E' l'ora della mobilitazione morale contro il comunismo. In verita' sarebbe stato necessario farlo gia' nel 1996. Ma troppi sono rimasti intrappolati nella falsa idea che esistessero una sinistra buona ed una cattiva, la prima capace di tenere sotto controllo la seconda. Invece i fatti dimostrano che esiste una sola sinistra composta da diversi tipi di comunisti (neo, post, quasi e catto), ma tutti convergenti verso quella che e' la forma recente del comunismo: la dittatura dello statalismo.

Certo, dallo stalinismo sono passati allo statalismo. Ma tale transizione, che molti hanno imprudentemente salutato come rinnovamento della sinistra, si e' in realta' rivelata essere solo una modernizzazione del totalitarismo. I comunisti non si sono mai rassegnati alla sconfitta storica del loro modello. Fallita la scommessa che fosse possibile un'economia senza denaro, i comunisti hanno capito che qualcuno i soldi doveva pur farli e darli. Ed ecco la loro nuova strategia: costringere il capitalismo a finanziare il comunismo invece di sostituire il primo con il secondo. Dalla rivoluzione al parassitismo fiscale. Per occupare lo Stato invece che sostituirlo, sono passati dalla logica rivoluzionaria a quella delle alleanze. In Italia si sono travestiti da solidaristi e buonisti e, grazie a questo, hanno intercettato sul piano simbolico i cattolici di sinistra. Questi ultimi hanno fornito la loro copertura centrista ai rossi in cambio di potere. I comunisti e loro alleati hanno poi ottenuto il pezzo di maggioranza che comunque mancava usando mezzi militari tipicamente stalinisti, per esempio usando le istituzioni da loro infiltrate per ricattare o eliminare gli avversari in modo da spaccarli o indebolirli.

Ovviamente non tutti i comunisti sono perfettamente d'accordo su questa strategia. Tra loro ci sono molte correnti romantiche che non accettano il travestimento ne' la strategia opportunistica. Ma sono sempre comunisti e, alla fine, quando si parla di soldi e di potere si ricompattano nella nuova logica parassitaria. Lettori, non fatevi abbindolare dalla cosmesi retorica: la sinistra oggi al potere in Italia (e in Francia) e' sempre il vecchio comunismo totalitarista, con grandi capacita' militari, solo travestito da statosocialismo. Avete ancora dubbi? Guardate i fatti. Per esempio, la mossa di imporre in Italia e Francia le 35 ore vuol dire proprio questo. Rendere inutile la liberta' dimostrando alla gente che il collettivismo populista puo dare piu' vantaggi. E' sempre lo stesso comunismo antistorico. I rossi sono furbi sul piano tattico, ma - appunto- stupidi su quello della storia. Il loro parassitismo e dirigismo economico portera' la nazione al collasso ed al degrado morale. Ma se nessuno li butta giu', e' difficile che questi mollino nonostante qualsiasi evidenza di fallimento. Per questo bisogna insorgere.

Spiace il dover invocare una mobilitazione di massa anticomunista. E' azione non certo moderna. Ma cosa possiamo fare se abbiamo al potere il vecchio totalitarismo comunista, pur travestito? Dobbiamo forse, noi popolo produttivo, emigrare o morire e comunque pregiudicare il futuro dei nostri figli solo per non farsi dare del retrogrado dai pennivendoli al soldo dei rossi? Figurarsi. Un anno fa scrissi le stesse cose. Molti del popolo produttivo reagirono formando comitati spontanei di bandiere blu. Ma anche molti mi accusarono di essere eccessivo nel denunciare il pericolo del comunismo. Oggi abbiamo la prova fattuale che il comunismo c'e' ed il suo travestimento e' saltato proprio nelle contingenze della crisi di governo e modalita' della ricompattazione. E allora contro di questa non resta altro che lo scontro frontale. Lo faremo con intelligenza e sempre sapendo che siamo "contro" non per estetica del ribellismo, ma "per" diventare una comunita' realmente moderna e libera. Non ci dovranno essere violenze ne' atti che pregiudichino la credibilita' internazionale del Paese. Proprio per questo invito l'avanguardia delle bandiere blu, che sa come fare, a cominciare ad uscire e guidare con freddezza, tecnicita' e responsabilita' il nuovo movimento anticomunista. Voi lettori, vi prego, metteteci il calore umano testimoniando che l'anticomunismo e' un valore, il bene che diventa guerriero per sconfiggere il male. Vedrete sempre piu' blu nelle strade.

