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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2009-5-19

19/5/2009

Il tecnoboom lancerà le Borse in bolla buona, ma va incentivato

La priorità è mantenere in rialzo le Borse. Sono la fonte principale delle pensioni in tutte le economie mature ed emergenti (con l’eccezione di alcune socialiste europee, tra cui l’Italia, ma che finirà entro il decennio per l’insostenibilità della spesa). Con un importante beneficio: gli investimenti azionari sono più difendibili di altri dall’inflazione nel lungo termine. Quelli in immobili sono migliori, ma meno liquidabili.  Inoltre, la quotazione di un’impresa è il modo più efficiente per finanziarne lo sviluppo. In generale, un mercato borsistico  crescente, pur volatile, è il pilastro sia di stabilità sia di fluidificazione per quello finanziario generale. Il crollo del 2008 ha scosso sostanzialmente la fiducia nelle Borse, al punto di temere la crisi di sistema. Per evitarla è scattata una leva artificiale rialzista manovrata da fondi finanziari, pensionistici e autorità monetarie convergenti, i governi meno per la loro riluttanza a tagliare le tasse. Ora le Borse si sono ristabilizzate anche se scenderanno un po’ a breve perché risalite troppo in anticipo sulla ripresa. Tuttavia - il punto – manca il tema trainante per un nuovo ciclo rialzista. Quale potrà essere?

Il mercato procede a bolle che si gonfiano e poi implodono. La giusta politica è quella di favorire nuove bolle quando una implode, non di reprimerle. Possibilmente bolle buone, cioècon effetti sistemici innovativi. Quando implose la bolla tecnologica 1996-2000, Greenspan creò quella dei valori immobiliari. Che contribuì a gonfiare quella collegata delle banche. Ora questi settori si ri-stabilizzeranno, ma non torneranno trainanti (banche di investimento a parte). I governi stanno favorendo la bolla buona delle energie alternative/rinnovabili. Manon avrà gambe perché il ciclo del petrolio è di difficile e lenta sostituzione, il nucleare con poco consenso e molti costi. Il settore delle materie prime e cibo tornerà in bolla, ma sarà contrastato per il suo portato di inflazione. Quindi bisognerà tornare alla tecnologia. Da un lato, nell’ultimo decennio questa ha fatto passi giganteschi, migliaia le nuove applicazioni industrializzabili o come innovazione o creazione vera e propria di sistema. Dall’altro, la resa sul mercato di queste novità è ostacolata dal conservatorismo sul lato della domanda e dalla riluttanza ad abbandonare cose vecchie su quello dell’offerta. Quindi la bolla buona va spinta. Ovviamente sul lato dell’offerta con un megaprogramma di tagli fiscali che incentivino le imprese ad investire sul nuovo. Tecnoboom, Borse alate. Rispondete: meglio questo o imporre standard legali al capitalismo globale?

(c) 2009 Carlo Pelanda
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