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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2009-8-18

18/8/2009

L’America che si trasforma da Impero in Regno deve preoccupare gli europei

Il punto più critico dello scenario globale riguarda l’America. Ora è a un bivio. Pur indebolita può ancora, con integrazioni, riprendere il ruolo imperiale, quello di locomotiva economica, anche se a 2/3 della forza, e tenere il dollaro moneta di riferimento. Così come può trasformarsi da potenza importatrice ad esportatrice, svalutare il dollaro e trasformarsi da Impero in Regno non più interessato ad essere governatore globale, ma ad usare la sua superiorità residua per tutelare i propri stretti interessi nazionali, creando una sfera di influenza “concentrata” ritirandosi da alcune parti del mondo e consolidando la presa su altre. Cioè l’America si rassegna a diventare un blocco tra i tanti e punta solo a diventare grosso abbastanza per contenere l’espansione degli altri, in particolare quello cinese, ma senza più tentare di ordinarli. I fatti recenti indicano l’avvio della seconda tendenza. Ma questa, finora, appare più un cedimento per confusione dell’Amministrazione Obama – precorso da quello nell’ultima fase dell’Amministrazione Bush - che una scelta strategica. Inoltre i paesi autoritari interessati a riempire il vuoto lasciato dal ritiro statunitense hanno preso una paura nell’autunno 2008 quando hanno visto la mancanza di mezzi nazionali per bilanciare la caduta della domanda globale. Il terrore di essere rovesciati da sommosse delle masse impoverite, in Cina, Russia, parecchi paesi islamici, ecc., ha spinto queste (semi)dittature a non cercare confronti con l’America cedente, ma una collaborazione, pur temporanea, per rimettere in moto l’economia globale e la loro crescita nazionale da questa dipendente. Tale situazione crea un intervallo di circa tre anni prima che qualcuno approfitti del ridimensionamento dell’America. Questa rubrica non è in grado, al momento, di probabilizzare quale direzione l’America prenderà. Ma ha chiare due raccomandazioni di breve per gli europei. L’inconsistenza di Obama combinata non il suo cinismo pragmatico potrebbe avviare un terzo scenario dove l’America cura i suoi guai economici interni, e politici esterni, con l’inflazione, inducendone una bomba nel globo. Sarebbe l?unica a sopravvivere perché il dollaro riuscirebbe a mantenere un’inflazione minore di quella degli altri, che salterebbero. Per evitare questa tentazione, catastrofica per gli europei, va sostenuto il rinnovo di Ben Bernanke alla presidenza della Riserva federale. La seconda raccomandazione è di riunire subito le residue élite occidentaliste americane ed europee per tentare di ricostruire l’Impero in formato euroamericano ed eurodollaro prima che sia tardi. Nova Pax.     

(c) 2009 Carlo Pelanda
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