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Carlo A. Pelanda
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il Giornale

2002-12-16

16/12/2002

La falsa società civile

Signor Direttore, vorrei rispondere all’associazione “Libertà e giustizia”. Questa si è recentemente appellata alla società civile, sia di sinistra sia di destra, affinché si mobiliti contro Berlusconi accusato di mettere a rischio la nostra democrazia. Desidero replicare, non nella mia veste di commentatore, ma in quella di presidente dell’associazione nazionale del Buongoverno” (nata nel 1994, circa 30mila soci) che penso rappresenti l’avanguardia organizzata della società civile che sostiene la Casa delle libertà. In particolare, scelgo come interlocutore Carlo De Benedetti, tra i fondatori di “L & G”, non per poca rilevanza degli altri leader di questo gruppo, quali Sartori, Eco, Cipolletta, Magris, ecc., ma perché l’ingegnere, editore di Repubblica e componente dell’èlite finanziaria internazionale, mi sembra il principale motore sia intellettuale sia operativo dell’iniziativa. Da una parte, condivido la preoccupazione di Paolo Guzzanti, espressa nell’editoriale di domenica, che stia montando qualcosa di losco in forma di complotto. Lo si sente nell’aria e ho anch’io qualche indizio. D’altro canto, di solito i complotti li fanno in pochi e molti ne diventano strumenti inconsapevoli. Per cui se la società civile di sinistra si rivolge a quella di destra non credo che le si possa rispondere senza argomenti: fessi, usano la vostra buona fede per un golpe. In realtà penso che sia così, ma vorrei argomentarlo.

Non si sorprenda l’ingegner De Benedetti se condivido molti punti della sua analisi di fondo. La società civile (con tale nome per distinguerla dal sistema dei partiti) ha una responsabilità crescente nel cercare di arginare la crisi di qualità della politica e conseguente erosione della democrazia. C’è bisogno di analisi e soluzioni illuminate connesse alla capacità di comunicarle in forma forte e progettuale. Ed è bene che provengano da chi si ispira agli ideali dell’Illuminismo. Questi producono una sinistra moderata ed una destra saggia. Due formazioni politiche diverse, ma di medesimo ceppo modernizzante, che possono alternarsi senza scassare un sistema, salvaguardando la sua qualità democratica. Fin qui siamo d’accordo. Il Buongoverno agisce per portare i contenuti dell’Illuminismo nel centrodestra (con priorità sul piano delle politiche locali), “L&G”, a suo dire, farà la stessa cosa nel centrosinistra. E sarebbe meritorio se ci riuscisse vista l’isteria inconcludente da quelle parti.

Ma non capisco cosa c’entri la formazione di un gruppo civile che ispiri un “Ulivo 2” con la demonizzazione di Berlusconi. Questa serve come collante ad una sinistra politica troppo frammentata ed incapace di trovare coesione altrimenti. Ma, francamente, mi aspetterei da una fonte che pretende qualità superiore a quella dei partiti dei metodi più raffinati. Il fatto che non li stia adottando, pur registrando lo sforzo suo e dei suoi amici nel proporre progetti riformatori piuttosto buoni in relazione alla tradizione di sinistra, fa sospettare che per l’ennesima volta il richiamo a valori politici elevati serva solo alla cosmesi di un gioco di potere sottostante. Le do atto, per altro, che lei non lo nasconde: voglio Prodi primo ministro alle prossime elezioni. Magari, aggiungo io, anticipandole a poco dopo il 2004 quando il Presidente della Commissione lascerà l’incarico europeo. Ma capirà che la demonizzazione di Berlusconi connessa a tale obiettivo fa sospettare che lei sia parte di un complotto per, appunto, sabotare il governo in relazione a tale agenda elettorale. Se fosse così, allora l’aspetto che più mi interessa è quello di vedere le brave persone che si occupano di politica senza intenti di potere personale – la società civile – strumentalizzati come elementi di massa morale per sostenere un golpe. Sarebbe tatticamente sensato in quanto non c’è più uno Scalfaro che apparve, nel 1994, pilotare un golpe di fatto anche se nel rispetto pieno delle regole istituzionali. E quindi c’è bisogno di più mobilitazione “dal basso”. Ma come presidente del Buongoverno mi permetta di reagire a nome della società civile di centrodestra respingendo l’appello di “L&G” perché appare, oltre che infondato, una tattica di destabilizzazione. Mi permetta di aggiungere un contro-appello alle tante brave e capaci persone della sua associazione: non fatevi strumentalizzare da èlite abituate a muovere le anime come pedine. Lo so, potrebbe ribattere che il Buongoverno è fatto di sostenitori di Berlusconi, prova il fatto che ne sia io presidente, che si sono fatti strumentalizzare allo stesso modo. Ma le svelerò un dettaglio: poco prima delle elezioni del 2001 gli associati si sono riuniti nei loro luoghi ed hanno valutato attentamente il sostegno a questo leader. Diversamente dai partiti, in tale gruppo di società civile non si è nascosto il conflitto di interessi ed il problema di delegare troppo potere ad un leader carismatico. Ma si è deciso a ragion veduta e dopo dibattiti, mi creda, duri ed approfonditi, di sostenerlo perché serviva a cambiar l’Italia e si è valutato che non c’era nessun rischio per la nostra democrazia. I fatti non ci hanno, per il momento, smentiti.

In conclusione, ingegnere, valuteremo l’appello quando avremo la sensazione che la sua associazione è fatta di anime veramente libere come quelle del Buongoverno. Ora così non pare, comunque ci riprovi.  

(c) 2002 Carlo Pelanda
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