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Certo, dallo stalinismo sono passati allo statalismo. Ma tale transizione, che molti hanno imprudentemente salutato come rinnovamento della sinistra, si e' in realta' rivelata essere solo una modernizzazione del totalitarismo. I comunisti non si sono mai rassegnati alla sconfitta storica del loro modello. Fallita la scommessa che fosse possibile un'economia senza denaro, i comunisti hanno capito che qualcuno i soldi doveva pur farli e darli. Ed ecco la loro nuova strategia: costringere il capitalismo a finanziare il comunismo invece di sostituire il primo con il secondo. Dalla rivoluzione al parassitismo fiscale. Per occupare lo Stato invece che sostituirlo, sono passati dalla logica rivoluzionaria a quella delle alleanze. In Italia si sono travestiti da solidaristi e buonisti e, grazie a questo, hanno intercettato sul piano simbolico i cattolici di sinistra. Questi ultimi hanno fornito la loro copertura centrista ai rossi in cambio di potere. I comunisti e loro alleati hanno poi ottenuto il pezzo di maggioranza che comunque mancava usando mezzi militari tipicamente stalinisti, per esempio usando le istituzioni da loro infiltrate per ricattare o eliminare gli avversari in modo da spaccarli o indebolirli.

Ovviamente non tutti i comunisti sono perfettamente d'accordo su questa strategia. Tra loro ci sono molte correnti romantiche che non accettano il travestimento ne' la strategia opportunistica. Ma sono sempre comunisti e, alla fine, quando si parla di soldi e di potere si ricompattano nella nuova logica parassitaria. Lettori, non fatevi abbindolare dalla cosmesi retorica: la sinistra oggi al potere in Italia (e in Francia) e' sempre il vecchio comunismo totalitarista, con grandi capacita' militari, solo travestito da statosocialismo. Avete ancora dubbi? Guardate i fatti. Per esempio, la mossa di imporre in Italia e Francia le 35 ore vuol dire proprio questo. Rendere inutile la liberta' dimostrando alla gente che il collettivismo populista puo dare piu' vantaggi. E' sempre lo stesso comunismo antistorico. I rossi sono furbi sul piano tattico, ma - appunto- stupidi su quello della storia. Il loro parassitismo e dirigismo economico portera' la nazione al collasso ed al degrado morale. Ma se nessuno li butta giu', e' difficile che questi mollino nonostante qualsiasi evidenza di fallimento. Per questo bisogna insorgere.

Spiace il dover invocare una mobilitazione di massa anticomunista. E' azione non certo moderna. Ma cosa possiamo fare se abbiamo al potere il vecchio totalitarismo comunista, pur travestito? Dobbiamo forse, noi popolo produttivo, emigrare o morire e comunque pregiudicare il futuro dei nostri figli solo per non farsi dare del retrogrado dai pennivendoli al soldo dei rossi? Figurarsi. Un anno fa scrissi le stesse cose. Molti del popolo produttivo reagirono formando comitati spontanei di bandiere blu. Ma anche molti mi accusarono di essere eccessivo nel denunciare il pericolo del comunismo. Oggi abbiamo la prova fattuale che il comunismo c'e' ed il suo travestimento e' saltato proprio nelle contingenze della crisi di governo e modalita' della ricompattazione. E allora contro di questa non resta altro che lo scontro frontale. Lo faremo con intelligenza e sempre sapendo che siamo "contro" non per estetica del ribellismo, ma "per" diventare una comunita' realmente moderna e libera. Non ci dovranno essere violenze ne' atti che pregiudichino la credibilita' internazionale del Paese. Proprio per questo invito l'avanguardia delle bandiere blu, che sa come fare, a cominciare ad uscire e guidare con freddezza, tecnicita' e responsabilita' il nuovo movimento anticomunista. Voi lettori, vi prego, metteteci il calore umano testimoniando che l'anticomunismo e' un valore, il bene che diventa guerriero per sconfiggere il male. Vedrete sempre piu' blu nelle strade.

