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Carlo A. Pelanda
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il Giornale

2002-8-7

7/8/2002

Il contratto funziona, grazie

La sinistra promette fracassi golpisti per l’autunno? Le va spiegata una cosa che sembra non aver voluto ancora capire. La maggioranza buonsensista degli italiani non ha solo dato un consenso emotivo alla missione riformatrice di questo governo, ma lo sosterrà con determinazione fino a che non sarà compiuta. Non ci faremo sfilare la speranza di risanamento e futurizzazione dell’Italia da qualche colpo di palazzo o ricatto di piazza come successo nel 1994. Questa volta non ci faremo fregare: il contratto tra l’Italia più avanzata e la squadra di Berlusconi verrà rispettato fino a quando ci porterà nella serie A delle nazioni. Dalla C – e D in molti settori – in cui ci hanno gettato i centrosinistra precedenti. Quindi la sinistra rifletta: non riuscirà a passare perché il sostegno al governo non è di tipo ordinario, quindi suscettibile di repentine variazioni e manipolazioni, ma ha un carattere straordinario e solidissimo. Non ne possiamo più di sinistre terrapiattiste, solidarismi fasulli che sono solo scusa per furti di denaro pubblico, arroganze intellettuali ridicole per la loro incompetenza tecnica, in generale di gente che usa la bandiera rossa o rosa per pretendere ricchezza senza merito, diritti senza doveri. E che trasforma in dottrina morale la pigrizia. Per noi Berlusconi non è un semidio, né un semidemone, ma una fortunata sorpresa della storia – il nostro “stellone” – che ad un passo dal baratro della decadenza promette credibilmente una rinascita della nostra comunità. Cioè un ambiente dove il capace ed attivo potrà esprimere il proprio potenziale individuale non più appesantito da fardelli (collettivismi, burocraticismi, arretratezza), ma spinto da ali futurizzanti e liberalizzanti. Con un impulso in più: l’orgoglio riconosciuto da tutto il mondo di essere parte di una civiltà italiana di successo. Questo è l’obiettivo degli italiani che sostengono Berlusconi ed il suo governo. E per questo verrà sostenuto come non mai. Mi rendo conto, cari sinistri, che – alla prova dei fatti - non avete mai capito un granché né di storia né di economia né di società. Per questo vi aiutiamo a comprendere in viva voce: non siamo dei fessi che seguono un nuovo Mussolini un po’ scellerato, non abbiamo il prosciutto sugli occhi e sappiamo vedere le magagne del centrodestra, ma fino a quando il sistema politico centrato su Berlusconi  mostrerà di poter rispettare il “contratto di missione” siglato con noi lo difenderemo smontando con la nostra forza popolare tutti i vostri complotti.

Detto questo alla sinistra, dobbiamo seriamente chiarire tra noi quanto il governo Berlusconi stia eseguendo il mandato. Appunto, la sinistra è all’offensiva perché percepisce dei ritardi e pensa di infilare un colpo grazie a questi. Io posso offrire i seguenti dati “freschi”. Ho appena finito, su commissione da parte di un grande istituto finanziario straniero, una valutazione sull’opportunità o meno di investire in Italia grosse cifre (che mancano da decenni). I miei collaboratori hanno prodotto un’analisi di dettaglio della situazione e ricavato delle simulazioni prospettiche. A me è toccato redigere le conclusioni ed il sommario. Ho veramente sudato nel farlo perché era difficilissimo sintetizzare il punto essenziale che descriveva la situazione del nostro Paese. E’ in transizione, con picchi di modernizzazione che si mescolano a quelli di irrisolta arretratezza, entro un ambiente europeo difficile da scenarizzare e in un ciclo economico internazionale ambiguo che pesa non poco. Dopo parecchi litri di caffè l’illuminazione è arrivata: la nave non è ancora riparata, ma ha cambiato rotta. E la terrà nella giusta direzione (riforma competitiva). In quali dati lo si vede? In tutte le centinaia di provvedimenti presi dal governo nel primo anno di operazioni. Il problema è che ancora non lo si nota bene nella quotidianità, ma comincia. Ed è credibile la previsione che entro due anni saremo cantiere e terra di opportunità come pochi altri al mondo. Per lo meno ci hanno creduto gli investitori detti – gente piuttosto pratica - che hanno attivato l’analisi di fattibilità per veri investimenti viste le buone prospettive rilevate dallo studio generale, cioè la realtà del colpo di timone. Qui il punto. Ed è proprio questa l’immagine che ritengo – da ricercatore - realistica: stiamo andando nella direzione giusta, pian pianino si trasformerà in fatti visibili e poi accelererà in forma di boom, penso nel 2004 – 2005, con un lancio nel 2003 (se il ciclo internazionale non darà altre sorprese negative). Quindi, nonostante qualche ritardo, il contratto è in esecuzione. Di conseguenza confermiamo la fiducia, rafforzando il messaggio di sostegno al governo. E ci metterei qualcosa in più. Nell’analisi detta è venuto fuori che l’esecutivo ha fatto più buone cose di quante sia riuscito a comunicare o far percepire. In parte per il rumore della sinistra finalizzato ad ottenere proprio tale nascondimento. In parte  per un fatto tecnico: riparare il timone e cominciare a farlo muovere ha preso più tempo per tutta la ruggine che c’era. Inoltre i marosi economici hanno coperto la scia che indicava l’inversione di rotta. Ma c’è. Per questo il qualcosa in più è un bel grazie al governo Berlusconi. In politica mai nessuno te lo dice. Glielo diciamo noi, popolo del contratto. E aggiungiamo l’invito ai nostri governanti di rilassarsi in serenità per un paio di settimane. Se lo sono meritato, veglieremo noi nel frattempo.

(c) 2002 Carlo Pelanda
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