www.thegrandalliance.eu, è quella di generare un’alleanza a tre teste – le tre Rome   europea, russa ed americana -  che poi includa in un’area comune  le democrazie del pianeta. Lo scopo è quello di mantenere il potere di governo globale del “criterio occidentale” dopo il declino di scala dell’Impero statunitense e di costruire un’organizzazione geopolitica più grande della Cina  per condizionarla. Solo così il capitalismo democratico prevarrà su quello autoritario propugnato da Pechino. I fatti dell’ultimo decennio sembrano ridurre al minimo la fattibilità di questo scenario. Ma, alla fine, si realizzerà  perché è di evidente utilità: euro e dollaro devono convergere perché se no saltano ambedue, la Russia verrà  mangiata dalla Cina se non sarà parte del sistema economico e strategico occidentale. La rubrica non è impressionata dal G2 sinoamericano, dalla frammentazione della Ue, ecc.. Sono tendenze temporanee e reversibili. Ma è molto preoccupata dal fatto che Mosca stia ricostruendo il proprio impero in modi incompatibili con la futura alleanza occidentale. 

 Putin prese il potere nel 1999 per ricostruire il governo centrale nella Russia in frammentazione e  l’influenza di Mosca nell’area ex-URSS. L’Occidente lo contrastò, con l’eccezione di Germania ed Italia. La stampa occidentale lo demonizzò. Nel 2004, forte del rialzo dei prezzi energetici, un Putin infuriato ed isolato decise di fare impero in contrasto con l’occidente. Ora lo sta realizzando riportando nell’orbita di Mosca le nazioni centroasiatiche (Kirghizistan), limitando l’espansione a est della Ue, ma con la tentazione di dominarla sia rassicurando gli europei antirussi sia alleandosi con Berlino. E’ chiaro il sogno di un’Eurasia con capitale Mosca. A Putin va segnalato che tale progetto ha senso solo nell’ingenua mistica nazionale russa, ma non nella realtà. L’Eurasia senza America, India e Commonwealth, sarebbe troppo debole di fronte alla Cina. Alle élite occidentaliste statunitensi, già in moto per il dopo-Obama, va detto che la via giusta è quella di costruire l’Euroamerica invitando la Russia ad un’alleanza stabile e non quella di fare accordi bilaterali instabili tentando  di restare impero singolo, altro sogno impossibile. Mentre al Vaticano la rubrica chiede di perseguire il sogno impossibile della convergenza tra cattolici, ortodossi e protestanti. L’Impero ha bisogno di una Chiesa e viceversa.

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 Putin prese il potere nel 1999 per ricostruire il governo centrale nella Russia in frammentazione e  l’influenza di Mosca nell’area ex-URSS. L’Occidente lo contrastò, con l’eccezione di Germania ed Italia. La stampa occidentale lo demonizzò. Nel 2004, forte del rialzo dei prezzi energetici, un Putin infuriato ed isolato decise di fare impero in contrasto con l’occidente. Ora lo sta realizzando riportando nell’orbita di Mosca le nazioni centroasiatiche (Kirghizistan), limitando l’espansione a est della Ue, ma con la tentazione di dominarla sia rassicurando gli europei antirussi sia alleandosi con Berlino. E’ chiaro il sogno di un’Eurasia con capitale Mosca. A Putin va segnalato che tale progetto ha senso solo nell’ingenua mistica nazionale russa, ma non nella realtà. L’Eurasia senza America, India e Commonwealth, sarebbe troppo debole di fronte alla Cina. Alle élite occidentaliste statunitensi, già in moto per il dopo-Obama, va detto che la via giusta è quella di costruire l’Euroamerica invitando la Russia ad un’alleanza stabile e non quella di fare accordi bilaterali instabili tentando  di restare impero singolo, altro sogno impossibile. Mentre al Vaticano la rubrica chiede di perseguire il sogno impossibile della convergenza tra cattolici, ortodossi e protestanti. L’Impero ha bisogno di una Chiesa e viceversa.

"/> www.thegrandalliance.eu, è quella di generare un’alleanza a tre teste – le tre Rome   europea, russa ed americana -  che poi includa in un’area comune  le democrazie del pianeta. Lo scopo è quello di mantenere il potere di governo globale del “criterio occidentale” dopo il declino di scala dell’Impero statunitense e di costruire un’organizzazione geopolitica più grande della Cina  per condizionarla. Solo così il capitalismo democratico prevarrà su quello autoritario propugnato da Pechino. I fatti dell’ultimo decennio sembrano ridurre al minimo la fattibilità di questo scenario. Ma, alla fine, si realizzerà  perché è di evidente utilità: euro e dollaro devono convergere perché se no saltano ambedue, la Russia verrà  mangiata dalla Cina se non sarà parte del sistema economico e strategico occidentale. La rubrica non è impressionata dal G2 sinoamericano, dalla frammentazione della Ue, ecc.. Sono tendenze temporanee e reversibili. Ma è molto preoccupata dal fatto che Mosca stia ricostruendo il proprio impero in modi incompatibili con la futura alleanza occidentale. 

