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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2011-1-11

11/1/2011

Tremonti sarebbe un leader perfetto della sinistra

Se si guardano i fatti e non le parole, la politica economica del governo mostra la volontà di mantenere il modello socialista avviato con la nascita del centrosinistra nel 1963 e realizzato negli anni ’70, senza cambiamenti sostanziali. Tale modello, già negli anni ’80, ha soffocato la crescita e ha dovuto finanziare le garanzie economiche in deficit, così cumulando debito fino a volumi abnormi. Ora che è impossibile aumentare il debito, pena la diserzione delle aste di rifinanziamento da parte del mercato, la politica del governo è quella di rendere sostenibile il modello limando la spesa pubblica ed aumentando il gettito, non stimolando più crescita del Pil, ma con maggiore pressione di polizia fiscale per far pagare tasse già portate nel passato a livelli tra i più elevati del pianeta, per questo causa di evasione  diffusa. Il governo cerca, con buon successo, di ridurre i denari fiscali sprecati sia per averne di più da impiegare sia per togliere ai cittadini un motivo morale per legittimare l’evasione. Poi promette due novità: una riforma fiscale non finalizzata a ridurre le tasse, ma a semplificarle; un “federalismo fiscale” che trasferisce dal centro alla  periferia le facoltà di imporre ed usare tasse, ma senza ridurle significativamente. Cosa ovvia in quanto se non si modifica il modello non si può cambiare la sua fonte di finanziamento. Ma Tremonti, che guida da sempre la politica economica dei governi Berlusconi succedutisi dal 1994 in poi, non dimostra nemmeno nelle parole di voler abbandonare il modello socialista, perfino teorizzando una profonda sfiducia nel libero mercato. Infatti tenta con intelligenza di rendere sostenibile un modello socialista che lo è sempre di meno, non di cambiarlo. Per questo si dimostra un politico di sinistra, certamente il migliore in Italia, ma nell’ambito della sinistra stessa. Come mai, allora, è il ministro portante di un programma liberalizzante, collocabile nel centrodestra europeo? I politologi spieghino i motivi, ma a questa rubrica tocca segnalare che sarebbe sano per la nazione far finire tale anomalia immobilizzante, anche per avviare cambiamenti liberalizzanti finora nemmeno tentati in teoria. Come? Aiutare Tremonti a prendere la leadership della sinistra che è congeniale con il suo pensiero e collocare figure che hanno più fiducia nel liberalismo e nel mercato alla guida della politica economica del governo di centrodestra. Così, in caso, avremo una sinistra finalmente intelligente e rigorosa ed una destra a guida economica finalmente liberale ed audace. Sembra una battuta, ma in realtà è proposta seria nonché scenario.    

(c) 2011 Carlo Pelanda
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