ENGLISH VERSION


 VITA
  Biografia    Gallery     Interviste    Premi     CPTV

 PUBBLICAZIONI

  Libri    Saggi    Ricerche
  Articoli dal 1998

 LETTERE

  Scrivi a CP
  Leggi le lettere    Archivio

 CERCA


Carlo A. Pelanda
menu
fb Tw g+ print

Il Foglio

2014-10-21

21/10/2014

La rilegittimazione della finanza derivata grazie alla Bce sarà salvifica

L’avvio del programma Bce di acquisto di obbligazioni bancarie con doppia garanzia (Covered bonds) e la disponibilità a comprare nel prossimo futuro più rischiosi, entro limiti, prodotti sintetici di finanza derivata, per esempio pacchetti di mutui o di prestiti bancari con valore il rendimento di tali sottostanti (cioè Abs, Asset backed securities) è una svolta. La finanza derivata, finora demonizzata, riprende piena legittimità nell’Eurozona, in particolare le cartolarizzazioni, precursore di un ricorso più esteso a tali strumenti, nelle circostanze salvifici. La crisi finanziaria del 2008, originata dalla scoperta alla fine del 2006 di Abs con sottostante marcio (i mutui “sub-prime” statunitensi) comportò la demonizzazione e l’abbandono delle nuove tecnologie di finanziarizzazione: si affermò nell’opinione politica e pubblica la fesseria che economia reale e finanziaria fossero due cose separabili, la prima buona e la seconda cattiva. Nella finanza americana durò poco, in quella europea di più. Ora la Bce permette di riaprire l’Eurozona al realismo. Non può esistere, infatti, economia reale senza finanza evoluta, così come non può esservi crescita delle imprese senza leva. Sull’altro lato, gli operatori finanziari hanno imparato che la leva (il debito) deve avere limiti e che i prodotti finanziari derivati sintetici devono essere costruiti con totale trasparenza. Per rendere questa idea sia ai suoi studenti sia nei seminari tra specialisti, il rubricante ricorre ad una allegoria. Si consideri la finanziarizzazione un “discorso su una cosa”. Si possono fare successivi discorsi (derivati) su un discorso su un cosa. Ad un certo punto un interlocutore chiede: ma di cosa cavolo stiamo parlando? Se c’è una risposta e questa indica con chiarezza il valore della cosa sottostante, allora la catena dei discorsi può continuare. In caso contrario il prodotto finanziario derivato è marcio e la catena si spezza, azzerando il valore del prodotto stesso. Se si rispetta questo criterio di corrispondenza costante tra finanziarizzazione e cosa, allora la finanza derivata può muoversi fluidamente nel circuito dei trasferimenti del rischio e produrre i suoi effetti benefici: dare il sangue (capitale) al corpo dell’economia reale. La Bce è legittimante perché segnala al mercato che il suo ingaggio nel mercato dei derivati implica una regolazione degli stessi, per intanto di fatto che è cosa più importante di quella formale. Sfugge l’importanza di questo evento? Si consideri che la tecnica di cartolarizzazione permette di trasformare un prodotto illiquido in uno liquido, cioè una cosa invendibile in una vendibile oppure una che non da cassa in una che la da. Esempi. Il più banale, se una banca trova compratori per pacchetti cartolarizzati di prestiti e mutui allora incasserà nuovi soldi per fare nuovi prestiti e mutui stessi, aumentando così il credito. Ma se la rilegittimazione della finanza derivata si estendesse, anche un privato potrebbe trovare più soluzioni cartolarizzate ai suoi problemi. Un immobile con rendita da affitti che non trova compratori viene conferito ad un fondo immobiliare; le quote del fondo vengono poi trasferite da chi le possiede ad una società specializzata che le paga emettendo obbligazioni aventi come sottostante il rendimento degli affitti (e/o del fondo). Tale obbligazione è un valore finanziario accertato, che quindi trova mercato, o può essere collateralizzato per avere nuova finanza, mentre l’immobile non è accettato come garanzia né trova compratori ad un prezzo decente. Miracolo? No, finanza derivata che risolve problemi. Bentornata.

(c) 2014 Carlo Pelanda
FB TW G+

(c) 1999 Carlo Pelanda
Contacts: public@carlopelanda.com
website by: Filippo Brunelli