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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2013-12-3

3/12/2013

Perché la frizione tre Ue e Russia sull’Ucraina è stata un errore

Perché la Ue ha tentato di forzare accordi di associazione economica con Ucraina e Georgia, sapendo anche i sassi che Mosca ha la priorità di riportare queste nazioni sotto la sua influenza? Ovviamente il tentativo è fallito, creando tensioni sia tra Russia ed Ue sia interne nell’Ucraina. Strategia Ue di frizione per qualche utilità oppure errore? Nell’autunno del 2006 Putin segnalò alla Germania che la Ue avrebbe dovuto fermare la propria espansione ad est perché destabilizzante. Berlino, ricattabile da Mosca sul piano dell’energia, accettò di fatto una nuova Yalta imponendola a Bruxelles. Ma nel gennaio del 2007 Merkel lanciò all’Amministrazione Bush la proposta di formare un mercato integrato euroamericano per segnalare a Mosca che se avesse esagerato la Germania avrebbe richiamato l’America in Europa, a bilanciamento. Per inciso, Washington prese alla leggera la proposta perché ne capì lo scopo strumentale. Forse qui c’è una possibile chiave: la Ue, su spinta tedesca, ha volutamente costretto la Russia ad un’imbarazzante atto di interferenza, lo stop a Kiev, per creare un caso. In sintesi, una trappola per Putin costretto ad esibire il suo potere di veto su Kiev ed a gestire la ribellione di metà degli ucraini. Una vendetta di Merkel contro Putin? I servizi segreti russi hanno fatto rendere pubblico il controllo del cellulare di Merkel da parte della Nsa statunitense, imbarazzandola per sabotare il Trattato di libero scambio tra Ue ed America via sentimento anti-americano in Germania. Credibile? Non molto. Credibile che l’America abbia chiesto alla Ue di sfidare la neobaldanza russa? L’enfasi di Barroso sul fatto che “è finita l’era della sovranità limitata” parrebbe un indizio a favore. Ma è improbabile, pur non escludibile. Così come lo è l’ipotesi che la Ue abbia voluto dire di no all’Ucraina facendolo pronunciare a Kiev su pressione russa. E’ più probabile, infatti, che sia stato un errore/leggerezza. Anche perché la Russia sta ricostruendo il suo impero in forma di associazione economica sempre più stringente degli stati ex-sovietici. Ormai questo è un dato di fatto che non cambierà anche qualora Putin cadesse ed emergesse un nuovo Zar. Quindi la strategia realistica della Ue, se avesse voluto fare sul serio, sarebbe stata quella di creare, prima, un accordo di associazione economica con la Federazione russa e solo poi, con il consenso di Mosca, approfondire gli accordi con Ucraina ed altri. Tale strategia sarebbe un beneficio enorme per europei occidentali, orientali e russi perché: (a) i russi potrebbero progressivamente integrarsi nel mercato europeo occidentale; (b) gli europei orientali lo stesso; (c) e gli europei occidentali estendere più facilmente influenza e business verso l’Asia centrale ed il Pacifico. Inoltre, tale geoconfigurazione preparerebbe l’estensione graduale alla Russia del mercato integrato euroamericano: così l’accerchiamento della Cina sarebbe completo. Le nazioni Ue hanno messo a rischio tale scenario, costringendo la Russia alla frizione, o perché non hanno una strategia prospettica e perseguono per inerzia le inclusioni europee senza tener conto del ritorno della storia oppure ne tengono conto, ma facendo l’errore di considerare la Russia un nemico mentre è solo una nazione disperata da rassicurare e da includere, con pazienza. Il punto: come possono eurogalline senza cervello costruire una futura aquila a tre teste? Dovrebbero ritrovare un cervello perché l’utilità futura dell’Europa è proprio quella di raccordare America e Russia. O sparirà in un gioco più grande di lei.

(c) 2013 Carlo Pelanda
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