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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2008-12-22

22/12/2008

Servono sistemi e poteri d’emergenza

 Il governo ha più volte dichiarato che vorrebbe fare di più per contrastare la recessione, ma che ha poche risorse. In realtà queste potrebbero essere moltiplicate, rispettando i tetti di deficit, attraverso una gestione mirata e selettiva dei casi critici, caricata di poteri d’eccezione. Una sorta di protezione civile economica.

Per capirci. Devo trovare una casa. Se non ho la mappa devo girare tutta la città per individuarla, consumando molte risorse. Se ho l’informazione vado all’indirizzo impiegandone di meno. C’è una relazione tra informazione ed energia. Questo è il paradigma della “Cibernetica”, cioè la scienza del governo dei sistemi (von Wiener, 1948). Significa che l’informazione è un moltiplicatore delle risorse.  Ora chiediamoci che cosa cambierebbe se lo Stato potesse disporre di una mappa dettagliata delle situazioni critiche, in tempo reale, e di un potere d’eccezione per gestirle. Esempi (ipotetici ma basati su casi reali registrati in questi giorni). Un’azienda sana, ma colpita dalla caduta della domanda e da restrizioni bancarie, ha un credito con lo Stato di tot. Il riceverlo subito salverebbe l’azienda fino alla ripresa del mercato. L’informazione arriva ad una sala operativa, lì un decisore con poteri d’eccezione, dopo un rapido esame, ha la facoltà di risolvere il problema in un giorno. Ora se ne parla, ma con i metodi ordinari potrebbero passare mesi. Un gruppo di aziende è in crisi, sono ingaggiate in lavori pubblici già approvati, ma l’apertura dei cantieri richiede mesi. Il gestore con poteri d’eccezione accende subito lavori ed erogazioni, posponendo tutti i requisiti burocratici. I licenziati senza garanzie sostitutive, immigrati in particolare, si segnalano al computer e vengono contattati per soluzioni in tempo reale. C’è un’istituzione del genere? No. Il governo sta facendo molto, per esempio l’estensione della Cig, ma usando il modello ordinario rallentato dalle procedure normali. Quanto di più e più velocemente si potrebbe fare organizzando una funzione temporanea d’emergenza come quella qui ipotizzata? Tanto. Da un lato le istituzioni non sono predisposte per le emergenze, dall’altro la protezione civile economica potrebbe essere organizzata in poco tempo: (a) sala operativa nazionale collegata con tutti gli enti nazionali e locali rilevanti e le associazioni sia economiche sia di comunità; (b) mappazione della crisi via modello computerizzato, con risoluzione fino al caso individuale; (c) decreto che dota il Primo ministro di poteri d’eccezione temporanei, cioè di deroga, tra cui la nomina di commissari straordinari delegati. Fantascienza? No, è l’immagine di un normale sistema di informazioni, comando e controllo militare, una infrastruttura simile è già predisposta per le operazioni di protezione civile in caso di disastri, poteri d’eccezione compresi. A quale personale affidare l’infrastruttura d’emergenza? Militari, finanzieri e carabinieri, con l’ausilio di ufficiali in pensione, che sono addestrati per operare tali sistemi. Se si vuole si può fare.  

(c) 2008 Carlo Pelanda
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