Se io vi dicessi: "l'economia va male, privatizziamo la Rai" pensereste che mi sono rimbambito. Ed invece no, seguitemi.

Pil italiano a meno 0,4% nel primo trimestre 1997. Recessione confermata, firmato Istat. Il governo conosceva da tempo questo andamento quasi catastrofico dell'economia reale. Prima lo ha negato quando qualcuno glielo faceva notare. Per esempio, il bravo Tremonti aveva colto l'andazzo già da marzo-aprile osservando i dati correnti dell'Iva. Il governo negò sdegnato. Ma questo é niente. Per ridurre preventivamente l'impatto del dato negativo, il governo ha enfatizzato le previsioni per il 1998 che riportano una stima di crescita del Pil attorno al 2%. Vi ricordate? Tra la fine di maggio e l'inizio di giugno c'é stata una alluvione di comunicati, nonché di stampa apologetica, che magnificavano le sorti future del Paese. E la realtà del presente? Irrilevante di fronte alla magnifica profezia. Capito il trucco? La realtà è contro il governo. Non potendo negarla, questo ha messo gli occhiali agli italiani affinché la veda bella. E lo ha fatto anche bene, con metodiche avanzate. Nel passato i regimi totalitari riuscivano a tenere sotto controllo le informazioni di dettaglio perché avevano il monopolio dei mezzi di comunicazione. Nella Russia di Stalin, per esempio, si sarebbe semplicemente cancellato il dato sul cattivo andamento del Pil. Ma nelle democrazie, anche nelle semidemocrazie come quella nostrana, tale monopolio é impossibile. Allora un povero governo-partito che vuole "fare regime" deve trovare il modo per condizionare l'opinione pubblica non potendo soffocare l'informazione alla fonte. Che fa? Semplice, concentra la comunicazione condizionante sul piano dei riferimenti simbolici generali che poi decidono il significato delle singole informazioni di dettaglio. Si può chiamare tecnica di "gestione simbolica": per condizionare un pubblico non si controllano più le informazioni ed i dati di dettaglio, ma solo il meccanismo che fornisce a questi il "significato". I media che il governo e l'Ulivo controllano hanno, infatti, scatenato un'offensiva per mettere gli occhiali simbolici dell'ottimismo. Ed il punto é che ne controllano a sufficienza per ottenere l'effetto voluto. Efficiente, ben fatto, inquietante.

Vi do un esempio. Qual é il fatto principale che il governo e sinistra vogliono nascondere? Che il sistema statosocialista é la causa principale del cattivo andamento dell'economia. E' fatto chiaro come la luce del sole, incontrovertibile. Ma appunto, gli occhiali messi dal dominio comunicativo del regime non vogliono farlo vedere ai più. Dall'analisi comparata delle prestazioni tra sistemi economici viene fuori che quelli liberisti, Stati Uniti ed altri, creano un mucchio di ricchezza e di occupazione. Quelli europei continentali, statosocialisti, crescono poco e sono devastati dalla disocccupazione. Il governo e i media dominati dalla sinistra non negano questo fatto innegabile e significativo. Ne cambiano, invece, il significato emettendo un'immagine di gestione simbolica molto raffinata: il liberismo é più efficiente, ma é cattivo, "sadoliberismo". Oppure: non si può importare in Europa il modello americano. Perché mai, poi? Gli americani sono di fatto europei. Ma se vi dicono in televisione a tamburo battente che l'Europa non é l'America e che il liberismo é sadico, alla fine ci credete o vi sentite almeno intimiditi a pensare il contrario. Così perde importanza il dato comparativo reale e quello che dimostra. La tecnica raffinata é quella di ammettere il contraddittorio sui fatti minori, ma non sulle comunicazioni finalizzate ad orientare i riferimenti culturali degli ascoltatori. E' un monopolio selettivo delle fonti comunicative veramente importanti sul piano della gestione simbolica. E in questo modo riescono a ridurre o modificare il significato delle informazioni di dettaglio che mostrano l'inconsistenza ed il fallimento di questo governo, specialmente al riguardo dell'economia.

Non so quanto sia sistematica ed estesa questa strategia condizionante. Sono solo certo che in alcune occasioni l'hanno utilizzata. Lettori, l'unica difesa contro di essa é quella di togliere il controllo politico dalle fonti informative e di averne tante. Per questo "meno 0,4% di Pil nel primo trimestre 1997" é un dato che può avere significato solo se associato alla richiesta di privatizzzione della Rai come simbolo - ricordando che in Rai ci sono anche bravissimi giornalisti- di una più generale liberalizzazione dell'informazione. Se questa non avviene la notizia sarà sempre: "la realtà sbaglia, il governo ha ragione".