 Putin prese il potere nel 1999 per ricostruire il governo centrale nella Russia in frammentazione e  l’influenza di Mosca nell’area ex-URSS. L’Occidente lo contrastò, con l’eccezione di Germania ed Italia. La stampa occidentale lo demonizzò. Nel 2004, forte del rialzo dei prezzi energetici, un Putin infuriato ed isolato decise di fare impero in contrasto con l’occidente. Ora lo sta realizzando riportando nell’orbita di Mosca le nazioni centroasiatiche (Kirghizistan), limitando l’espansione a est della Ue, ma con la tentazione di dominarla sia rassicurando gli europei antirussi sia alleandosi con Berlino. E’ chiaro il sogno di un’Eurasia con capitale Mosca. A Putin va segnalato che tale progetto ha senso solo nell’ingenua mistica nazionale russa, ma non nella realtà. L’Eurasia senza America, India e Commonwealth, sarebbe troppo debole di fronte alla Cina. Alle élite occidentaliste statunitensi, già in moto per il dopo-Obama, va detto che la via giusta è quella di costruire l’Euroamerica invitando la Russia ad un’alleanza stabile e non quella di fare accordi bilaterali instabili tentando  di restare impero singolo, altro sogno impossibile. Mentre al Vaticano la rubrica chiede di perseguire il sogno impossibile della convergenza tra cattolici, ortodossi e protestanti. L’Impero ha bisogno di una Chiesa e viceversa.

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Il Foglio

2010-4-13

13/4/2010

L’Impero occidentale non è finito se le tre Rome vedranno la realtà invece di sognare

Fin dal 2000  chi scrive  auspica  che Usa ed Ue favoriscano la ricostruzione dell’Impero russo allo scopo  di avere un partner ordinato sul piano interno e capace di controllare l’Asia centrale. L’idea, www.thegrandalliance.eu, è quella di generare un’alleanza a tre teste – le tre Rome   europea, russa ed americana -  che poi includa in un’area comune  le democrazie del pianeta. Lo scopo è quello di mantenere il potere di governo globale del “criterio occidentale” dopo il declino di scala dell’Impero statunitense e di costruire un’organizzazione geopolitica più grande della Cina  per condizionarla. Solo così il capitalismo democratico prevarrà su quello autoritario propugnato da Pechino. I fatti dell’ultimo decennio sembrano ridurre al minimo la fattibilità di questo scenario. Ma, alla fine, si realizzerà  perché è di evidente utilità: euro e dollaro devono convergere perché se no saltano ambedue, la Russia verrà  mangiata dalla Cina se non sarà parte del sistema economico e strategico occidentale. La rubrica non è impressionata dal G2 sinoamericano, dalla frammentazione della Ue, ecc.. Sono tendenze temporanee e reversibili. Ma è molto preoccupata dal fatto che Mosca stia ricostruendo il proprio impero in modi incompatibili con la futura alleanza occidentale. 

 Putin prese il potere nel 1999 per ricostruire il governo centrale nella Russia in frammentazione e  l’influenza di Mosca nell’area ex-URSS. L’Occidente lo contrastò, con l’eccezione di Germania ed Italia. La stampa occidentale lo demonizzò. Nel 2004, forte del rialzo dei prezzi energetici, un Putin infuriato ed isolato decise di fare impero in contrasto con l’occidente. Ora lo sta realizzando riportando nell’orbita di Mosca le nazioni centroasiatiche (Kirghizistan), limitando l’espansione a est della Ue, ma con la tentazione di dominarla sia rassicurando gli europei antirussi sia alleandosi con Berlino. E’ chiaro il sogno di un’Eurasia con capitale Mosca. A Putin va segnalato che tale progetto ha senso solo nell’ingenua mistica nazionale russa, ma non nella realtà. L’Eurasia senza America, India e Commonwealth, sarebbe troppo debole di fronte alla Cina. Alle élite occidentaliste statunitensi, già in moto per il dopo-Obama, va detto che la via giusta è quella di costruire l’Euroamerica invitando la Russia ad un’alleanza stabile e non quella di fare accordi bilaterali instabili tentando  di restare impero singolo, altro sogno impossibile. Mentre al Vaticano la rubrica chiede di perseguire il sogno impossibile della convergenza tra cattolici, ortodossi e protestanti. L’Impero ha bisogno di una Chiesa e viceversa.

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