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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2012-6-5

5/6/2012

Per salvare l'Europa bisogna sconfiggere nuovamente la Germania, con un blitz

Le democrazie tendono ad agire e fare la cosa giusta solo quando la crisi e' evidente e riesce a compattare il consenso, cioè ad un centimetro del burrone. Ma stiamo arrivando sul ciglio e la Germania mantiene il divieto alle soluzioni confederali che salverebbero l'euro, pur Merkel dando segnali di ammorbidimento. Da un lato, Berlino mollerà per la consapevolezza che l'implosione dell'euro comporterebbe una catastrofe globale alla quale la Germania stessa non sfuggirebbe. Dall'altro, Merkel vuole arrivare ad una situazione di maggiore evidenza della crisi prima di mollare. Non si capisce se per calcolo o indecisione, ma il punto e' che prende tempo costringendo gli europei a finanziare con il sangue della gente la crisi e non la soluzione. Indiscrezioni segnalano che Francia e Spagna stanno valutando che una implosione dell'euro chiaramente imputabile alla imbecillità politica tedesca permetterebbe loro di uscire da una situazione di impoverimento. In Italia tale pensiero sta emergendo. In realtà e' un errore tragico, ma i politici hanno bisogno di vie di uscita immediate, qualunque sia il costo, perché la situazione attuale e' ingestibile. Cosa fare per salvare euro ed Ue, evitando una depressione globale nonché il ritorno dei nazionalismi in Europa? La solita storia: sconfiggere la Germania, unendo tutti gli europei contro. Come, dove e quando? L'unica soluzione tecnica efficace e' quella di lasciare che la Bce compri subito una parte dei debiti nazionali portandoli al medesimo rendimento verso il basso. Potrebbe già farlo per statuto perché la crisi del debito genera quella bancaria e sulla seconda la Bce ha poteri illimitati di prestatore di ultima istanza. Ma non ha fondi illimitati. Tuttavia può generarli con particolari prodotti finanziari, stampando indirettamente moneta, qui il punto, se entro il direttivo della Bce tale proposta avesse la maggioranza. Bundesbank si opporrebbe, Berlino minaccerebbe fracassi, ma se gli altri approvassero, con convergenze di tutti i governi contro la Germania, la Bce potrebbe legittimamente agire come detto. E per un po' la crisi sarebbe risolta al costo di un minimo di inflazione e di una salvifica svalutazione. La Germania reagirebbe uscendo dall'euro? L'elettorato sarebbe diviso tra chi teme un nuovo isolamento e chi propone una politica di potenza singola. Ma in tale situazione sarebbero i politici tedeschi a chiedere aiuto agli europei per trovare un compromesso che vada bene a tutti ed eviti una guerra civile in casa loro. In sintesi, la strategia e quella di trasferire la crisi dall'Europa alla Germania facendo un blitz nella Bce. La rubrica si rende conto dell'imbarazzo di Draghi nel leggere queste righe che lo caricano di una missione anomala ed invocano un ruolo politico della Bce. Si scusa, ma deve ricordargli che solo la strategia qui detta sarebbe efficace: per fare l'Europa bisogna sconfiggere nuovamente la Germania. Forse basterebbe solo minacciarla per ottenere il risultato, proviamo.

(c) 2012 Carlo Pelanda
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