" /> Se io vi dicessi: "l'economia va male, privatizziamo la Rai" pensereste che mi sono rimbambito. Ed invece no, seguitemi.

Pil italiano a meno 0,4% nel primo trimestre 1997. Recessione confermata, firmato Istat. Il governo conosceva da tempo questo andamento quasi catastrofico dell'economia reale. Prima lo ha negato quando qualcuno glielo faceva notare. Per esempio, il bravo Tremonti aveva colto l'andazzo già da marzo-aprile osservando i dati correnti dell'Iva. Il governo negò sdegnato. Ma questo é niente. Per ridurre preventivamente l'impatto del dato negativo, il governo ha enfatizzato le previsioni per il 1998 che riportano una stima di crescita del Pil attorno al 2%. Vi ricordate? Tra la fine di maggio e l'inizio di giugno c'é stata una alluvione di comunicati, nonché di stampa apologetica, che magnificavano le sorti future del Paese. E la realtà del presente? Irrilevante di fronte alla magnifica profezia. Capito il trucco? La realtà è contro il governo. Non potendo negarla, questo ha messo gli occhiali agli italiani affinché la veda bella. E lo ha fatto anche bene, con metodiche avanzate. Nel passato i regimi totalitari riuscivano a tenere sotto controllo le informazioni di dettaglio perché avevano il monopolio dei mezzi di comunicazione. Nella Russia di Stalin, per esempio, si sarebbe semplicemente cancellato il dato sul cattivo andamento del Pil. Ma nelle democrazie, anche nelle semidemocrazie come quella nostrana, tale monopolio é impossibile. Allora un povero governo-partito che vuole "fare regime" deve trovare il modo per condizionare l'opinione pubblica non potendo soffocare l'informazione alla fonte. Che fa? Semplice, concentra la comunicazione condizionante sul piano dei riferimenti simbolici generali che poi decidono il significato delle singole informazioni di dettaglio. Si può chiamare tecnica di "gestione simbolica": per condizionare un pubblico non si controllano più le informazioni ed i dati di dettaglio, ma solo il meccanismo che fornisce a questi il "significato". I media che il governo e l'Ulivo controllano hanno, infatti, scatenato un'offensiva per mettere gli occhiali simbolici dell'ottimismo. Ed il punto é che ne controllano a sufficienza per ottenere l'effetto voluto. Efficiente, ben fatto, inquietante.

Vi do un esempio. Qual é il fatto principale che il governo e sinistra vogliono nascondere? Che il sistema statosocialista é la causa principale del cattivo andamento dell'economia. E' fatto chiaro come la luce del sole, incontrovertibile. Ma appunto, gli occhiali messi dal dominio comunicativo del regime non vogliono farlo vedere ai più. Dall'analisi comparata delle prestazioni tra sistemi economici viene fuori che quelli liberisti, Stati Uniti ed altri, creano un mucchio di ricchezza e di occupazione. Quelli europei continentali, statosocialisti, crescono poco e sono devastati dalla disocccupazione. Il governo e i media dominati dalla sinistra non negano questo fatto innegabile e significativo. Ne cambiano, invece, il significato emettendo un'immagine di gestione simbolica molto raffinata: il liberismo é più efficiente, ma é cattivo, "sadoliberismo". Oppure: non si può importare in Europa il modello americano. Perché mai, poi? Gli americani sono di fatto europei. Ma se vi dicono in televisione a tamburo battente che l'Europa non é l'America e che il liberismo é sadico, alla fine ci credete o vi sentite almeno intimiditi a pensare il contrario. Così perde importanza il dato comparativo reale e quello che dimostra. La tecnica raffinata é quella di ammettere il contraddittorio sui fatti minori, ma non sulle comunicazioni finalizzate ad orientare i riferimenti culturali degli ascoltatori. E' un monopolio selettivo delle fonti comunicative veramente importanti sul piano della gestione simbolica. E in questo modo riescono a ridurre o modificare il significato delle informazioni di dettaglio che mostrano l'inconsistenza ed il fallimento di questo governo, specialmente al riguardo dell'economia.

Non so quanto sia sistematica ed estesa questa strategia condizionante. Sono solo certo che in alcune occasioni l'hanno utilizzata. Lettori, l'unica difesa contro di essa é quella di togliere il controllo politico dalle fonti informative e di averne tante. Per questo "meno 0,4% di Pil nel primo trimestre 1997" é un dato che può avere significato solo se associato alla richiesta di privatizzzione della Rai come simbolo - ricordando che in Rai ci sono anche bravissimi giornalisti- di una più generale liberalizzazione dell'informazione. Se questa non avviene la notizia sarà sempre: "la realtà sbaglia, il governo ha ragione".