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Certo, dallo stalinismo sono passati allo statalismo. Ma tale transizione, che molti hanno imprudentemente salutato come rinnovamento della sinistra, si e' in realta' rivelata essere solo una modernizzazione del totalitarismo. I comunisti non si sono mai rassegnati alla sconfitta storica del loro modello. Fallita la scommessa che fosse possibile un'economia senza denaro, i comunisti hanno capito che qualcuno i soldi doveva pur farli e darli. Ed ecco la loro nuova strategia: costringere il capitalismo a finanziare il comunismo invece di sostituire il primo con il secondo. Dalla rivoluzione al parassitismo fiscale. Per occupare lo Stato invece che sostituirlo, sono passati dalla logica rivoluzionaria a quella delle alleanze. In Italia si sono travestiti da solidaristi e buonisti e, grazie a questo, hanno intercettato sul piano simbolico i cattolici di sinistra. Questi ultimi hanno fornito la loro copertura centrista ai rossi in cambio di potere. I comunisti e loro alleati hanno poi ottenuto il pezzo di maggioranza che comunque mancava usando mezzi militari tipicamente stalinisti, per esempio usando le istituzioni da loro infiltrate per ricattare o eliminare gli avversari in modo da spaccarli o indebolirli.

Ovviamente non tutti i comunisti sono perfettamente d'accordo su questa strategia. Tra loro ci sono molte correnti romantiche che non accettano il travestimento ne' la strategia opportunistica. Ma sono sempre comunisti e, alla fine, quando si parla di soldi e di potere si ricompattano nella nuova logica parassitaria. Lettori, non fatevi abbindolare dalla cosmesi retorica: la sinistra oggi al potere in Italia (e in Francia) e' sempre il vecchio comunismo totalitarista, con grandi capacita' militari, solo travestito da statosocialismo. Avete ancora dubbi? Guardate i fatti. Per esempio, la mossa di imporre in Italia e Francia le 35 ore vuol dire proprio questo. Rendere inutile la liberta' dimostrando alla gente che il collettivismo populista puo dare piu' vantaggi. E' sempre lo stesso comunismo antistorico. I rossi sono furbi sul piano tattico, ma - appunto- stupidi su quello della storia. Il loro parassitismo e dirigismo economico portera' la nazione al collasso ed al degrado morale. Ma se nessuno li butta giu', e' difficile che questi mollino nonostante qualsiasi evidenza di fallimento. Per questo bisogna insorgere.

Spiace il dover invocare una mobilitazione di massa anticomunista. E' azione non certo moderna. Ma cosa possiamo fare se abbiamo al potere il vecchio totalitarismo comunista, pur travestito? Dobbiamo forse, noi popolo produttivo, emigrare o morire e comunque pregiudicare il futuro dei nostri figli solo per non farsi dare del retrogrado dai pennivendoli al soldo dei rossi? Figurarsi. Un anno fa scrissi le stesse cose. Molti del popolo produttivo reagirono formando comitati spontanei di bandiere blu. Ma anche molti mi accusarono di essere eccessivo nel denunciare il pericolo del comunismo. Oggi abbiamo la prova fattuale che il comunismo c'e' ed il suo travestimento e' saltato proprio nelle contingenze della crisi di governo e modalita' della ricompattazione. E allora contro di questa non resta altro che lo scontro frontale. Lo faremo con intelligenza e sempre sapendo che siamo "contro" non per estetica del ribellismo, ma "per" diventare una comunita' realmente moderna e libera. Non ci dovranno essere violenze ne' atti che pregiudichino la credibilita' internazionale del Paese. Proprio per questo invito l'avanguardia delle bandiere blu, che sa come fare, a cominciare ad uscire e guidare con freddezza, tecnicita' e responsabilita' il nuovo movimento anticomunista. Voi lettori, vi prego, metteteci il calore umano testimoniando che l'anticomunismo e' un valore, il bene che diventa guerriero per sconfiggere il male. Vedrete sempre piu' blu nelle strade.

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Carlo A. Pelanda
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il Giornale

1997-10-15

15/10/1997

L'anticomunismo e' un valore

E' l'ora della mobilitazione morale contro il comunismo. In verita' sarebbe stato necessario farlo gia' nel 1996. Ma troppi sono rimasti intrappolati nella falsa idea che esistessero una sinistra buona ed una cattiva, la prima capace di tenere sotto controllo la seconda. Invece i fatti dimostrano che esiste una sola sinistra composta da diversi tipi di comunisti (neo, post, quasi e catto), ma tutti convergenti verso quella che e' la forma recente del comunismo: la dittatura dello statalismo.

