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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2011-8-16

16/8/2011

L’occidente tornerà un megabusiness

Gli scenari relativi ad America ed Europa sono negativi. Quelli sui paesi emergenti positivi. Ciò induce un numero crescente di attori economici a disinvestire in occidente e ad investire nei nuovi mercati. Ma è un errore.

E’ più probabile, in un orizzonte di 3 anni, che gli emergenti implodano e che America ed Europa, pur indebolite, rimangano in termini comparativi i sistemi economici più ordinati del pianeta. Il modello di capitalismo autoritario della Cina sta mostrando limiti per cui al crescere del volume dell’economia aumenta la probabilità di implosione per cedimento delle strutture portanti. Il Brasile ha un sistema sociale troppo squilibrato per reggere una linea di sviluppo senza cadute periodiche. Così le altre economie asiatiche. Inoltre la fragilità interna degli emergenti verrà amplificata dalla riduzione dell’export, per minore domanda dell’occidente in crisi, da cui sono dipendenti. L’india, meno dipendente, resta però a sviluppo molto lento e non sarà locomotore alternativo. La crisi degli emergenti non sarà totale in quanto tutti aiuteranno ad attutirla per evitare una catastrofe globale. Ma metterà in luce che Bric ed altri sono molto meno affidabili di America ed Europa pur inguaiate. Ciò farà tornare i flussi globali di capitale su dollaro ed euro per la loro maggiore stabilità differenziale. Tale fenomeno darà ad ambedue un privilegio di posizione nel ciclo finanziario mondiale equiparabile al signoraggio. In parole povere, tutto il mondo pagherà una sorta di tassa a euro e dollaro in cambio della loro produzione di stabilità (premio di ancoraggio). Tale tassa ricaricherà di soldi i sistemi bancario e borsistico occidentali e, via questo volano, ricapitalizzerà i redditi delle classi medie americana ed europea, invertendone l’impoverimento e alimentando una buona crescita dei mercati interni. Che poi sosterrà nuovamente la domanda globale e la ripresa degli emergenti. Tale scenario potrebbe essere deprobabilizzato nei prossimi mesi dove l’instabilità dell’occidente raggiungerà un massimo. Ma se il sistema resisterà, e lo farà perché la sua reattività aumenta con l’evidenza della crisi, la probabilità che si avveri è elevata. Le agenzie di rating e i think tank ordinari non inseriscono il criterio di stabilità differenziale prospettica nei loro scenari e ciò alimenta una posizione ribassista sull’occidente. Paradossalmente utile a chi, con strumenti cognitivi migliori, trova prezzi da svendita per comprare, a breve, banche ed industrie occidentali i cui valori, nel medio. saliranno alla stelle. L’occidente tornerà megabusiness, anche l’Italia. Buone vacanze.

(c) 2011 Carlo Pelanda
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