"/> Se io vi dicessi: "l'economia va male, privatizziamo la Rai" pensereste che mi sono rimbambito. Ed invece no, seguitemi.

Pil italiano a meno 0,4% nel primo trimestre 1997. Recessione confermata, firmato Istat. Il governo conosceva da tempo questo andamento quasi catastrofico dell'economia reale. Prima lo ha negato quando qualcuno glielo faceva notare. Per esempio, il bravo Tremonti aveva colto l'andazzo già da marzo-aprile osservando i dati correnti dell'Iva. Il governo negò sdegnato. Ma questo é niente. Per ridurre preventivamente l'impatto del dato negativo, il governo ha enfatizzato le previsioni per il 1998 che riportano una stima di crescita del Pil attorno al 2%. Vi ricordate? Tra la fine di maggio e l'inizio di giugno c'é stata una alluvione di comunicati, nonché di stampa apologetica, che magnificavano le sorti future del Paese. E la realtà del presente? Irrilevante di fronte alla magnifica profezia. Capito il trucco? La realtà è contro il governo. Non potendo negarla, questo ha messo gli occhiali agli italiani affinché la veda bella. E lo ha fatto anche bene, con metodiche avanzate. Nel passato i regimi totalitari riuscivano a tenere sotto controllo le informazioni di dettaglio perché avevano il monopolio dei mezzi di comunicazione. Nella Russia di Stalin, per esempio, si sarebbe semplicemente cancellato il dato sul cattivo andamento del Pil. Ma nelle democrazie, anche nelle semidemocrazie come quella nostrana, tale monopolio é impossibile. Allora un povero governo-partito che vuole "fare regime" deve trovare il modo per condizionare l'opinione pubblica non potendo soffocare l'informazione alla fonte. Che fa? Semplice, concentra la comunicazione condizionante sul piano dei riferimenti simbolici generali che poi decidono il significato delle singole informazioni di dettaglio. Si può chiamare tecnica di "gestione simbolica": per condizionare un pubblico non si controllano più le informazioni ed i dati di dettaglio, ma solo il meccanismo che fornisce a questi il "significato". I media che il governo e l'Ulivo controllano hanno, infatti, scatenato un'offensiva per mettere gli occhiali simbolici dell'ottimismo. Ed il punto é che ne controllano a sufficienza per ottenere l'effetto voluto. Efficiente, ben fatto, inquietante.

Vi do un esempio. Qual é il fatto principale che il governo e sinistra vogliono nascondere? Che il sistema statosocialista é la causa principale del cattivo andamento dell'economia. E' fatto chiaro come la luce del sole, incontrovertibile. Ma appunto, gli occhiali messi dal dominio comunicativo del regime non vogliono farlo vedere ai più. Dall'analisi comparata delle prestazioni tra sistemi economici viene fuori che quelli liberisti, Stati Uniti ed altri, creano un mucchio di ricchezza e di occupazione. Quelli europei continentali, statosocialisti, crescono poco e sono devastati dalla disocccupazione. Il governo e i media dominati dalla sinistra non negano questo fatto innegabile e significativo. Ne cambiano, invece, il significato emettendo un'immagine di gestione simbolica molto raffinata: il liberismo é più efficiente, ma é cattivo, "sadoliberismo". Oppure: non si può importare in Europa il modello americano. Perché mai, poi? Gli americani sono di fatto europei. Ma se vi dicono in televisione a tamburo battente che l'Europa non é l'America e che il liberismo é sadico, alla fine ci credete o vi sentite almeno intimiditi a pensare il contrario. Così perde importanza il dato comparativo reale e quello che dimostra. La tecnica raffinata é quella di ammettere il contraddittorio sui fatti minori, ma non sulle comunicazioni finalizzate ad orientare i riferimenti culturali degli ascoltatori. E' un monopolio selettivo delle fonti comunicative veramente importanti sul piano della gestione simbolica. E in questo modo riescono a ridurre o modificare il significato delle informazioni di dettaglio che mostrano l'inconsistenza ed il fallimento di questo governo, specialmente al riguardo dell'economia.

Non so quanto sia sistematica ed estesa questa strategia condizionante. Sono solo certo che in alcune occasioni l'hanno utilizzata. Lettori, l'unica difesa contro di essa é quella di togliere il controllo politico dalle fonti informative e di averne tante. Per questo "meno 0,4% di Pil nel primo trimestre 1997" é un dato che può avere significato solo se associato alla richiesta di privatizzzione della Rai come simbolo - ricordando che in Rai ci sono anche bravissimi giornalisti- di una più generale liberalizzazione dell'informazione. Se questa non avviene la notizia sarà sempre: "la realtà sbaglia, il governo ha ragione".

