la nostra patria. Svelando chi sono stati, invece, i veri cattivi tra loro e in generale.

Come? Il nostro sistema di controspionaggio, negli anni 70 ed 80, era molto efficiente. Certamente li ha beccati quasi tutti. E probabilmente ha contattato molte di queste spie per utilizzarle a danno dei sovietici stessi. Usandole come canale per dare informazioni sbagliate al nemico. Questo e' un metodo standard, molto intelligente, di qualsiasi sistema di sicurezza. E' stupido svelare di aver trovato una spia perche' questa, poi, verrebbe rimpiazzata. E bisognerebbe ricominciare da capo un costoso e lungo processo di indagini. Quindi e' probabile che negli archivi dello Stato ci sia tutto o quasi. Bene, a questo punto venga fuori. A molte spie sara' stata promessa l'impunita', anche questo metodo standard per farle cooperare come controtalpe. Non gliela toglieremo. Rispetteremo il patto. Ma vogliamo sapere. Vogliamo vederli in faccia, sentire le loro ragioni. Capire. Soprattutto vogliamo che sia bonificato il passato affinche' non pesi piu' sul futuro.

In particolare, dagli archivi deve venire fuori il meccanismo delle operazioni sovietiche in Italia. Per esempio, e' tipico nelle operazioni riservate usare il ricatto. Quanti politici o funzionari lo hanno subito? Cosa hanno poi fatto. Sul piano interno e della politica estera. Sicuramente questa storia negli archivi c'e'. Forse non completa. Ma sicuramente piu' illuminante di quattro nomi che offendono, per loro limitatezza, l'intelligenza degli italiani. E anche quella del primo direttorato del KGB che e' stato la piu' sofisticata macchina spionistica nella storia contemporanea.

 

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