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Carlo A. Pelanda
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Il Borghese

2000-4-26

26/4/2000

Italia nel mirino: una sorveglianza sinistra

E’ in atto una strisciante delegittimazione del centrodestra italiano da parte di fonti informative e politiche europee che comporta il rischio di un sabotaggio economico del nostro paese in caso di vittoria della Casa della libertà nelle future elezioni politiche. Il Financial Times, in un editoriale, è arrivato perfino a raccomandare che i governi europei vigilino sul nostro Paese affinché un possibile governo Berlusconi non attui politiche che destabilizzino l’Italia e, conseguentemente, l’euro. Il ministro francese Moscovici ha dichiarato, la settimana scorsa, che “un governo di destra in Italia sarebbe un problema per gli europei“. Di fatto, dopo la vittoria elettorale del centrodestra, ogni giorno appaiono sulla stampa europea o analisi o commenti politici finalizzati a delegittimarlo. Gli argomenti più ricorrenti sono quattro: (a) la proposta di ridurre sostanzialmente le tasse viene vista come irrealizzabile (“tagli fiscali non finanziabili”, ha sentenziato l’editoriale del Financial Times) e portatrice di una crisi del bilancio dello Stato, a sua volta  motivo di crisi per l’euro; (b) l’inclusione della Lega in un possibile futuro governo viene vista come minaccia di “haiderismo” nonche’ di frammentazione dell’Italia; (c) cosi’ come la partecipazione di AN alla coalizione viene presentata – in particolare dal cancelliere tedesco Schroeder – come seria minaccia di ritorno del fascismo in Italia; (d) Berlusconi, infine, e’ trattato o come una macchietta (pianista da bar, capo di un partito calcistico, scrive Thomas Friedman sullo Herald Tribune del 22 aprile) oppure come un personaggio arrivato alla politica per difendersi meglio dalle accuse di corruzione. Francamente e’ un po’ troppo, vere e proprie fesserie. Che, tuttavia, dobbiamo prendere molto seriamente. Hanno fornito un alibi di legittimità esterna all’altrimenti inconsistente tentativo di Amato. Se, domani, il centrodestra arrivasse al potere, la demonizzazione in atto  sarebbe un veicolo già predisposto per delle mobilitazioni di opinione, scatenate dalla sinistra italiana ed europea, che porterebbero ad atti di ostracismo anti-italiano (tipo il sabotaggio economico in corso contro l’Austria). Quindi e’ interesse nazionale, e non solo di parte, definire la verità del caso italiano e diventare capaci di comunicarla all’esterno.

 Proviamo a rispondere il più oggettivamente possibile ai punti di accusa sopra citati. A) Ridurre le tasse in una situazione di debito enorme non e’ certo azione facile. Ma ci sono due fattori favorevoli di cui chi enfatizza questo problema non tiene conto. Molta spesa pubblica e’ puro spreco – nell’ordine di decine di migliaia di miliardi di  lire all’anno – e quindi c’è molto spazio per riduzioni dei costi statali che permettano meno tasse. Soprattutto, il modello italiano di imprenditoria diffusa, unico al mondo, e’ in grado di reagire tre o quattro volte più velocemente alla  leva fiscale che non i sistemi a “capitalismo concentrato” (Francia, Germania). Questo vuol dire che una defiscalizzazione  a favore delle industrie porterebbe ad una crescita tale in breve tempo da poter mantenere il gettito pur a tasse dimezzate. Anche perché, come rilevato recentemente, in Italia l’evasione fiscale e’ altissima in quanto le tasse sono fuori misura. Se ridotte, non ci sarebbe motivo per correre i rischi dovuti al non pagarle. In sintesi, proprio in Italia la teoria di “meno tasse, più crescita, lavoro e gettito” può funzionare meglio che altrove in Europa. B) L’inclusione della Lega in una coalizione moderata è una garanzia che i suoi eccessi del passato (più verbali che fattuali) vengano incanalati entro un autonomismo locale sacrosanto e modernizzante. C) AN ha dato tante di quelle prove sulla sua democraticità e rappresentanza dei valori di “destra civile” che il metterli in dubbio è un semplice insulto. D) Al riguardo di Berlusconi l’unica critica vera riguarda il conflitto di interessi tra ruolo politico e proprietà di un’azienda televisiva. E’ un problema aperto, da risolvere presto, probabilmente in parallelo alla.privatizzazione della Rai. Ma non giustifica né la derisione né l’accusa di inaffidabilità. Questa sembra essere la verità.

Perchè non appare sulla stampa estera? Per due motivi principali. Si è notato che i corrispondenti stranieri si ispirano prevalentemente a fonti della sinistra italiana, probabilmente di sinistra anch’essi. Secondo, la sinistra europea è molto coesa ed organizzata nel sostenere i diversi centrosinistra nazionali, delegittimando i loro avversari, anche usando pesantemente il fatto di essere al governo in Francia e Germania. La correzione urgente del primo problema, denunciando con (molta) forza la parzialità dell’informazione relativa all’Italia  sarebbe utile per attutire il secondo. 

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