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1997-6-30

30/6/1997

La realtà sbaglia, il governo ha ragione

Se io vi dicessi: "l'economia va male, privatizziamo la Rai" pensereste che mi sono rimbambito. Ed invece no, seguitemi.

Pil italiano a meno 0,4% nel primo trimestre 1997. Recessione confermata, firmato Istat. Il governo conosceva da tempo questo andamento quasi catastrofico dell'economia reale. Prima lo ha negato quando qualcuno glielo faceva notare. Per esempio, il bravo Tremonti aveva colto l'andazzo già da marzo-aprile osservando i dati correnti dell'Iva. Il governo negò sdegnato. Ma questo é niente. Per ridurre preventivamente l'impatto del dato negativo, il governo ha enfatizzato le previsioni per il 1998 che riportano una stima di crescita del Pil attorno al 2%. Vi ricordate? Tra la fine di maggio e l'inizio di giugno c'é stata una alluvione di comunicati, nonché di stampa apologetica, che magnificavano le sorti future del Paese. E la realtà del presente? Irrilevante di fronte alla magnifica profezia. Capito il trucco? La realtà è contro il governo. Non potendo negarla, questo ha messo gli occhiali agli italiani affinché la veda bella. E lo ha fatto anche bene, con metodiche avanzate. Nel passato i regimi totalitari riuscivano a tenere sotto controllo le informazioni di dettaglio perché avevano il monopolio dei mezzi di comunicazione. Nella Russia di Stalin, per esempio, si sarebbe semplicemente cancellato il dato sul cattivo andamento del Pil. Ma nelle democrazie, anche nelle semidemocrazie come quella nostrana, tale monopolio é impossibile. Allora un povero governo-partito che vuole "fare regime" deve trovare il modo per condizionare l'opinione pubblica non potendo soffocare l'informazione alla fonte. Che fa? Semplice, concentra la comunicazione condizionante sul piano dei riferimenti simbolici generali che poi decidono il significato delle singole informazioni di dettaglio. Si può chiamare tecnica di "gestione simbolica": per condizionare un pubblico non si controllano più le informazioni ed i dati di dettaglio, ma solo il meccanismo che fornisce a questi il "significato". I media che il governo e l'Ulivo controllano hanno, infatti, scatenato un'offensiva per mettere gli occhiali simbolici dell'ottimismo. Ed il punto é che ne controllano a sufficienza per ottenere l'effetto voluto. Efficiente, ben fatto, inquietante.

Vi do un esempio. Qual é il fatto principale che il governo e sinistra vogliono nascondere? Che il sistema statosocialista é la causa principale del cattivo andamento dell'economia. E' fatto chiaro come la luce del sole, incontrovertibile. Ma appunto, gli occhiali messi dal dominio comunicativo del regime non vogliono farlo vedere ai più. Dall'analisi comparata delle prestazioni tra sistemi economici viene fuori che quelli liberisti, Stati Uniti ed altri, creano un mucchio di ricchezza e di occupazione. Quelli europei continentali, statosocialisti, crescono poco e sono devastati dalla disocccupazione. Il governo e i media dominati dalla sinistra non negano questo fatto innegabile e significativo. Ne cambiano, invece, il significato emettendo un'immagine di gestione simbolica molto raffinata: il liberismo é più efficiente, ma é cattivo, "sadoliberismo". Oppure: non si può importare in Europa il modello americano. Perché mai, poi? Gli americani sono di fatto europei. Ma se vi dicono in televisione a tamburo battente che l'Europa non é l'America e che il liberismo é sadico, alla fine ci credete o vi sentite almeno intimiditi a pensare il contrario. Così perde importanza il dato comparativo reale e quello che dimostra. La tecnica raffinata é quella di ammettere il contraddittorio sui fatti minori, ma non sulle comunicazioni finalizzate ad orientare i riferimenti culturali degli ascoltatori. E' un monopolio selettivo delle fonti comunicative veramente importanti sul piano della gestione simbolica. E in questo modo riescono a ridurre o modificare il significato delle informazioni di dettaglio che mostrano l'inconsistenza ed il fallimento di questo governo, specialmente al riguardo dell'economia.

Non so quanto sia sistematica ed estesa questa strategia condizionante. Sono solo certo che in alcune occasioni l'hanno utilizzata. Lettori, l'unica difesa contro di essa é quella di togliere il controllo politico dalle fonti informative e di averne tante. Per questo "meno 0,4% di Pil nel primo trimestre 1997" é un dato che può avere significato solo se associato alla richiesta di privatizzzione della Rai come simbolo - ricordando che in Rai ci sono anche bravissimi giornalisti- di una più generale liberalizzazione dell'informazione. Se questa non avviene la notizia sarà sempre: "la realtà sbaglia, il governo ha ragione".

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