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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2010-11-2

2/11/2010

Come rendere l’Italia capitale mondiale dell’intrattenimento e così aumentarne il Pil

Sesto scenario per un centocinquantesimo futurizzante e non solo commemorativo. In realtà è una replica del quinto, pubblicato il 6 luglio, dedicato alla liberalizzazione stimolativa dell’industria cinematografica (www.carlopelanda.com). Qui sarà esteso a tutta l’industria della cultura e del turismo. A sostegno del ministro Bondi che sta combattendo per inserire più mercato nel settore. Questo bravo governante deve considerarsi anche un “ministro economico” e pretendere un potere riformatore corrispondente. Per i seguenti motivi.    

L’Italia è una potenza manifatturiera che fa crescita principalmente grazie all’export. Ma questo traino non basta a bilanciare la stagnazione endemica del mercato interno. Soluzioni? Potenziare l’industria esportativa, dandole competitività via riduzione dei costi, ed aumentare i consumi e gli investimenti interni richiede una detassazione generale e sostanziale, ma è scenario non realistico, almeno per il prossimo decennio, in una situazione di priorità del debito. Qualcosa potrà essere fatto che permetterà il galleggiamento dell’economia, ma non la sua propulsione.  Resta - escludendo l’uscita dall’euro  – solo la possibilità di sviluppare come nuovo traino il settore terziario, finora sottodimensionato, via detassazioni selettive e liberalizzazioni. I nuovi servizi che l’Italia può sviluppare velocemente in base a risorse già predisposte sono due: (a) industria culturale e dello spettacolo come moltiplicatore del turismo; (b) industria cinematografica. Se qualcuno trova altro, realisticamente, bene. Se non lo trova bisogna fare come segue. Dare in concessione teatri, arene, enti lirici, musei e simili ad aziende private stimolandole con detassazione totale, e regime ridotto dell’Iva, ad investire in nuove offerte, entro un vincolo di tutela vigilata del bene pubblico. Misura accompagnata da una detassazione temporanea e condizionale per il potenziamento sia delle attività alberghiere e di ristorazione sia dei trasporti locali ed internazionali. Per il cinema: detassazione totale per le aziende cinematografiche che dimostrino di fare almeno il 70% di una produzione in Italia, incentivando quelle estere ad insediarsi da noi; creazione di una Borsa globale dove quotare i progetti di nuovi film per raccogliere capitale. Con tali, semplici, iniziative l’Italia diventerebbe un attrattore globale di capitale e centro mondiale dell’industria dell’intrattenimento, aumentando di molto la crescita interna. La detassazione non toglierebbe risorse perché ora, semplicemente, le iniziative citate non producono gettito in quanto inesistenti.

(c) 2010 Carlo Pelanda
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