Certo, dallo stalinismo sono passati allo statalismo. Ma tale transizione, che molti hanno imprudentemente salutato come rinnovamento della sinistra, si e' in realta' rivelata essere solo una modernizzazione del totalitarismo. I comunisti non si sono mai rassegnati alla sconfitta storica del loro modello. Fallita la scommessa che fosse possibile un'economia senza denaro, i comunisti hanno capito che qualcuno i soldi doveva pur farli e darli. Ed ecco la loro nuova strategia: costringere il capitalismo a finanziare il comunismo invece di sostituire il primo con il secondo. Dalla rivoluzione al parassitismo fiscale. Per occupare lo Stato invece che sostituirlo, sono passati dalla logica rivoluzionaria a quella delle alleanze. In Italia si sono travestiti da solidaristi e buonisti e, grazie a questo, hanno intercettato sul piano simbolico i cattolici di sinistra. Questi ultimi hanno fornito la loro copertura centrista ai rossi in cambio di potere. I comunisti e loro alleati hanno poi ottenuto il pezzo di maggioranza che comunque mancava usando mezzi militari tipicamente stalinisti, per esempio usando le istituzioni da loro infiltrate per ricattare o eliminare gli avversari in modo da spaccarli o indebolirli.

Ovviamente non tutti i comunisti sono perfettamente d'accordo su questa strategia. Tra loro ci sono molte correnti romantiche che non accettano il travestimento ne' la strategia opportunistica. Ma sono sempre comunisti e, alla fine, quando si parla di soldi e di potere si ricompattano nella nuova logica parassitaria. Lettori, non fatevi abbindolare dalla cosmesi retorica: la sinistra oggi al potere in Italia (e in Francia) e' sempre il vecchio comunismo totalitarista, con grandi capacita' militari, solo travestito da statosocialismo. Avete ancora dubbi? Guardate i fatti. Per esempio, la mossa di imporre in Italia e Francia le 35 ore vuol dire proprio questo. Rendere inutile la liberta' dimostrando alla gente che il collettivismo populista puo dare piu' vantaggi. E' sempre lo stesso comunismo antistorico. I rossi sono furbi sul piano tattico, ma - appunto- stupidi su quello della storia. Il loro parassitismo e dirigismo economico portera' la nazione al collasso ed al degrado morale. Ma se nessuno li butta giu', e' difficile che questi mollino nonostante qualsiasi evidenza di fallimento. Per questo bisogna insorgere.

Spiace il dover invocare una mobilitazione di massa anticomunista. E' azione non certo moderna. Ma cosa possiamo fare se abbiamo al potere il vecchio totalitarismo comunista, pur travestito? Dobbiamo forse, noi popolo produttivo, emigrare o morire e comunque pregiudicare il futuro dei nostri figli solo per non farsi dare del retrogrado dai pennivendoli al soldo dei rossi? Figurarsi. Un anno fa scrissi le stesse cose. Molti del popolo produttivo reagirono formando comitati spontanei di bandiere blu. Ma anche molti mi accusarono di essere eccessivo nel denunciare il pericolo del comunismo. Oggi abbiamo la prova fattuale che il comunismo c'e' ed il suo travestimento e' saltato proprio nelle contingenze della crisi di governo e modalita' della ricompattazione. E allora contro di questa non resta altro che lo scontro frontale. Lo faremo con intelligenza e sempre sapendo che siamo "contro" non per estetica del ribellismo, ma "per" diventare una comunita' realmente moderna e libera. Non ci dovranno essere violenze ne' atti che pregiudichino la credibilita' internazionale del Paese. Proprio per questo invito l'avanguardia delle bandiere blu, che sa come fare, a cominciare ad uscire e guidare con freddezza, tecnicita' e responsabilita' il nuovo movimento anticomunista. Voi lettori, vi prego, metteteci il calore umano testimoniando che l'anticomunismo e' un valore, il bene che diventa guerriero per sconfiggere il male. Vedrete sempre piu' blu nelle strade.

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