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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2011-5-10

10/5/2011

Bisogna sostenere e non temere la profezia del triennio d’oro

Il medesimo fatto ha conseguenze diverse a seconda che avvenga in un momento storico di ottimismo o pessimismo. Per questo il rubricante stimola i suoi ricercatori a predisporre e continuamente aggiornare un metascenario supersintetico che indichi se in luogo del pianeta si è in fase ottimistica o pessimistica. E ad usare questo meta-dato per orientare  scenari e strategie settoriali. In questi mesi  America ed Europa stanno tornando ottimiste, la seconda meno e non dappertutto, mentre nei paesi emergenti ci sono segnali iniziali di una inversione dell’ottimismo, Cina in particolare, ma niente di grave ancora. In termini di supersintesi ciò significa che stiamo entrando, sul piano globale, in una fase dove le notizie ed i fatti negativi verranno minimizzati e quelli positivi amplificati.

 Tale ipotesi è importante in quanto le tendenze economiche correnti “reali” mostrano che America ed Europa sono ancora piuttosto lontane dalla riparazione dopo la crisi del 2008. Gli scenari normali, infatti, proiettano una crescita molto lenta. Quelli elaborati dal think tank del rubricante, calibrati con il fattore meta-sistemico dell’ottimismo, vedono invece una accelerazione della crescita a partire dai prossimi mesi, con tendenza a durare almeno un triennio. In America è molto visibile questo acceleratore psicologico, in Europa meno, anche a causa della deflazione da rigore, ma c’è. Ciò significa che eventuali eventi negativi avranno minore impatto depressivo perché troveranno un mercato crescente in grado di assorbirli meglio e di non tramutarli in crisi generale di fiducia. Tale buona situazione dovrebbe durare fino allo scoppio dell’inflazione “di picco”, fra tre anni, e conseguente recessione, combinata con le crisi nelle aree emergenti. Ma tre anni di espansione sono tanti ed in grado di far cumulare ricchezze tali da superare la prossima fase negativa. Come mai si è insediata una tendenza ottimistica nonostante la situazione non felice? Semplicemente perché gli attori di mercato si sono stufati del pessimismo. Così come nei paesi emergenti restano ottimisti nonostante i segnali di prossima crisi o insostenibilità della crescita corrente. La realtà costruita dalle menti ha un certa indipendenza da altri livelli di realtà e la prima ha la capacità di costruire i secondi. La rubrica raccomanda agli attori politici e di mercato in America ed Europa di confermare la “profezia del triennio d’oro”, di spingere la bolla invece che temerla. Servirà per limitare l’ondata di destra e sinistra estreme, ora in atto e basata sulla paura di impoverimento. Ed anche per uscire meglio dalla crisi successiva.  

(c) 2011 Carlo Pelanda
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