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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2009-7-21

21/7/2009

Come il denaro potrà unire il Mediterraneo diviso dalle religioni

Il più importante obiettivo strategico da ottenere nei prossimi 10/20 anni, a portata della Ue e dove l’Italia potrà essere influente, è quello di chiudere il conflitto millenario tra area cristiana ed islamica, in generale. Ed in particolare creare un mercato unico mediterraneo. In generale, la pacificazione con l’Islam sarà utile all’occidente per il contenimento dell’emergente potere globale della Cina e del suo modello di capitalismo autoritario. In particolare, la formazione di un sistema mediterraneo a scambi fluidi costituirà un nuovo polmone di crescita economica a favore sia della costa settentrionale sia di quella meridionale. Per l’Italia è interesse vitale che il suo sud torni al geocentro di un mercato dinamico in quanto soluzione esterna al problema del sottosviluppo interno. Il Mediterraneo sarà l’area di esperimento per queste prospettive. Se avrà successo stabilizzerà l’intera Asia centrale, avrà un effetto ordinativo e di sviluppo prospettico nell’Africa subsahariana. L’ipotesi è che l’occidente, ed il suo modello di capitalismo democratico, avranno più vantaggi strategici e geoeconomici convergendo con l’Islam, influenzandolo di fatto, piuttosto che mantenendo la divergenza. Per tale motivo la rubrica è estasiata nel vedere da mesi un fiorire di iniziative interstatali e private di “convergenza mediterranea”, non ultima l’iniziativa in corso a Milano. Ma manca ancora una “dottrina costitutiva” che sostenga la visione qui abbozzata. Quale?

Da quasi un decennio la rubrica invoca di incentivare i mercanti del Mediterraneo a tentare più affari insieme (progetto Ekumene). Questo perché gli stati sono troppo influenzabili da stereotipi di massa sfavorevoli alla convergenza. L’islamofobia, da un lato, e la paura della contaminazione materialista dello spiritualismo islamico, dall’altro, limitano le espressioni politiche. Tali barriere culturali non sono rimuovibili con un atto secco. Ci vuole un substrato umido. E questo potrà essere dato dalla Lex mercatoria. Si può osservare che nel business islamici e non agiscono secondo il criterio degli affari, secondarizzando la religione. La finanza islamica, dove l’interesse è vietato, trova nuove compatibilità con quella occidentale. Il punto: saranno i mercanti a creare di fatto la piattaforma di sistema che poi gli Stati dovranno istituzionalizzare quando sarà evidente la densità dell’interdipendenza economica. Il soldo ridurrà gli estremismi di un lato e dell’altro permettendo il consenso all’architettura integrativa: non per amore, ma per denaro. La dottrina costituiva, quindi, si basi sull’utilitarismo pragmatico. Funzionerà.

(c) 2009 Carlo Pelanda
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